giovedì 25 febbraio 2016

Il ddl Cirinnà è stato affondato. Lunga vita al ddl.

La scorsa settimana il ddl Cirinnà ha avuto uno serio stop. Tanto forte da costringere la senatrice Cirinnà a parlare di ritiro dalla politica.
Riassumendo: dei 5.000 emendamenti presentati dalle opposizioni (se volete avere idea di cosa è stato presentato potete dare un’occhiata a questa galleria degli orrori) ne sono stati ritirati circa 4.500 facendone rimanere 500. Un numero comunque alto che ha portato alla decisione di presentare il cosiddetto “canguro”, a meno che non si voglia ripetere la patetica scena di Pittella al Parlamento Europeo.

Una brutta bestia il famigerato marsupiale. Addirittura avrebbe permesso una votazione rapida raggruppando gli emendamenti sullo stesso argomento. I senatori del Movimento, dopo essersi distinti per aver dato l’impressione di avere le idee chiare sul ddl (dal sì senza e se e senza ma fino ad approdare alla libertà di coscienza per tutti), alla fine hanno optato per un affondo secco e deciso al PD opponendosi al canguro.
Capisco che il famigerato marsupiale possa essere un, seppur piccolo, ostacolo al dibattito parlamentare. Ma di certo non è paragonabile alla tanto contestata tagliola già ampiamente usata alla Camera! Qualcuno ha parlato di immaturità politica del parlamentari del Movimento. Personalmente mi stupisco che ci siano giornalisti che paiono accorgersene solo ora. Mi sembra che i senatori grillini siano stati presi dalla voglia di partecipare ad una specie, come quelle che fanno tra loro gli adolescenti. Solo che se i maschi sui 15/16 anni gareggiano per chi ce l’ha più lungo, i senatori a 5 stelle fanno a gara per essere i meno compromessi possibile. Perché si sa, il canguro è proprio una brutta bestia, ed il PD l’origine di tutti i mali.
E in mezzo a cotanto disordine nel Movimento, con i parlamentari grillini contestati (e non solo su internet) Grillo che fa? Non pubblica nulla sull'argomento (né sul sacro blog né sugli amati social network). In compenso si traveste da tigre e da lupo per scappare ai cronisti. E pensare che quando ero piccolo avevo un ricordo ben diverso dell’uomo tigre. A quanto pare, il Grillo Tigre è un po’ diverso...
Per fortuna è arrivata un’intervista a La Stampa del buon Di Battista che ha fugato ogni dubbio. Per il deputato di punta del Movimento la legge sulle unioni civili è sì importante. Ma non così tanto. Ce ne sarebbero almeno altre 20 importanti uguali se non di più. Altre belle battaglie da combattere fino all'ultimo sangue, anche contro chi potrebbe essere un loro alleato. Altre 20 battaglie da sacrificare sull'altare dell’intransigenza e della coerenza più integraliste. Tanto in caso di sconfitta possono sempre dare la colpa al cattivissimo PD. E in caso di vittoria si può sempre usare lo stratagemma del complotto ordito contro il Movimento.

Ora, ad una settimana di distanza si torna sull'argomento. Il ddl è stato modificato. La stepchild adoption, tanto difficile da pronunciare per i nostri parlamentari, è andata in soffitta. Con buona pace delle loro prodezze linguistiche.
Indipendentemente da come andrà oggi sarà un successo. Ma un successo per davvero.
Come nei migliori concorsi a premi tutti alla fine avranno ottenuto qualcosa. Chi un po’ di più chi un po’ di meno. Ma nella sostanza nessuno tornerò a casa a mani vuote.

Per primo Renzi. L’aveva promesso ed è riuscito a portare a casa il risultato. E non solo: è riuscito  ricompattare il proprio partito e ad evitare che la fronda cattodem gli rovinasse tutto. Poco importa se ha perso qualche cosa nelle intenzioni di voto. Sa benissimo che si può recuperare. La strada verso le prossime tornate elettorali è ancora molto lunga.

Hanno vinto i fondamentalisti cattolici nel PD. Da minoranza sfigata sono diventati l’ago della bilancia. Il partito ha dovuto corteggiarli e accettare il loro “contributo” alla legge.
Situazione analoga per i centristi di NCD. Angelino ed i suoi hanno potuto prendersi una bella rivincita permettendosi pure un'infelice battuta sulla fedeltà nelle coppie gay. Entrambi questi gruppi, centristi ed i cattodem, possono uscire a testa alta. Non hanno fatto ostruzionismo contro un così importante obiettivo del Governo.

Può sorridere Verdini. Ha ottenuto più di tutti quello che voleva: un posto in maggioranza. Dopo tanta fatica a raggranellare parlamentari, alla fine tanto duro lavoro gli ha permesso di raggiungere l’agognato obiettivo! Alla fine ha avuto ragione Denis, Il PD in questo momento sembra soffrire di amnesia. I parlamentari democratici si erano stracciati le vesti al minimo indizio di compravendita di senatori all'epoca della caduta del Governo Prodi (cioè due o tre ere politiche fa). Oggi, invece, pare tutto a posto, normale. Davvero un bell’esempio di bipensiero nel senso più orwelliano possibile. Non so che coraggio possa avere certa gente di fronte ai propri elettori. E dopo Denis, pure i (pochi) fedelissimi di Flavio Tosi presenti in Parlamento si preannunciano come la nuova stampella di Renzi. Aggiungi un posto al Governo che c’è un amico in più.

Possono sorridere i petastellati. La tempesta politica della settimana scorsa pare ora quietarsi e allontanarsi. Hanno perso qualche simpatizzante, sì, ma la loro base pare essergli rimasta fedele. Inoltre l’approvazione del ddl permette di lavare le coscienze politiche dall’infamante accusa di essersi opposti al ddl solo per fare uno sgambetto a Renzi. E poi un’approvazione a colpi di maggioranza è un ottimo motivo per dedicarsi al loro sport preferito: criticare il PD. Ci vorrà un po’, ma anche gli aspetti più sospetti di questo travagliato iter parlamentare, piano piano, cadranno nel dimenticatoio. Dal presunto abbraccio Airola, i senatori di FI e Calderoli (rivelatosi poi una bufala), lo strano SMS ricevuto dalla Cirinnà per non parlare dell’atteggiamento tutt'altro che chiaro tenuto dal Partito di Beppe sul ddl.

Può festeggiare pure uno come Calderoli, che è riuscito a ricavarsi un bel siparietto sproloquiando a caso di San Pietro con i tabulati elettronici delle votazioni e Renzi all'inferno. Incredibile che uno sposato con rito celtico d’improvviso diventi più cattolico del Papa e in grado di profetizzare sulla destinazione nell'aldilà dei suoi avversari politici! Più che politico il Robertone leghista mostra di avere il carisma e la capacità oratoria degne di un telepredicatore.


In conclusione si può dire che il ddl Cirinnà è stato un gran bell’affare per tutti. Chi più chi meno. Tranne forse per le coppie di fatto che vivono in Italia. Verdini, con il suo solito modo di fare diretto e conciso lo ha saputo spiegare meglio di tutti: “chissenefrega dei gay, non è questo il punto. Qua il punto è politico. Siamo arrivati al divorzio della politica dalla realtà?

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