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domenica 8 gennaio 2017

In nome della Giuria Popolare (grillina)

Novità sul fronte grillino, il grande capo, dal  sacro blogghe, ha ripreso a prendersela (sai che novità) con giornali e telegiornali, rei di “essere fabbricatori di notizie false”.
L’incipit è degno dei migliori siti complottisti. Si parte con l’affermazione perentoria che tutti i poteri politici di un certo peso si stanno levando contro internet. Tutti, da Mattarella a Gentiloni, passando per Renzi e Napolitano (Napolitano pare essere sempre nel cuore di Grillo, vista la frequenza con cui che lo tira in ballo in ogni questione politica in Italia...). Non si capisce bene cosa vogliano fare, forse chiudere internet, oppure sequestrare tutti i computer, smartphone e tablet e bruciarli in piazza. Chissà. L’unica cosa che emerge aprendo i link da cui rimanda il testo sono le interviste al guardasigilli Andrea Orlando in cui egli afferma di voler attuare un piano per limitare il diffondersi di messaggi incitanti all'odio mentre nell'altro link si riprende parte del discorso di fine anno di Mattarella in cui il Presidente della Repubblica afferma che “internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente”. Insomma frasi da far tornare alla mente 1984 di Orwell. Se non vi rendete conto di questa pericolosa deriva autoritaria anti-internet siete degli sporchi piddini. Punto.
Il resto dello scarno post è ancora meglio. Una volta solleticato il basso ventre del grillino medio raccontandogli che tutti i poteri forti italiani professino un odio profondo verso il sacro web, che per il grillino è sacro come le vacche per gli Indù, si parte con l’assalto ai media convenzionali. Le prove? Due articoli. Ripeto: DUE. Uno de La Stampa e l’altro del Giornale. Il primo sullo strano caso del profilo Twitter di Beatrice Di Maio. Sì, ok, è vero che certe testate hanno ingigantito la storia di questo account Twitter e dei suoi post palesemente filogrillini, ma non ci vedo nulla di male a provare a fare un po’ di chiarezza su chi e perché abbia usato questo profilo senza mai pubblicare una foto personale su di esso (per chi si fosse preso la fine della storia, Beatrice di Maio pare essere uno pseudonimo della moglie di Brunetta). Il secondo, essendo stato pubblicato su di un tale “giornale”, penso si commenti da solo.
Insomma, a causa di due, e ripeto DUE, episodi isolati TUTTI i giornalisti sono dei venduti al potere e i TG ed i quotidiani dei produttori industriali di menzogne.
La soluzione: i tribunali del popolo. Sì, avete capito bene. Nel testo li chiama con il termine un po’ più anglosassone e tranquillizzante di “giuria popolare”. Ma in essi non c’è ombra di possibili Perry Mason. I suddetti tribunali, formati da cittadini estratti a sorte (da chi non si sa, ovvio), dovrebbero verificare la veridicità delle notizie pubblicate e, in caso esse non si confacciano al vero, di rettifiche immediate con tanto di scuse e vergogna.

Interessante che una simile polemica appaia proprio in questo momento. Quando oramai è chiaro a tutti che i penta stellati non siano stati in grado di capitalizzare il risultato del referendum costituzionale. Quando la presentazione del famigerato codice etico di Grillo ha scatenato polemiche sia dentro che fuori dal movimento.

Pare, da successive rettifiche (chissà perché?) del capopopolo grillino, che lo strappo con Mentana sia stato, almeno in parte, ricucito e che il rischio di finire in tribunale (un tribunale vero, non uno del popolo) sia scongiurato. Da segnalare che anche parte qualche deputato penta stellato abbia definito la questione giurie popolari “una provocazione”.

Quindi, per quanto il capitolo sia, anche solo parzialmente, chiuso, nulla ci impedisce di usare un po’ di fantasia e immaginarci cosa sarebbe successo se una proposta del genere avesse trovato applicazione in Italia.
Di certo vivremmo in un paese migliore. In un’Italia più democratica e libera. Ammettiamo, solo per ipotesi, che un bel giorno questo splendido organo fosse composto da un antivaccinista, un complottaro sciachimista terrapiattista e da un mafioso. Immaginate come sarebbe bello vedere su tutti i giornali la grande notizia che il dottor Tizio laureato in Scienze di Google e ricercatore presso l’Università della Vita ha scoperto che i vaccini causano ischemie, ictus, infarti, cancro, morte e Pippo Baudo (magari non necessariamente in quest’ordine). La sera, accendendo la tv, vi verrebbe detto che Caio, ricercatore indipendente a caccia della vera verità, ha scoperto che nelle scie di condensazione degli aerei si nascondono orrendi veleni che uccidono la nostra anima e chiudono ermeticamente i chakra, dai quali lui ha avuto l’illuminazione divina per cui la Terra non è tonda o elissoidica, o geoidica o roba del genere (questi maledetti scienziati, ci volessero raccontare davvero come stanno le cose senza nasconderle dietro a termini incomprensibili!!11!!) ma è piatta come una sottiletta e, come una pizza, rotola nello spazio cosmico. Infine, al TG, vi verrebbe detto che Provenzano e Riina sono stati riabilitati dalle infamanti accuse di essere mafiosi e sono stati elevati tra i paladini dell’antimafia, magari specificandovi ben bene che la mafia non esiste, che solo un’invenzione.

Oppure potremmo avere una bella giuria popolare in stile Forum. Sì, vi ricordate il programma su Rete 4, amatissimo dalle nonne di tutt'
Italia? Vi ricordate quella giuria sgangherata formata da vecchietti litigiosi che votavano con i sassolini e che discettavano una mezz'ora buona degli affaracci degli altri, con esiti tragicomici nel 100% dei casi? Una giuria che, solo a pensarci, fa vergognare di essere della loro stessa nazionalità.


In ogni caso prospettive davvero bellissime.

venerdì 9 settembre 2016

La pax grillina sotto il cielo di Roma

A quanto pare pace non è fatta sotto il cielo di Roma. La prima fase dello scontro tutto interno non poteva che chiudersi così: con processo sulla pubblica piazza. Non ci si poteva aspettare altro. Altri partiti, in altre epoche avrebbero fatto conferenze stampa, emesso comunicati... ma per i grillini questo non è possibile. Per loro c’è un imprescindibile collegamento con la base, il motto “uno vale uno”. E non importa se nei giorni scorsi è regnata una cappa di assordante silenzio e le decisioni importanti si sono prese esclusivamente nelle segrete stanze. Se i big del partito paiono essere spariti nel nulla pur di non dover dare delle scomode risposte. La base pare non avere gradito, ma la mannaia della censura sui commenti scritti dai grillini sul sacro blog pare aver fatto il suo dovere.

Ma torniamo al processo di piazza. Nella città di Nettuno, in provincia di Roma, è andata in scena l’unica risoluzione quasi indolore che gli alti piani del Movimento potevano scegliere. Ognuno dei partecipanti ha giocato uno specifico ruolo. Grillo ha interpretato il ruolo del padre nobile, del fondatore attempato che, nonostante il passo di lato nella gestione della sua creatura, torna tra i suoi figli politici in veste di “Grande Puffo” pronto a rimettere in ordine le cose a sua immagine e somiglianza. Alessandro Di Battista ha interpretato il ruolo del politico duro e puro dei pentastellati. Ha scaldato il cuore dei fedeli ascoltatori, nel ruolo del buon parlamentare grillino. A Luigi Di Maio, invece, spettava il ruolo più difficile. Quello del colpevole che si cosparge la testa di cenere. Occorre dirlo, ci è riuscito piuttosto bene, nonostante la sua ricostruzione dei fatti sia risultata approssimativa (ad essere buoni), è riuscito nell’opera di recitare di fronte al pubblico mea culpa, una specie di rito pubblico di confessione, per poi essere riabilitato, seppure con meno smalto rispetto a prima.
Un dettaglio che mi ha davvero colpito della difesa di Luigi: ha lasciato intendere che credeva che Paola Muraro fosse stata denunciata da uno del PD. Cioè che, pur di mettere i bastoni tra le ruote alla neosindaca Raggi, i cattivissimi piddini avrebbero sporto 14 (!!!) denunce nei confronti dell’assessora all'ambiente. Uno stupendo esempio di doppiopesismo! se vengono messi sotto processo gli avversari politici è tutto un fiorire di cori da stadio “Onestà! Onestà!”; se è uno del Movimento, vicino o nominato da esso ovviamente sono i cattivissimi sgherri del PD che usano la giustizia come arma politica. Ma, a quanto pare, alla base grillina queste ricostruzioni complottiste vanno bene.

 Insomma pace fatta? A quanto pare non proprio. A questo punto viene da chiedersi se non c’è qualche serio problema comunicativo dentro il Movimento. Grillo pare avere ridato fiducia alla sindaca, ma con la minaccia sempre incombente di ritirare il simbolo alla prossima mossa sbagliata. In compenso il comico genovese ha già sbandierato ciò che la base penta stellata romana voleva da tempo: un no secco sulle Olimpiadi nella Capitale. Come a dire: se certe decisioni la sindaca non è in grado di prenderle, le impone lui.
Qualcuno, comunque, sospetta che Virginia li tenga tutto il gotha dei Cinque Stelle per i gingilli. Effettivamente certa gente nel Movimento (vedi Favia e Pizzarotti) sono stati espulsi o messi ai margini per molto meno. Ma Grillo sa molto bene che la strada per Palazzo Chigi passa inevitabilmente dal Campidoglio, e che se non riusciranno a dimostrare di essere in grado di governare bene una città come Roma le loro possibilità di vincere a livello nazionale si ridurranno di parecchio. Un chiaro campanello d’allarme sono i quattro punti percentuali persi in una settimana.

Insomma, ne vedremo ancora delle belle. Nel frattempo anche la popolarità dei singoli politici grillini sta cambiando. In tutto ciò, pare che oramai il solo nome Virginia Raggi causi sdegno negli ambienti pentastellati.  Tanto che solo uno come Diego Fusaro è rimasto senza vergogna alcuna a sostenerla pubblicamente.
In tutto questo pandemonio romano pare stia sorgendo un nuovo astro nella galassia pentastellata: quella di Chiara Appendino, neo-sindaca di Torino. Freccero, come una bella fetta della base grillina, sembrano non avere dubbi: è lei la leader perfetta per il Movimento. Una che sa davvero governare.
In passato il Movimento aveva nutrito grandi speranze prima in Pozzarotti e poi in Raggi. Pare quasi si stia concretizzando un inedito rituale: i neosindaci a 5 stelle di comuni importanti vengono prima osannati come nuovi grandissimi astri della politica e poi ferocemente sbranati dalla macchina da guerra pentastellata. Che ora sia venuto il momento di Chiara? #Chiarastaiserena

giovedì 12 maggio 2016

Il sonno della politica genera mostri. Ovvero: le comunali a Bologna

Fino ad una/due settimane fa Bologna non sembrava una città con imminenti elezioni comunali. La campagna delle varie liste era poco o per nulla percepibile. E quando lo diventava destava più noia che interesse.

D’improvviso, la visita di Salvini a Bologna (di cui vi ho già parlato qui) sembra aver contribuito a scaldare gli animi e le comunali. Il debole comunicato stampa di Merola al segretario leghista ha buttato altra benzina sul fuoco.
 Il successivo party non autorizzato al cassero di Santo Stefano organizzato dal circolo Atlantide ha fatto definitivamente scoppiare la battaglia politica. Sì, proprio quel circolo Atlantide fatto sgomberare a forza dal cassero di Santo Stefano nell'ottobre 2015. Sgombero che ha portato a dissidi tali da portare all'estromissione dell’assessore Ronchi dalla giunta comunale. Apriti cielo! La presidentessa del quartiere Iliara Giorgetti ha gridato allo scandalo e ha accusato direttamente il comune come causa di ogni male possibile. Come a dire: siamo in campagna elettorale, e allora strumentalizziamo qualsiasi cosa, pur di portare qualche voto in più al proprio mulino politico.
Dalla giunta comunale, dopo un iniziale gioco allo scaricabarile con la questura, il sindaco ha deciso di sporgere denuncia. Merola ha provato a sottovalutare il problema, ad addossarlo ad altri quando proprio esso non poteva più essere occultato, ed infine a difendersi con l’attacco una volta messo alle strette. Strategia debole e molto opportunista, ma quest’ultima svolta giudiziaria potrebbe fargli guadagnare qualche voto tra i moderati indecisi.
Nel frattempo la grande trovata del PD è stata quella di fare un video pubblicitario (innovativo, non è vero?) con protagonisti gli umarells di Bologna. Lo spot però, tocca anche alcuni nervi scoperti della città proponendoli come punti forti dell’attività della giunta uscente. Il caso più lampante: la sicurezza in Bolognina (vi ricordate la serie di spaccate di qualche mese fa?).
Nonostante tutto ciò, il PD è dato dai sondaggi sopra il 40%. Non tantissimo. Alcune comunali fa l’obiettivo dichiarato del Partito Democratico era quello di vincere al primo turno. Ora pare accontentarsi di vincere senza troppa fatica al ballottaggio.

Se il PD, nonostante tutto, pare godere ancora di una più che discreta salute, nonostante certe smagliature, non altrettanto si può dire della destra bolognese.
In primis per la frammentazione delle liste. La destra bolognese non ha mai brillato per i risultati elettorali (eccezion fatta per Guazzaloca) e presentarsi divisi rischia di disperdere i pochi voti rimasti. I vari Bernardini, De Carli e Celloni, oltre a Lucia Borgonzoni, rischiano di spartirsi un piatto già magro.
Come se non bastasse, l’attuale campagna politica è stata impreziosita dalle “perle” fasciste che certi candidati di centro-destra (ripeto: CENTRO-destra, non destra-destra) hanno elargito con una leggerezza impareggiabile sui social network. Oramai facebook e twitter hanno ampiamente dimostrato di avere una memoria lunghissima, e di essere fonte di pericolosissimi boomerang, se non gestiti con criterio.
Memoria cortissima, invece, ha dimostrato di avere Luca Cavazza, giovanissimo candidato nelle liste i Forza Italia. Bisogna capirlo, si era scordato che in un giorno di pioggia della scorsa estate, invece di andare in spiaggia, era andato alla tomba di Benito a Predappio. Ovviamente il giro turistico non poteva non essere immortalato sui social con una bella frase commemorativa “Tutto quello che fu fatto non potrà essere cancellato” e, a scanso di equivoci, geolocalizzazione, presso la cripta Mussolini. Se il giovane forzista non ha una lunga memoria, ha dimostrato però una grande capacità nell'arte politica del mirror climbing, liquidando il tutto come una “goliardata”, salvo poi usare la cara vecchia foglia di fico del “ma Mussolini ha fatto anche tante cose buone”. Ottimo esempio di equilibrismo politico, sintomi di grandi capacità che lo aiuteranno nella sua carriera politica.
Anche Elia Pirone, della lista “Riprendiamoci Bologna”, a supporto di Lucia Borgonzoni, si è lasciato andare a commenti con forte puzzo di fascismo quando è stato direttamente paragonato al duce “Mento volitivo, fronte spaziosa, sguardo indomito”, a cui ha risposto di non essere degno. Il dialogo sul social è proseguito con riferimenti alla Gola del Furlo (riserva di caccia personale di Mussolini) e al desiderio di “evitare un secondo piazzale [Loreto n.d.r.]”. Il dialogo prosegue sempre sul tono scherzoso, ma che rivela una certa fascinazione per la figura di Benito e sul ventennio.
Senza contare che pure Galeazzo Bignami, capolista di FI, è stato investito pochi giorni fa da uno scandalo simile. Chissà da dove, sono emerse da chissà dove delle foto che lo ritraggono in camicia nera con tanto di svastica sul braccio. O seduto a tavola con dietro le bandiere del partito nazionalsocialista tedesco e quella della Repubblica di Salò, oltre ad una evidente bottiglia di Coca-Cola sul tavolo. I totalitarismi di destra ed il simbolo del capitalismo americano. 
Bignami si è difeso affermando che le foto risalgono alla sia festa di addio al celibato di 10 anni prima. Vedendo le foto la versione fornita appare perlomeno plausibile, ma che non gli hanno evitato una bella dose di accuse e richieste di dimissioni. Ma in fin dei conti Bignami l’ha sempre affermato di essere “un uomo di destra fatto e finito”. Nomen omen, dicevano i latini.
In questi casi non saprei quanto il detto “mal comune mezzo gaudio” sia applicabile.

Tornando ai candidati al consiglio comunale, oltre ai post fascisti stanno facendo notizia per quelli sessiti. Mario Turrini, in corsa con la lista “Uniti si vince”, a supporto anch'essa della candidata leghista, ha auto la brillante idea di pubblicare il lato B di una bella ragazza sul suo profilo Facebook per farsi pubblicità. Anni fa un vero politico come Rino Formica ebbe a dire che “la politica è sangue e merda”. Di sangue, inteso come passione politica, ne vedo ben poco. Riguardo alla merda beh, direi che in questo caso siamo indubbiamente “a monte”.
Il post sessita, grazie alle testate locali ha generato così tanta indignazione da costringere Turrini ad un post di pubbliche scuse in cui ha fatto presente di aver rubato l’immagine da una campagna contro la privatizzazione dell’acqua. Come se prendere immagini di culi a caso su internet fosse un’attenuante. Per non parlare poi dei vistosi errori presenti nel commento (!!!).
Anche l’emittente locale èTv si è interessata dell’accaduto con un’intervista a Turrini, il quale derubrica il suo gesto ad una stupida goliardata tra amici (pure lui!). Lui è a posto, “non userebbe mai donne o parti di donne per la sua campagna politica”. Per fortuna, nel finale d’intervista gli viene in soccorso Lorenzo Tomassini, candidato anch'egli per “Uniti si vince”. Il quale, dopo aver affermato che il suo collega “ha ecceduto”, si è lanciato in una vivace critica alla sinistra moralista, puntando tutto sul vecchio, ma sempre efficace, benaltrismo. In città ci sono ben altri problemi! Se ne rendessero conto! 
Scorrendo i vecchi post sul profilo di Turrini, oltre a pubblicità della sua lista, foto di gazebo, ecc.. rimane qualche immagine con frasettine d’effetto, qualche notiziona bomba presa da Imola Oggi (sito d’informazione parecchio attendibile, a quanto pare), richiami alla legittima difesa come fosse il Far West, agli immigrati ladri (in questi ultimi due casi siamo al limite del complottismo) e donne svestite contro l'abbandono dei cani
. Cosa? Donne svestite? Ma come? Non era lui quello che aveva ribadito il rispetto verso la donna?
Il lupo perde il pelo, ma non il vizietto.

Passiamo ora ai pentastellati. Il partito di Grillo ha messo in campo Massimo Bugani. La campagna dei grillini si sta rivelando parecchio evanescente. I sondaggi danno il M5S sotto il 20%, quindi più che doppiato dal PD e parecchio distante anche da Borgonzoni, con possibilità di accedere al ballottaggio praticamente nulle.
Considerando che 5 anni fa Bugani si fermò sotto al 10%, questo potrebbe rappresentare un aumento della base grillina in città, anche sembrano lontani i tempi in cui il Movimento non aveva ancora messo piede sotto le due torri ed ogni punto percentuale sembrava strappato con le unghie e con i denti alla casta politica.


In conclusione le comunali a Bologna continuano a ruotare attorno a polemiche estemporanee. C’è un pericoloso vuoto nei programmi e nelle idee dei candidati che temo si trasformerà in urne vuote il 5 giugno.
Il PD risente dei propri fantasmi: della sicurezza in città, del rapporto permissivista instaurato da sempre con i collettivi, senza più nemmeno un Ronchi da sacrificare sull’altare delle necessità politiche.
Insomma, l’atteggiamento del sindaco uscente sembra quello di un giocatore professionista che, una volta entrato in campo, gioca neanche a metà delle sue capacità, considerando la squadra avversaria come un ammasso di brocchi.

La destra vivacchia anch’essa e attacca Merola. Tra una discolpa e l’altra. Quando non deve ammantare di goliardia le malefatte dei propri candidati meno svegli o semplicemente più onesti verso le loro vere idee. L’idea che se ne ricava è di una destra vittima di sé stessa, della sua incapacità anche solo di fingersi moderata, e a favore della parità tra i sessi. E per questo incapace di vincere.


Grillini ed altri non pervenuti.


domenica 1 maggio 2016

Sinistra? Quale sinistra?

Negli ultimi Giorni, Giorgia Meloni, candidata sindaco per Fratelli d’Italia a Roma ha sostenuto che Renzi ed il Movimento Cinque Stelle siano le due facce della stessa medaglia. Medaglia ovviamente sinistrorsa!
Io non so in che mondo essa viva, ed in questo microcosmo Meloniano  cosa sia di sinistra e cosa sia di destra.
Già in diversi ci hanno provato a dare definizioni di ciò che è ciò che non è di una fazione. Discorsi più o meno astratti, interessanti o meno.
Il Movimento, come ben si sa, non ama le etichette politiche. Però alcuni suoi esponenti, più o meno in vista, pare si alternino nel mostrare “aderenze ideologiche” con la destra, anche con quella più a destra della Meloni. Dall’apertura a Casapoud di Grillo, alla consigliera comunale grillina di Ragusa che si diverte a postare su FB busti di Mussolini in prossimità del 25 aprile.

Concentriamoci ora sulle posizioni politiche della candidata sindaco grillina. Di fatto le posizioni di Virginia Raggi si sono in linea con quanto sempre affermato da Grillo & compagni. Fa alcuni passi a destra (vedi pubblica sicurezza), qualcuno a sinistra (legalizzazioni varie), magari per convertire al Movimento qualche scontento di una delle due fazioni.
Virginia con il suo viso telegenico pare incarnare una versione soft del grillismo. Anche Grillo lo sa bene, in Italia per vincere bisogna corteggiare i moderati, non solo gli arrabbiati con il sistema.
Sul fatto che il PD sia o meno di sinistra non voglio addentrarmi: finirei in un campo minato. Per approfondire una tematica del genere penso non bastino 100 post.
Sta di fatto che Giorgia ha definito “di sinistra” due candidati che già di loro non mi paiono piuttosto centristi. Anche i partiti da cui provengono per me non possono essere etichettati tanto facilmente. Il Movimento è profondamente allergico alle definizioni di campo,alcune battaglie politiche le combatte su posizioni più di sinistra (vedi reddito di cittadinanza) e altre più a destra (immigrazione), saltellando da posizioni di una parte e dell’altra con una semplicità spiazzante. Anche i suoi elettori sono piuttosto variegati: si va dagli ex missini agli ex rifondaroli. L’altro, il PD, fa parte del Partito dei Socialisti Europei, ma è palese il richiamo democristiano del renzismo. Senza contare che l’uscita dei suoi rami più sinistri ha sicuramente comportato uno spostamento più a destra del partito. Un partito che con il nuovo corso renziano ha recuperato il voto moderato che l’ha spinto a percentuali di voto semplicemente impossibili fino a pochi anni prima. Ma che forse ha chiesto come prezzo un po’ dell’anima originaria del progetto politico.
Può darsi che la cara Giorgia abbia fatto quest’affermazione perché, nel bel mezzo della confusione che regna sulla disposizione dei partiti, dare una così facile chiave di lettura è allettante, soprattutto se si ripropone un giochetto tanto caro alla vecchia sinistra: delegittimare gli avversari politicamente moderati definendoli dell’altra parte. La sinistra-sinistra in Italia con questo e altri giochi ha finito per frammentarsi e ridursi nella più completa irrilevanza politica. Con il mantra “io sono davvero di [inserire SINISTRA o DESTRA a proprio piacimento] mentre gli altri no” non si vincono le elezioni. Al massimo si fidelizzano ancora di più i sostenitori, si può avvicinare qualche elettore scontento o disorientato, ma non credo si possa andare oltre.





Ma in fin dei conti, oggi come oggi, cos'è la sinistra? Cosa definisce davvero cos'è di sinistra o di destra?

giovedì 25 febbraio 2016

Il ddl Cirinnà è stato affondato. Lunga vita al ddl.

La scorsa settimana il ddl Cirinnà ha avuto uno serio stop. Tanto forte da costringere la senatrice Cirinnà a parlare di ritiro dalla politica.
Riassumendo: dei 5.000 emendamenti presentati dalle opposizioni (se volete avere idea di cosa è stato presentato potete dare un’occhiata a questa galleria degli orrori) ne sono stati ritirati circa 4.500 facendone rimanere 500. Un numero comunque alto che ha portato alla decisione di presentare il cosiddetto “canguro”, a meno che non si voglia ripetere la patetica scena di Pittella al Parlamento Europeo.

Una brutta bestia il famigerato marsupiale. Addirittura avrebbe permesso una votazione rapida raggruppando gli emendamenti sullo stesso argomento. I senatori del Movimento, dopo essersi distinti per aver dato l’impressione di avere le idee chiare sul ddl (dal sì senza e se e senza ma fino ad approdare alla libertà di coscienza per tutti), alla fine hanno optato per un affondo secco e deciso al PD opponendosi al canguro.
Capisco che il famigerato marsupiale possa essere un, seppur piccolo, ostacolo al dibattito parlamentare. Ma di certo non è paragonabile alla tanto contestata tagliola già ampiamente usata alla Camera! Qualcuno ha parlato di immaturità politica del parlamentari del Movimento. Personalmente mi stupisco che ci siano giornalisti che paiono accorgersene solo ora. Mi sembra che i senatori grillini siano stati presi dalla voglia di partecipare ad una specie, come quelle che fanno tra loro gli adolescenti. Solo che se i maschi sui 15/16 anni gareggiano per chi ce l’ha più lungo, i senatori a 5 stelle fanno a gara per essere i meno compromessi possibile. Perché si sa, il canguro è proprio una brutta bestia, ed il PD l’origine di tutti i mali.
E in mezzo a cotanto disordine nel Movimento, con i parlamentari grillini contestati (e non solo su internet) Grillo che fa? Non pubblica nulla sull'argomento (né sul sacro blog né sugli amati social network). In compenso si traveste da tigre e da lupo per scappare ai cronisti. E pensare che quando ero piccolo avevo un ricordo ben diverso dell’uomo tigre. A quanto pare, il Grillo Tigre è un po’ diverso...
Per fortuna è arrivata un’intervista a La Stampa del buon Di Battista che ha fugato ogni dubbio. Per il deputato di punta del Movimento la legge sulle unioni civili è sì importante. Ma non così tanto. Ce ne sarebbero almeno altre 20 importanti uguali se non di più. Altre belle battaglie da combattere fino all'ultimo sangue, anche contro chi potrebbe essere un loro alleato. Altre 20 battaglie da sacrificare sull'altare dell’intransigenza e della coerenza più integraliste. Tanto in caso di sconfitta possono sempre dare la colpa al cattivissimo PD. E in caso di vittoria si può sempre usare lo stratagemma del complotto ordito contro il Movimento.

Ora, ad una settimana di distanza si torna sull'argomento. Il ddl è stato modificato. La stepchild adoption, tanto difficile da pronunciare per i nostri parlamentari, è andata in soffitta. Con buona pace delle loro prodezze linguistiche.
Indipendentemente da come andrà oggi sarà un successo. Ma un successo per davvero.
Come nei migliori concorsi a premi tutti alla fine avranno ottenuto qualcosa. Chi un po’ di più chi un po’ di meno. Ma nella sostanza nessuno tornerò a casa a mani vuote.

Per primo Renzi. L’aveva promesso ed è riuscito a portare a casa il risultato. E non solo: è riuscito  ricompattare il proprio partito e ad evitare che la fronda cattodem gli rovinasse tutto. Poco importa se ha perso qualche cosa nelle intenzioni di voto. Sa benissimo che si può recuperare. La strada verso le prossime tornate elettorali è ancora molto lunga.

Hanno vinto i fondamentalisti cattolici nel PD. Da minoranza sfigata sono diventati l’ago della bilancia. Il partito ha dovuto corteggiarli e accettare il loro “contributo” alla legge.
Situazione analoga per i centristi di NCD. Angelino ed i suoi hanno potuto prendersi una bella rivincita permettendosi pure un'infelice battuta sulla fedeltà nelle coppie gay. Entrambi questi gruppi, centristi ed i cattodem, possono uscire a testa alta. Non hanno fatto ostruzionismo contro un così importante obiettivo del Governo.

Può sorridere Verdini. Ha ottenuto più di tutti quello che voleva: un posto in maggioranza. Dopo tanta fatica a raggranellare parlamentari, alla fine tanto duro lavoro gli ha permesso di raggiungere l’agognato obiettivo! Alla fine ha avuto ragione Denis, Il PD in questo momento sembra soffrire di amnesia. I parlamentari democratici si erano stracciati le vesti al minimo indizio di compravendita di senatori all'epoca della caduta del Governo Prodi (cioè due o tre ere politiche fa). Oggi, invece, pare tutto a posto, normale. Davvero un bell’esempio di bipensiero nel senso più orwelliano possibile. Non so che coraggio possa avere certa gente di fronte ai propri elettori. E dopo Denis, pure i (pochi) fedelissimi di Flavio Tosi presenti in Parlamento si preannunciano come la nuova stampella di Renzi. Aggiungi un posto al Governo che c’è un amico in più.

Possono sorridere i petastellati. La tempesta politica della settimana scorsa pare ora quietarsi e allontanarsi. Hanno perso qualche simpatizzante, sì, ma la loro base pare essergli rimasta fedele. Inoltre l’approvazione del ddl permette di lavare le coscienze politiche dall’infamante accusa di essersi opposti al ddl solo per fare uno sgambetto a Renzi. E poi un’approvazione a colpi di maggioranza è un ottimo motivo per dedicarsi al loro sport preferito: criticare il PD. Ci vorrà un po’, ma anche gli aspetti più sospetti di questo travagliato iter parlamentare, piano piano, cadranno nel dimenticatoio. Dal presunto abbraccio Airola, i senatori di FI e Calderoli (rivelatosi poi una bufala), lo strano SMS ricevuto dalla Cirinnà per non parlare dell’atteggiamento tutt'altro che chiaro tenuto dal Partito di Beppe sul ddl.

Può festeggiare pure uno come Calderoli, che è riuscito a ricavarsi un bel siparietto sproloquiando a caso di San Pietro con i tabulati elettronici delle votazioni e Renzi all'inferno. Incredibile che uno sposato con rito celtico d’improvviso diventi più cattolico del Papa e in grado di profetizzare sulla destinazione nell'aldilà dei suoi avversari politici! Più che politico il Robertone leghista mostra di avere il carisma e la capacità oratoria degne di un telepredicatore.


In conclusione si può dire che il ddl Cirinnà è stato un gran bell’affare per tutti. Chi più chi meno. Tranne forse per le coppie di fatto che vivono in Italia. Verdini, con il suo solito modo di fare diretto e conciso lo ha saputo spiegare meglio di tutti: “chissenefrega dei gay, non è questo il punto. Qua il punto è politico”. Siamo arrivati al divorzio della politica dalla realtà?

sabato 16 gennaio 2016

L'inglese evanescente

L’ultimo dell’anno, chi ha guardato il discorso sul sacro blog di Beppe del sacro leader avrà scoperto che l’amato Movimento dalle 5 Stelle è governato da “un fantasma, un ologramma”. Un ologramma però piuttosto corpulento e che si lamenta della politica e dell’economia con una bella terminologia buttata qua è là (vedi hedge found) per infarcire un discorso altrimenti pervaso di vuoto cosmico.
Se invece si guarda ai post precedenti al discorso olografico si troverà una notizia davvero sorprendente: il prestigioso Financial Times ritiene il M5S maturo per governare. Subito sotto al titolo del post campeggia una pagina di giornale con il titolo “Five Star Movement comes of age”. Per la cronaca NON vuol dire che è maturo, ma che matura. Il titolo dell'articolo online è però ben diverso. Esso è “Italy’s Five Star Movement wants to be taken seriously”. Non so, per me c’è una bella differenza tra “l’essere pronti per governare” ed il “voler essere presi seriamente”. Oltre al titolo, anche il resto della traduzione dell’articolo è perlomeno distorta e manipolata per fini politici. Il termine "populist" incredibilmente svanisce, ed anche i giudizi politici sono più pesanti e meno neutrali.

Una domanda sorge spontanea: perché pubblicare una caricatura di traduzione, tra l'altro di un articolo che parla piuttosto bene del M5S, dato che il testo originale non è difficile da reperire su internet?
Ma veramente Grillo, o chi gestisce il blog per lui, ha una così bassa stima dei seguaci del Movimento? Non pensa che qualcuno possa voler andarsi a leggere la versione originale e divertirsi al gioco “trova le differenze”? o pensano che i grillini siano tutti analfabeti funzionali incapaci di tradurre alcunché dall'inglese?

eh sì, il MoVimento vuole essere preso sul serio. Sul serio quando fa politica sul territorio e per il territorio (chi ha parlato dei voti della camorra??), sul serio quando si parla di sradicare il marcio che può infiltrare nelle proprie liste, quello delle scie chimiche come credo religioso, del Bildemberg, dell’interrogazione parlamentare sugli androidi (chissà se saranno già in mezzo a noi!1!) della strumentalizzazione ad ogni costo di disgrazie varie ed eventuali(vi ricordate dell’Ebola?).

A quel manipolo di terroristi che sono i rancher americani che hanno occupato un edificio federalea Burns, nell’Oregon, dopo la richiesta di ricevere beni di prima necessità, alcuni buontemponi si sono divertiti inviando vagonate di sex toys.
Se non costassero così tanto bisognerebbe spedire a Grillo qualche dizionario della lingua inglese...



mercoledì 16 settembre 2015

#freeBeppe!!!

Notizia di ieri, il Beppone nazionale è stato condannato per diffamazione. Stupefacente, per uno che infarcisce i comizi politici di frasi di senso compito tra un insulto e l’altro. Chi ha un po’ di memoria si ricorderà che non è esattamente la prima volta che capitano questi incidenti di percorso al comico genovese. Già nel 2001, con la Montalcini, si era creata una spiacevole situazione dal modico costo di 8mila euro. Ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio... Comunque, il caso Montalcini non è stato né il primo né l’ultimo problema di Grillo con la legge. In effetti la carriera giudiziaria di Grillo si presenta variegatae a tratti sorprendente (soprattutto in ambito edilizio).
Ma torniamo al caso incriminato. Nel maggio del 2011, durante un comizio del M5S Beppe se la prende con il professor Franco Battaglia, docente della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ad Anno Zero di Santoro aveva parlato degli effetti sulla popolazione delle radiazioni dopo i disastri nucleari di Cernobyl e Fukushima. Durante il comizio incriminato il comico genovese, con il suo solito aplomb, ha affermato che “Non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, e mi riferisco a Battaglia che è un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci, ti mando via dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera”. A parte che a denunciare pare sia stato solo il professore, va detto che ildiscorso di Battaglia ad Anno Zero è stato lacunoso e non del tutto vero. Occorre anche dire che egli non è a libro paga di nessuna multinazionale. La denigrazione del nemico politico di turno facendolo apparire come una marionetta dei poteri forti (in questo caso delle cattivissime multinazionali, ma intercambiabile con: massoni, élite politiche, partiti politici o altro ancora a seconda della fantasia e dell’ispirazione) è un’arma politica ampiamente abusata dai penta stellati.
Ovviamente sul sacro blog è partito il piagnisteo grillino. Incredibile! Le condanne, di qualsiasi grado, definitive o meno, degli esponenti politici di qualsiasi partito sono oggetto di beffe, battute o scherno da arte dei grillini. Ma quando ad essere condannato è il Caro Leader, il pronunciamento del giudice assume tutto un altro significato. Diventa come la cicatrice per il lottatore o la medaglia per il generale: fonte di orgoglio.
Il paragone finale con Mandela e Pertini è quanto di più assurdo e, contemporaneamente, esilarante potessi leggere. Esso è entrato di diritto nella mia top ten delle migliori sparate grilline. Penso che ci voglia davvero tanta sfacciataggine per paragonarsi ad un Pertini o ad un Mandela. Specie se ti hanno condannato ad un anno di reclusione per diffamazione. E ancor di più se la condanna NON è definitiva, mancando ancora un grado di giudizio più la Cassazione. Sappiate inoltre che, contrariamente a quanto scritto sul sacro blog di Beppe, difficilmente Grillo finirà dietro le sbarre.
Penso che a fare sparate di questo tipo, che volersi paragonare ai grandi che hanno fatto la Storia, siano un lampante indice della megalomania del soggetto e del suo ormai scarso senso della misura e della decenza.
Ma tanto nel calderone grillino tutto fa brodo. Quello che oggi scandalizza ed indigna i grillini domani sarà dimenticato e rimpiazzato da un altro post sul blog o su TzeTze o su LaCosa con cui scandalizzare e indignare le masse pentastellate.
Ma nel frattempo sul web sarà un fiorire di #freeBeppe. E per non fare un torto a nessuno anche di #freeMandela e #freePertini. E già che ci siamo perché non #freeancheMioCuggino???


P.S.: quasi dimenticavo: #freeMarò e #freeCorona!!!!

mercoledì 29 ottobre 2014

A caval donato...

Alcuni giorni fa è avvenuto un terribile misfatto: l’europarlamentare lettone Iveta Grigule ha abbandonato il gruppo EFDD decretandone, di fatto, lo scioglimento. Eh sì, tanta fatica da parte di Grillo, Farage and co. per  tirare su una coalizione il cui unico scopo era riunire tutti gli antieuropeisti di tutte le forme (politiche) possibili e immaginabili.
Insomma tanta fatica e la prima lettone che capita se ne va e facendo mancare la rappresentanza minima di 7 paesi nel gruppo prevista dai regolamenti. In sostanza il gruppo sarebbe evaporato nel nulla condannando i suoi appartenenti alla più totale irrilevanza e inutilità. Apriti cielo! Per il grillino Corrao l’eurodeputata Grigule èstata comprata dal PSE con l’offerta di una poltrona, oppure poverina è stata ricattata dai “poteri forti” dell’europarlamento, come blatera Farage. Una veramente penosa, per cui chi abbandona il mio carro o è un traditore (tipica accusa italiana a chi, a torto o a ragione cambia casacca, in questo i grillini mancano palesemente di fantasia) oppure è colpa di quei cattivoni degli europeisti, tutti concentrati a distruggere l’EFDD.
Poco dopo il sorgere di questo grande polverone, il problema si è risolto nella maniera più sorprendente: al gruppo si è aggiunto l’europarlamentare polacco Robert Iwaszkiewicz. Questo politico polacco, dal cognome che pare uno scioglilingua, ha idee un po’ strane riguardo alla parità dei sessi, tanto che ha apertamente affermato che picchiare la propria moglie è cosa buona e giusta. Il suo partito politico, il Knp, è un partito iperconservatore che in Polonia si schiera su posizioni reazionarie su tematiche etiche e su posizioni liberiste su quelle economiche. Alla faccia dei grillini che in Italia vogliono il reddito di cittadinanza. Ma tanto si sa, l’EFDD campa solo sull’antieuropeismo. E poi il simpatico polacco si è portato in dono ben 4 milioni di euro al gruppo. Come dire: avrà pure i suoi difetti, ma a caval donato non si guarda in bocca, soprattutto se porta con sé un simpatico compenso in denaro per il disturbo arrecato.
Manco a dirlo nessuno tra le file del M5S o del UKIP ha gridato alla compravendita di politici o al ricatto di europarlamentari, anche se gli altri 3 deputati del Knp eletti a Bruxelles non sono entrati nell’EFDD.

 Vedendo i bei figuri che si aggirano per l’EFDD, tra gli estremisti di destra svedesi, populisti inglesi e adesso pure questo polacco che non brilla di certo per la sua opinione sulle pari opportunità, mi viene da dire, sfruttando un vecchio detto popolare, che è veramente meglio essere soli che male accompagnati. Almeno ci si guadagna in dignità.

AGGIORNAMENTO: in un'intervista su di un quotidiano polacco Robert Iwaszkiewicz ha detto, riguardo al suo ingresso nell'EDD: "Dovevo salvarli e sono salito urgentemente a bordo". Sorvoliamo ora sulla spontanea domanda: "ma perché non ci sei salito prima a bordo se ti stavano tanto a cuore??", vorrei sottolineare come per certi ambienti italiani questo soggetto potrebbe diventare un nuovo mito. Eh sì, in Italia siamo riusciti ad avere un capitano di una nave da crocera che prima che era già su di una scialuppa prima che tutti i passeggeri fossero al sicuro. Addirittura gli si è dovuto imporre di tornare a bordo com un perentorio "torni subito a bordo cazzo!". Questo qui sulla barca mezza affondata dell'EFDD ci è salito volontariamente per salvare il vascello! 

sabato 11 ottobre 2014

In poltrona

Questo weekend, per chi ancora non lo sapesse, al Circo Massimo a Roma tutto il Movimento 5 Stelle che conta si ritrova. Ci sarà musica, dibattiti politici, stand… insomma, come se fosse una festa del PD con le bandiere pentastellate. La cosa puzza parecchio di festa di partito, ma non ditelo  ai grillini, potrebbero scatenarsi scene fantascientifiche di arrampicata sugli specchi.
Questa “grande” kermesse, intitolata Italia 5 Stelle (complimenti per la fantasia…) ha preso avvio ieri, venerdì. Ovviamente con un discorso del caro leader Beppe. Che parlerà anche stasera (sabato). E domani in conclusione dell’evento. Insomma ci sarà un grande discorso di Grillo suddiviso in 3 parti con in mezzo un po’ di tutto. In quel po’ di tutto si andrà dai principali politici grillini a livello locale, nazionale ed europeo a Pino Scotto.
Già l’inizio ha soddisfatto le attese. È tornato alla ribalta lo spettro del referendum (consultivo) sull’euro, condito da affermazioni trionfalistiche di vittoria ai prossimi appuntamenti elettorali (come se non avessero perso l’ultimo che c’è stato…).

Insomma, giusto per farci due risate direi che ce ne sarà a sufficienza! Avete preparato i popcorn? E la birra ghiacciata? Aperto la pagina della diretta streaming? Il tutto ha sapore un po’ fantozziano, ma, viste le premesse, le risate sembrano assicurate!



lunedì 8 settembre 2014

A peste, fame et Grillo...

Il primo settembre, sul sacro blogghe di Grillo Igor Gelarda ci informa che il sindacato di polizia di cui è segretario generale ha lanciatouna class acton contro il governo, reo di non garantire la sicurezza sanitaria delle forze dell’ordine impiegate nell’operazione Mare Nostrum.
Igor ci informa che solo gli uomini della marina (i primi a salire sui barconi dei migranti) sono adeguatamente protetti,  per gli altri nada. Guantini e mascherine da dentisti. Tralascio di esprimermi sulla veridicità di queste affermazioni (ho la cattiva abitudine di nono esprimermi su ciò che non conosco...), il resto dell’articolo è tutto un elenco di malattie pericolosissime (es. ebola) di cui potrebbero entrare in contatto i poliziotti. Ma possibile che lo Stato
italiano tratti in modo così diverso i suoi dipendenti? Come a dire, se sei della marina ok, ti diamo tutte le protezioni del caso, mentre se sei un poliziotto sei trattato come un  “pollo da batteria” (così afferma Igor).
Secondo Gelarda ci sono 40 poliziotti positivi al test per la tubercolosi. Oibò, e nessuno ne parla? Nessun TG, giornale (on-line o di carta), nemmeno un blog? Ah sì, un blog sì, quello di Grillo. Solo il sacro blogghe pare avere il coraggio di gridare questa verità. La cosa (per persone dotate di raziocinio, s’intende) fa sorgere ben più di un dubbio.
L’articolo, dopo un’attenta lettura, rivela un paio di strafalcioni davvero notevoli. Poche righe dopo l’inizio dell’articolo scopriamo che “questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi". Salvo poi scoprire la riga dopo che secondo l’OMS “in Italia c’è un morto al giorno per la tubercolosi”. ”. Interessante. Decisamente interessante. In Italia ogni giorno muore una persona per una malattia che in Italia non c’è più. Poco più sotto appare il secondo strafalcione. Il nostro Igor afferma che “il numero di colleghi entrati in contatto con il virus sono diventati tanti”. Il virus di cui si fa riferimento è la tubercolosi, che però È UN BATTERIO! Per la cronaca si chiama Mycobacterium tuberculosis o anche Bacillo di Koch. Bastava fare un giro su wikipedia (abbondantemente citata nell’articolo!!) per evitare uno errore del genere.
Un articolo sul sito della polizia di stato (datato agosto scorso) riporta che nessun agente è mai stato infettato dal BATTERIO della tbc. La class action è comunque partita, ora spetterà alla magistratura appurare i fatti.
E adesso passiamo a Grillo. Il comico genovese ovviamente tenta di sfruttare la vicenda a suo vantaggio rilanciando già il giorno dopo con un post sul suo blog rilanciando che ci sono 50.000 poliziotti a rischio tubercolosi, per poi prendersela con la sinistra radical chic e, in particolare con Laura Boldrini, rea di voler trasformare l’Italia in un paese multiculturale a scapito della salute degli italiani. Che poi è il vecchio slogan di una certa destra “nordica” per cui per la sinistra italiana vengono prima gli immigrati che gli italiani. Ogni riferimento a campagne pubblicitarie e/o di affissione di manifesti razzisti da parte della Lega Nord NON è da considerarsi casuale.
Il fido Di Maio, ovviamente, deve sulla sua pagina facebook dare prova di ortodossia grillina. Il caso della tbc gli fornisce l’occasione per fare un bel copia e incolla dei concetti pressappochisti e poco scientifici esposti dal suo capo. Sì, perché si fa passare il concetto che la tbc si attacchi come l'influenza. E questo è falso. Perché il batterio si trasmette occorre un contatto prolungato con un malato (giorni se non settimane). Anche l’associazione Medici Senza Frontiere, impiegata da sempre con i migranti, invita a non fare allarmismi. Non voglio mettere in discussione il possibile contagio dei poliziotti. Capisco che il contatto con uno o più malati deve essere prolungato, ma nulla evita che le forze dell'ordine siano venute a contatto, seppur breve, con più di un malato. Comunque, come già accennato prima, queste sono cose che chiariranno i giudici. 
Insomma, dopo aver sparso tanta paura di contagi e malattie che cosa rimane? Com’era prevedibile il solito polverone politico all’italiana. Di quelli che durano qualche settimana e poi puf! spariti. Ne rimarrà traccia nei vecchi articoli di giornale e nei post su blog come questo. Probabilmente tra un mese ci domanderemo “ma tbc chi??”.

In conclusione mi piacerebbe che Grillo (o chiunque che con la sua benedizione scriva sul suo blog) provasse a citare fonti un po’ più approfondite di wikipedia. A cercarmi le informazioni lì ero capace anche da solo, grazie. Se si parla di malattie infettive forse c’è qualche pagina un po’ più specializzata e che mi sa dare qualche informazione in più. Inoltre un soggetto positivo al test di Mantoux (usato per individuare i casi sospetti di tbc) non è per forza un malato di tubercolosi. Ci sono altri batteri nno tubercolari che possono dare reazione positiva (dalla pagina di wikipedia citata sul blog di Grillo). Infine vorrei ribadire (per quanto suoni banale, ma apparentemente non lo è...) che con la salute non si scherza, soprattutto se si parla delle nostre forze dell’ordine, e che strumentalizzare le paure del basso ventre degli italiani riguardo ad epidemie e malattie mortali solo per portare a casa un qualche pugno di voti è veramente rivoltante. 

domenica 7 settembre 2014

Libri e sicari

Sul blog di Beppe Grillo oggi c'è una pubblicità davvero singolare. Quello che mi stupisce non è (o almeno non solo) che sul sito del comico genovese venga pubblicizzato un libro di uno dei suo parlamentari di punta, Di Battista (autopubblicità??), o che esso sia pubblicato da una casa editrice legata alla Casaleggio Associati .
Il fatto centrale è che con soli € 5.00 ti puoi comprare un servizio di un scario centroamenricano o comprare il libro di Dibba. E Dibba ti fa risparmiare pure 1 cent!


P.S.:  ho fatto un giro sul sito di questa casa editrice. Mi immaginavo il sito della "Adagio" in perfetto stile grillino, ed invece sono rimasto davvero sorpreso. Sfondo azzurro/blu e addirittura, sotto il logo della ditta, il quieto motto "tempo di lettura". Io mi aspettavo almeno un bel "Vinciamo noi!".Un sito del genere mi pare più consona ad una casa editrice che pubblichi testi sul buddismo, più che i discorsi di Grillo.  E invece niente. Sarà colpa del marketing.

martedì 26 agosto 2014

Di Battista e l'ISIS



Ho aspettato, lo ammetto. Ho atteso, un po’. Non che non avessi voglia di scrivere, ma un po’ perché in questi giorni non ne ho avuto il tempo ed il modo e un po’ perché mi pareva di vedere un film. Un bel filmone, di quelli che alla fine del primo tempo proprio non riesci a capire come possono andare a finire. Purtroppo era l’attualità politica in Italia. Il tutto è iniziato il 16 agosto con il post di Di Battista sul blog di Grillo con le ormai famose esternazioni sulla questione irachena. Un articolo lungo, ma che anche dopo diverse letture lascia quel sapore amarognolo di dibattito da bar, di quei discorsi con i conversanti un po’ ciucchi e con il proprietario imbestialito perché non riesce a buttarli fuori per poter chiudere il locale. Si comincia con un’affermazione forte, cioè che in Iraq ci sono, minoranze a parte, “tre popolazioni profondamente diverse tra loro: i curdi, gli sciiti e i sunniti” denota già un livello di geopolitica più abbastanza imbarazzante... più o meno come scrivere “squola con la q” come diceva qualche giorno fa Merlo su Repubblica qualche giorno fa.

Non vi nego che, anche se non ho nessuna simpatia per il M5S, gli attacchi a Di Battista dei giorni successivi mi hanno schifato. Sì, proprio schifato. Per quanto le idee di Dibba sono (giustamente) criticabili, lui non ha appoggiato o legittimato il terrorismo islamico in alcun modo. Il passaggio, ad onore del vero è intriso di dialettica grillina; si colpisce per poi ritrarre la mano. Inizia con “dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano.  E' triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana” per poi aggiungere subito dopo: “non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire”. Anche io sto provando a capire. Com’è possibile che prima mi si spieghi con fior di esempi i collegamenti tra terrorismo e la politica estera americana e subito dopo mi venga detto che si sta cercando di capire? Mah, io probabilmente ho un QI più basso di Dibba, dato che proprio non capisco. Come si fa a dire che si sta cercando di capire quando la risposta a tutto mi viene fornita nella riga sopra? Vabbe’, lasciamo da parte questi discorsi e torniamo sul brano. Capisco che il parlamentare pentastellato si sia divertito molto a scrivere un passaggio davvero al limite della legittimazione del terrorismo, però non l’ha fatto. Non ha legittimato gli attentati. Lo ha pure affermato, per lui la via è la nonviolenza. In quest’ottica la decisione di votare contro all’invio di armi ai curdi è coerente. Quello di cui però il grillino si scorda è che per dialogare occorre essere in due. Non solo ci deve essere la voglia di dialogare da parte di una fazione, ma lo stesso desiderio deve essere anche dell’altra. E stando alla situazione attuale non mi pare che dall’altra parte ci siano i presupposti per un sereno dialogo. Il dialogo senza un interlocutore non è più dialogo, è solo un cantarsela ed un suonarsela da soli. E scriverlo su di un sito che è l’organo ufficiale di un partito politico (so che a questo punto i grillini insorgeranno dicendo che non è un partito, bene, chiamatelo movimento, non partito, non movimento, torta di ciliegie, ma per me rimane un partito!) diventa solo un becero tentativo di tirare acqua al proprio mulino politico. Inoltre ai parlamentari grillini consiglio di leggersi qualcosa sulla nonviolenza, che mi paiono poco coerenti. Quando parlano di politica interna è tutto un circo di insulti e minacce. L’avversario non è solo uno che la pensa diversamente, è un nemico da annientare, distruggere, spazzare via. Quando si parla della scena internazionale sono tutti bene o male dietro alla linea politica del dialogo e della nonviolenza. Caro Dibba, non puoi essere pacifista quando ti fa comodo. O lo sei o non lo sei. E se lo sei dovresti sapere che “ne uccide più la lingua che la spada”, e che il linguaggio usato dai 5 stelle è quanto di più “guerrafondaio” si possa immaginare. Parlare di chi la pensa diversamente in ambito politico come di un nemico, di noi o loro è un linguaggio guerrafondaio. Ed il tuo partito da quando è nato ha basato tutta la sua propaganda su questo.

Il resto dell’articolo sono dietrologie politiche sullo stile di “quant’era bello l’Iraq con Saddam”, affarismi nascosti, le sette sorelle e risvolti iracheni dietro la morte di Mattei. La causa della nascita dei gruppi terroristici viene spiegata in maniera sbrigativa addossando tutta la colpa all’interventismo americano, al colonialismo europeo  ed alla povertà derivata da essi. Per il nostro amico Dibba tutti i gruppi terroristici prendono legittimazione dalla povertà e dallo sfruttamento effettuato dalle corporazioni straniere. Tutti, nessuno escluso. Pure Boko Haram. Cito testualmente: “Il fatto che in Africa nera la prima causa di morte per i bambini sotto i 5 anni sia la diarrea ha qualcosa a che fare con l'insicurezza mondiale o con il terrorismo di Boko Haram?”. E no, è troppo facile così. Non si può pretendere di spiegare così facilmente un fenomeno così complesso come il terrorismo. In questo modo gruppi diversissimi e che agiscono in parto lontanissime del Mondo risultano essere praticamente uguali. Vi informo che anche i fattori culturali, sociali e religiosi hanno il loro peso. Perché allora i terroristi dell’ISIS dovrebbero avercela tanto con gli sciiti? Mica fanno i collaborazionisti con gli americani!

Scusate ma io mi aspettavo qualcosa di più. Dal vicepresidente della commissione affari esteri si deve pretendere di più. Almeno un po’ di più dei succitati discorsi da bar. Almeno un’analisi un po’ più fine, un’idea (almeno abbozzata!) su come concretamente uscire dalla situazione. E invece nulla di nuovo sotto questo tiepido sole di agosto.