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giovedì 12 maggio 2016

Il sonno della politica genera mostri. Ovvero: le comunali a Bologna

Fino ad una/due settimane fa Bologna non sembrava una città con imminenti elezioni comunali. La campagna delle varie liste era poco o per nulla percepibile. E quando lo diventava destava più noia che interesse.

D’improvviso, la visita di Salvini a Bologna (di cui vi ho già parlato qui) sembra aver contribuito a scaldare gli animi e le comunali. Il debole comunicato stampa di Merola al segretario leghista ha buttato altra benzina sul fuoco.
 Il successivo party non autorizzato al cassero di Santo Stefano organizzato dal circolo Atlantide ha fatto definitivamente scoppiare la battaglia politica. Sì, proprio quel circolo Atlantide fatto sgomberare a forza dal cassero di Santo Stefano nell'ottobre 2015. Sgombero che ha portato a dissidi tali da portare all'estromissione dell’assessore Ronchi dalla giunta comunale. Apriti cielo! La presidentessa del quartiere Iliara Giorgetti ha gridato allo scandalo e ha accusato direttamente il comune come causa di ogni male possibile. Come a dire: siamo in campagna elettorale, e allora strumentalizziamo qualsiasi cosa, pur di portare qualche voto in più al proprio mulino politico.
Dalla giunta comunale, dopo un iniziale gioco allo scaricabarile con la questura, il sindaco ha deciso di sporgere denuncia. Merola ha provato a sottovalutare il problema, ad addossarlo ad altri quando proprio esso non poteva più essere occultato, ed infine a difendersi con l’attacco una volta messo alle strette. Strategia debole e molto opportunista, ma quest’ultima svolta giudiziaria potrebbe fargli guadagnare qualche voto tra i moderati indecisi.
Nel frattempo la grande trovata del PD è stata quella di fare un video pubblicitario (innovativo, non è vero?) con protagonisti gli umarells di Bologna. Lo spot però, tocca anche alcuni nervi scoperti della città proponendoli come punti forti dell’attività della giunta uscente. Il caso più lampante: la sicurezza in Bolognina (vi ricordate la serie di spaccate di qualche mese fa?).
Nonostante tutto ciò, il PD è dato dai sondaggi sopra il 40%. Non tantissimo. Alcune comunali fa l’obiettivo dichiarato del Partito Democratico era quello di vincere al primo turno. Ora pare accontentarsi di vincere senza troppa fatica al ballottaggio.

Se il PD, nonostante tutto, pare godere ancora di una più che discreta salute, nonostante certe smagliature, non altrettanto si può dire della destra bolognese.
In primis per la frammentazione delle liste. La destra bolognese non ha mai brillato per i risultati elettorali (eccezion fatta per Guazzaloca) e presentarsi divisi rischia di disperdere i pochi voti rimasti. I vari Bernardini, De Carli e Celloni, oltre a Lucia Borgonzoni, rischiano di spartirsi un piatto già magro.
Come se non bastasse, l’attuale campagna politica è stata impreziosita dalle “perle” fasciste che certi candidati di centro-destra (ripeto: CENTRO-destra, non destra-destra) hanno elargito con una leggerezza impareggiabile sui social network. Oramai facebook e twitter hanno ampiamente dimostrato di avere una memoria lunghissima, e di essere fonte di pericolosissimi boomerang, se non gestiti con criterio.
Memoria cortissima, invece, ha dimostrato di avere Luca Cavazza, giovanissimo candidato nelle liste i Forza Italia. Bisogna capirlo, si era scordato che in un giorno di pioggia della scorsa estate, invece di andare in spiaggia, era andato alla tomba di Benito a Predappio. Ovviamente il giro turistico non poteva non essere immortalato sui social con una bella frase commemorativa “Tutto quello che fu fatto non potrà essere cancellato” e, a scanso di equivoci, geolocalizzazione, presso la cripta Mussolini. Se il giovane forzista non ha una lunga memoria, ha dimostrato però una grande capacità nell'arte politica del mirror climbing, liquidando il tutto come una “goliardata”, salvo poi usare la cara vecchia foglia di fico del “ma Mussolini ha fatto anche tante cose buone”. Ottimo esempio di equilibrismo politico, sintomi di grandi capacità che lo aiuteranno nella sua carriera politica.
Anche Elia Pirone, della lista “Riprendiamoci Bologna”, a supporto di Lucia Borgonzoni, si è lasciato andare a commenti con forte puzzo di fascismo quando è stato direttamente paragonato al duce “Mento volitivo, fronte spaziosa, sguardo indomito”, a cui ha risposto di non essere degno. Il dialogo sul social è proseguito con riferimenti alla Gola del Furlo (riserva di caccia personale di Mussolini) e al desiderio di “evitare un secondo piazzale [Loreto n.d.r.]”. Il dialogo prosegue sempre sul tono scherzoso, ma che rivela una certa fascinazione per la figura di Benito e sul ventennio.
Senza contare che pure Galeazzo Bignami, capolista di FI, è stato investito pochi giorni fa da uno scandalo simile. Chissà da dove, sono emerse da chissà dove delle foto che lo ritraggono in camicia nera con tanto di svastica sul braccio. O seduto a tavola con dietro le bandiere del partito nazionalsocialista tedesco e quella della Repubblica di Salò, oltre ad una evidente bottiglia di Coca-Cola sul tavolo. I totalitarismi di destra ed il simbolo del capitalismo americano. 
Bignami si è difeso affermando che le foto risalgono alla sia festa di addio al celibato di 10 anni prima. Vedendo le foto la versione fornita appare perlomeno plausibile, ma che non gli hanno evitato una bella dose di accuse e richieste di dimissioni. Ma in fin dei conti Bignami l’ha sempre affermato di essere “un uomo di destra fatto e finito”. Nomen omen, dicevano i latini.
In questi casi non saprei quanto il detto “mal comune mezzo gaudio” sia applicabile.

Tornando ai candidati al consiglio comunale, oltre ai post fascisti stanno facendo notizia per quelli sessiti. Mario Turrini, in corsa con la lista “Uniti si vince”, a supporto anch'essa della candidata leghista, ha auto la brillante idea di pubblicare il lato B di una bella ragazza sul suo profilo Facebook per farsi pubblicità. Anni fa un vero politico come Rino Formica ebbe a dire che “la politica è sangue e merda”. Di sangue, inteso come passione politica, ne vedo ben poco. Riguardo alla merda beh, direi che in questo caso siamo indubbiamente “a monte”.
Il post sessita, grazie alle testate locali ha generato così tanta indignazione da costringere Turrini ad un post di pubbliche scuse in cui ha fatto presente di aver rubato l’immagine da una campagna contro la privatizzazione dell’acqua. Come se prendere immagini di culi a caso su internet fosse un’attenuante. Per non parlare poi dei vistosi errori presenti nel commento (!!!).
Anche l’emittente locale èTv si è interessata dell’accaduto con un’intervista a Turrini, il quale derubrica il suo gesto ad una stupida goliardata tra amici (pure lui!). Lui è a posto, “non userebbe mai donne o parti di donne per la sua campagna politica”. Per fortuna, nel finale d’intervista gli viene in soccorso Lorenzo Tomassini, candidato anch'egli per “Uniti si vince”. Il quale, dopo aver affermato che il suo collega “ha ecceduto”, si è lanciato in una vivace critica alla sinistra moralista, puntando tutto sul vecchio, ma sempre efficace, benaltrismo. In città ci sono ben altri problemi! Se ne rendessero conto! 
Scorrendo i vecchi post sul profilo di Turrini, oltre a pubblicità della sua lista, foto di gazebo, ecc.. rimane qualche immagine con frasettine d’effetto, qualche notiziona bomba presa da Imola Oggi (sito d’informazione parecchio attendibile, a quanto pare), richiami alla legittima difesa come fosse il Far West, agli immigrati ladri (in questi ultimi due casi siamo al limite del complottismo) e donne svestite contro l'abbandono dei cani
. Cosa? Donne svestite? Ma come? Non era lui quello che aveva ribadito il rispetto verso la donna?
Il lupo perde il pelo, ma non il vizietto.

Passiamo ora ai pentastellati. Il partito di Grillo ha messo in campo Massimo Bugani. La campagna dei grillini si sta rivelando parecchio evanescente. I sondaggi danno il M5S sotto il 20%, quindi più che doppiato dal PD e parecchio distante anche da Borgonzoni, con possibilità di accedere al ballottaggio praticamente nulle.
Considerando che 5 anni fa Bugani si fermò sotto al 10%, questo potrebbe rappresentare un aumento della base grillina in città, anche sembrano lontani i tempi in cui il Movimento non aveva ancora messo piede sotto le due torri ed ogni punto percentuale sembrava strappato con le unghie e con i denti alla casta politica.


In conclusione le comunali a Bologna continuano a ruotare attorno a polemiche estemporanee. C’è un pericoloso vuoto nei programmi e nelle idee dei candidati che temo si trasformerà in urne vuote il 5 giugno.
Il PD risente dei propri fantasmi: della sicurezza in città, del rapporto permissivista instaurato da sempre con i collettivi, senza più nemmeno un Ronchi da sacrificare sull’altare delle necessità politiche.
Insomma, l’atteggiamento del sindaco uscente sembra quello di un giocatore professionista che, una volta entrato in campo, gioca neanche a metà delle sue capacità, considerando la squadra avversaria come un ammasso di brocchi.

La destra vivacchia anch’essa e attacca Merola. Tra una discolpa e l’altra. Quando non deve ammantare di goliardia le malefatte dei propri candidati meno svegli o semplicemente più onesti verso le loro vere idee. L’idea che se ne ricava è di una destra vittima di sé stessa, della sua incapacità anche solo di fingersi moderata, e a favore della parità tra i sessi. E per questo incapace di vincere.


Grillini ed altri non pervenuti.


giovedì 25 febbraio 2016

Il ddl Cirinnà è stato affondato. Lunga vita al ddl.

La scorsa settimana il ddl Cirinnà ha avuto uno serio stop. Tanto forte da costringere la senatrice Cirinnà a parlare di ritiro dalla politica.
Riassumendo: dei 5.000 emendamenti presentati dalle opposizioni (se volete avere idea di cosa è stato presentato potete dare un’occhiata a questa galleria degli orrori) ne sono stati ritirati circa 4.500 facendone rimanere 500. Un numero comunque alto che ha portato alla decisione di presentare il cosiddetto “canguro”, a meno che non si voglia ripetere la patetica scena di Pittella al Parlamento Europeo.

Una brutta bestia il famigerato marsupiale. Addirittura avrebbe permesso una votazione rapida raggruppando gli emendamenti sullo stesso argomento. I senatori del Movimento, dopo essersi distinti per aver dato l’impressione di avere le idee chiare sul ddl (dal sì senza e se e senza ma fino ad approdare alla libertà di coscienza per tutti), alla fine hanno optato per un affondo secco e deciso al PD opponendosi al canguro.
Capisco che il famigerato marsupiale possa essere un, seppur piccolo, ostacolo al dibattito parlamentare. Ma di certo non è paragonabile alla tanto contestata tagliola già ampiamente usata alla Camera! Qualcuno ha parlato di immaturità politica del parlamentari del Movimento. Personalmente mi stupisco che ci siano giornalisti che paiono accorgersene solo ora. Mi sembra che i senatori grillini siano stati presi dalla voglia di partecipare ad una specie, come quelle che fanno tra loro gli adolescenti. Solo che se i maschi sui 15/16 anni gareggiano per chi ce l’ha più lungo, i senatori a 5 stelle fanno a gara per essere i meno compromessi possibile. Perché si sa, il canguro è proprio una brutta bestia, ed il PD l’origine di tutti i mali.
E in mezzo a cotanto disordine nel Movimento, con i parlamentari grillini contestati (e non solo su internet) Grillo che fa? Non pubblica nulla sull'argomento (né sul sacro blog né sugli amati social network). In compenso si traveste da tigre e da lupo per scappare ai cronisti. E pensare che quando ero piccolo avevo un ricordo ben diverso dell’uomo tigre. A quanto pare, il Grillo Tigre è un po’ diverso...
Per fortuna è arrivata un’intervista a La Stampa del buon Di Battista che ha fugato ogni dubbio. Per il deputato di punta del Movimento la legge sulle unioni civili è sì importante. Ma non così tanto. Ce ne sarebbero almeno altre 20 importanti uguali se non di più. Altre belle battaglie da combattere fino all'ultimo sangue, anche contro chi potrebbe essere un loro alleato. Altre 20 battaglie da sacrificare sull'altare dell’intransigenza e della coerenza più integraliste. Tanto in caso di sconfitta possono sempre dare la colpa al cattivissimo PD. E in caso di vittoria si può sempre usare lo stratagemma del complotto ordito contro il Movimento.

Ora, ad una settimana di distanza si torna sull'argomento. Il ddl è stato modificato. La stepchild adoption, tanto difficile da pronunciare per i nostri parlamentari, è andata in soffitta. Con buona pace delle loro prodezze linguistiche.
Indipendentemente da come andrà oggi sarà un successo. Ma un successo per davvero.
Come nei migliori concorsi a premi tutti alla fine avranno ottenuto qualcosa. Chi un po’ di più chi un po’ di meno. Ma nella sostanza nessuno tornerò a casa a mani vuote.

Per primo Renzi. L’aveva promesso ed è riuscito a portare a casa il risultato. E non solo: è riuscito  ricompattare il proprio partito e ad evitare che la fronda cattodem gli rovinasse tutto. Poco importa se ha perso qualche cosa nelle intenzioni di voto. Sa benissimo che si può recuperare. La strada verso le prossime tornate elettorali è ancora molto lunga.

Hanno vinto i fondamentalisti cattolici nel PD. Da minoranza sfigata sono diventati l’ago della bilancia. Il partito ha dovuto corteggiarli e accettare il loro “contributo” alla legge.
Situazione analoga per i centristi di NCD. Angelino ed i suoi hanno potuto prendersi una bella rivincita permettendosi pure un'infelice battuta sulla fedeltà nelle coppie gay. Entrambi questi gruppi, centristi ed i cattodem, possono uscire a testa alta. Non hanno fatto ostruzionismo contro un così importante obiettivo del Governo.

Può sorridere Verdini. Ha ottenuto più di tutti quello che voleva: un posto in maggioranza. Dopo tanta fatica a raggranellare parlamentari, alla fine tanto duro lavoro gli ha permesso di raggiungere l’agognato obiettivo! Alla fine ha avuto ragione Denis, Il PD in questo momento sembra soffrire di amnesia. I parlamentari democratici si erano stracciati le vesti al minimo indizio di compravendita di senatori all'epoca della caduta del Governo Prodi (cioè due o tre ere politiche fa). Oggi, invece, pare tutto a posto, normale. Davvero un bell’esempio di bipensiero nel senso più orwelliano possibile. Non so che coraggio possa avere certa gente di fronte ai propri elettori. E dopo Denis, pure i (pochi) fedelissimi di Flavio Tosi presenti in Parlamento si preannunciano come la nuova stampella di Renzi. Aggiungi un posto al Governo che c’è un amico in più.

Possono sorridere i petastellati. La tempesta politica della settimana scorsa pare ora quietarsi e allontanarsi. Hanno perso qualche simpatizzante, sì, ma la loro base pare essergli rimasta fedele. Inoltre l’approvazione del ddl permette di lavare le coscienze politiche dall’infamante accusa di essersi opposti al ddl solo per fare uno sgambetto a Renzi. E poi un’approvazione a colpi di maggioranza è un ottimo motivo per dedicarsi al loro sport preferito: criticare il PD. Ci vorrà un po’, ma anche gli aspetti più sospetti di questo travagliato iter parlamentare, piano piano, cadranno nel dimenticatoio. Dal presunto abbraccio Airola, i senatori di FI e Calderoli (rivelatosi poi una bufala), lo strano SMS ricevuto dalla Cirinnà per non parlare dell’atteggiamento tutt'altro che chiaro tenuto dal Partito di Beppe sul ddl.

Può festeggiare pure uno come Calderoli, che è riuscito a ricavarsi un bel siparietto sproloquiando a caso di San Pietro con i tabulati elettronici delle votazioni e Renzi all'inferno. Incredibile che uno sposato con rito celtico d’improvviso diventi più cattolico del Papa e in grado di profetizzare sulla destinazione nell'aldilà dei suoi avversari politici! Più che politico il Robertone leghista mostra di avere il carisma e la capacità oratoria degne di un telepredicatore.


In conclusione si può dire che il ddl Cirinnà è stato un gran bell’affare per tutti. Chi più chi meno. Tranne forse per le coppie di fatto che vivono in Italia. Verdini, con il suo solito modo di fare diretto e conciso lo ha saputo spiegare meglio di tutti: “chissenefrega dei gay, non è questo il punto. Qua il punto è politico”. Siamo arrivati al divorzio della politica dalla realtà?