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domenica 8 gennaio 2017

In nome della Giuria Popolare (grillina)

Novità sul fronte grillino, il grande capo, dal  sacro blogghe, ha ripreso a prendersela (sai che novità) con giornali e telegiornali, rei di “essere fabbricatori di notizie false”.
L’incipit è degno dei migliori siti complottisti. Si parte con l’affermazione perentoria che tutti i poteri politici di un certo peso si stanno levando contro internet. Tutti, da Mattarella a Gentiloni, passando per Renzi e Napolitano (Napolitano pare essere sempre nel cuore di Grillo, vista la frequenza con cui che lo tira in ballo in ogni questione politica in Italia...). Non si capisce bene cosa vogliano fare, forse chiudere internet, oppure sequestrare tutti i computer, smartphone e tablet e bruciarli in piazza. Chissà. L’unica cosa che emerge aprendo i link da cui rimanda il testo sono le interviste al guardasigilli Andrea Orlando in cui egli afferma di voler attuare un piano per limitare il diffondersi di messaggi incitanti all'odio mentre nell'altro link si riprende parte del discorso di fine anno di Mattarella in cui il Presidente della Repubblica afferma che “internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente”. Insomma frasi da far tornare alla mente 1984 di Orwell. Se non vi rendete conto di questa pericolosa deriva autoritaria anti-internet siete degli sporchi piddini. Punto.
Il resto dello scarno post è ancora meglio. Una volta solleticato il basso ventre del grillino medio raccontandogli che tutti i poteri forti italiani professino un odio profondo verso il sacro web, che per il grillino è sacro come le vacche per gli Indù, si parte con l’assalto ai media convenzionali. Le prove? Due articoli. Ripeto: DUE. Uno de La Stampa e l’altro del Giornale. Il primo sullo strano caso del profilo Twitter di Beatrice Di Maio. Sì, ok, è vero che certe testate hanno ingigantito la storia di questo account Twitter e dei suoi post palesemente filogrillini, ma non ci vedo nulla di male a provare a fare un po’ di chiarezza su chi e perché abbia usato questo profilo senza mai pubblicare una foto personale su di esso (per chi si fosse preso la fine della storia, Beatrice di Maio pare essere uno pseudonimo della moglie di Brunetta). Il secondo, essendo stato pubblicato su di un tale “giornale”, penso si commenti da solo.
Insomma, a causa di due, e ripeto DUE, episodi isolati TUTTI i giornalisti sono dei venduti al potere e i TG ed i quotidiani dei produttori industriali di menzogne.
La soluzione: i tribunali del popolo. Sì, avete capito bene. Nel testo li chiama con il termine un po’ più anglosassone e tranquillizzante di “giuria popolare”. Ma in essi non c’è ombra di possibili Perry Mason. I suddetti tribunali, formati da cittadini estratti a sorte (da chi non si sa, ovvio), dovrebbero verificare la veridicità delle notizie pubblicate e, in caso esse non si confacciano al vero, di rettifiche immediate con tanto di scuse e vergogna.

Interessante che una simile polemica appaia proprio in questo momento. Quando oramai è chiaro a tutti che i penta stellati non siano stati in grado di capitalizzare il risultato del referendum costituzionale. Quando la presentazione del famigerato codice etico di Grillo ha scatenato polemiche sia dentro che fuori dal movimento.

Pare, da successive rettifiche (chissà perché?) del capopopolo grillino, che lo strappo con Mentana sia stato, almeno in parte, ricucito e che il rischio di finire in tribunale (un tribunale vero, non uno del popolo) sia scongiurato. Da segnalare che anche parte qualche deputato penta stellato abbia definito la questione giurie popolari “una provocazione”.

Quindi, per quanto il capitolo sia, anche solo parzialmente, chiuso, nulla ci impedisce di usare un po’ di fantasia e immaginarci cosa sarebbe successo se una proposta del genere avesse trovato applicazione in Italia.
Di certo vivremmo in un paese migliore. In un’Italia più democratica e libera. Ammettiamo, solo per ipotesi, che un bel giorno questo splendido organo fosse composto da un antivaccinista, un complottaro sciachimista terrapiattista e da un mafioso. Immaginate come sarebbe bello vedere su tutti i giornali la grande notizia che il dottor Tizio laureato in Scienze di Google e ricercatore presso l’Università della Vita ha scoperto che i vaccini causano ischemie, ictus, infarti, cancro, morte e Pippo Baudo (magari non necessariamente in quest’ordine). La sera, accendendo la tv, vi verrebbe detto che Caio, ricercatore indipendente a caccia della vera verità, ha scoperto che nelle scie di condensazione degli aerei si nascondono orrendi veleni che uccidono la nostra anima e chiudono ermeticamente i chakra, dai quali lui ha avuto l’illuminazione divina per cui la Terra non è tonda o elissoidica, o geoidica o roba del genere (questi maledetti scienziati, ci volessero raccontare davvero come stanno le cose senza nasconderle dietro a termini incomprensibili!!11!!) ma è piatta come una sottiletta e, come una pizza, rotola nello spazio cosmico. Infine, al TG, vi verrebbe detto che Provenzano e Riina sono stati riabilitati dalle infamanti accuse di essere mafiosi e sono stati elevati tra i paladini dell’antimafia, magari specificandovi ben bene che la mafia non esiste, che solo un’invenzione.

Oppure potremmo avere una bella giuria popolare in stile Forum. Sì, vi ricordate il programma su Rete 4, amatissimo dalle nonne di tutt'
Italia? Vi ricordate quella giuria sgangherata formata da vecchietti litigiosi che votavano con i sassolini e che discettavano una mezz'ora buona degli affaracci degli altri, con esiti tragicomici nel 100% dei casi? Una giuria che, solo a pensarci, fa vergognare di essere della loro stessa nazionalità.


In ogni caso prospettive davvero bellissime.

venerdì 9 settembre 2016

La pax grillina sotto il cielo di Roma

A quanto pare pace non è fatta sotto il cielo di Roma. La prima fase dello scontro tutto interno non poteva che chiudersi così: con processo sulla pubblica piazza. Non ci si poteva aspettare altro. Altri partiti, in altre epoche avrebbero fatto conferenze stampa, emesso comunicati... ma per i grillini questo non è possibile. Per loro c’è un imprescindibile collegamento con la base, il motto “uno vale uno”. E non importa se nei giorni scorsi è regnata una cappa di assordante silenzio e le decisioni importanti si sono prese esclusivamente nelle segrete stanze. Se i big del partito paiono essere spariti nel nulla pur di non dover dare delle scomode risposte. La base pare non avere gradito, ma la mannaia della censura sui commenti scritti dai grillini sul sacro blog pare aver fatto il suo dovere.

Ma torniamo al processo di piazza. Nella città di Nettuno, in provincia di Roma, è andata in scena l’unica risoluzione quasi indolore che gli alti piani del Movimento potevano scegliere. Ognuno dei partecipanti ha giocato uno specifico ruolo. Grillo ha interpretato il ruolo del padre nobile, del fondatore attempato che, nonostante il passo di lato nella gestione della sua creatura, torna tra i suoi figli politici in veste di “Grande Puffo” pronto a rimettere in ordine le cose a sua immagine e somiglianza. Alessandro Di Battista ha interpretato il ruolo del politico duro e puro dei pentastellati. Ha scaldato il cuore dei fedeli ascoltatori, nel ruolo del buon parlamentare grillino. A Luigi Di Maio, invece, spettava il ruolo più difficile. Quello del colpevole che si cosparge la testa di cenere. Occorre dirlo, ci è riuscito piuttosto bene, nonostante la sua ricostruzione dei fatti sia risultata approssimativa (ad essere buoni), è riuscito nell’opera di recitare di fronte al pubblico mea culpa, una specie di rito pubblico di confessione, per poi essere riabilitato, seppure con meno smalto rispetto a prima.
Un dettaglio che mi ha davvero colpito della difesa di Luigi: ha lasciato intendere che credeva che Paola Muraro fosse stata denunciata da uno del PD. Cioè che, pur di mettere i bastoni tra le ruote alla neosindaca Raggi, i cattivissimi piddini avrebbero sporto 14 (!!!) denunce nei confronti dell’assessora all'ambiente. Uno stupendo esempio di doppiopesismo! se vengono messi sotto processo gli avversari politici è tutto un fiorire di cori da stadio “Onestà! Onestà!”; se è uno del Movimento, vicino o nominato da esso ovviamente sono i cattivissimi sgherri del PD che usano la giustizia come arma politica. Ma, a quanto pare, alla base grillina queste ricostruzioni complottiste vanno bene.

 Insomma pace fatta? A quanto pare non proprio. A questo punto viene da chiedersi se non c’è qualche serio problema comunicativo dentro il Movimento. Grillo pare avere ridato fiducia alla sindaca, ma con la minaccia sempre incombente di ritirare il simbolo alla prossima mossa sbagliata. In compenso il comico genovese ha già sbandierato ciò che la base penta stellata romana voleva da tempo: un no secco sulle Olimpiadi nella Capitale. Come a dire: se certe decisioni la sindaca non è in grado di prenderle, le impone lui.
Qualcuno, comunque, sospetta che Virginia li tenga tutto il gotha dei Cinque Stelle per i gingilli. Effettivamente certa gente nel Movimento (vedi Favia e Pizzarotti) sono stati espulsi o messi ai margini per molto meno. Ma Grillo sa molto bene che la strada per Palazzo Chigi passa inevitabilmente dal Campidoglio, e che se non riusciranno a dimostrare di essere in grado di governare bene una città come Roma le loro possibilità di vincere a livello nazionale si ridurranno di parecchio. Un chiaro campanello d’allarme sono i quattro punti percentuali persi in una settimana.

Insomma, ne vedremo ancora delle belle. Nel frattempo anche la popolarità dei singoli politici grillini sta cambiando. In tutto ciò, pare che oramai il solo nome Virginia Raggi causi sdegno negli ambienti pentastellati.  Tanto che solo uno come Diego Fusaro è rimasto senza vergogna alcuna a sostenerla pubblicamente.
In tutto questo pandemonio romano pare stia sorgendo un nuovo astro nella galassia pentastellata: quella di Chiara Appendino, neo-sindaca di Torino. Freccero, come una bella fetta della base grillina, sembrano non avere dubbi: è lei la leader perfetta per il Movimento. Una che sa davvero governare.
In passato il Movimento aveva nutrito grandi speranze prima in Pozzarotti e poi in Raggi. Pare quasi si stia concretizzando un inedito rituale: i neosindaci a 5 stelle di comuni importanti vengono prima osannati come nuovi grandissimi astri della politica e poi ferocemente sbranati dalla macchina da guerra pentastellata. Che ora sia venuto il momento di Chiara? #Chiarastaiserena

sabato 16 gennaio 2016

L'inglese evanescente

L’ultimo dell’anno, chi ha guardato il discorso sul sacro blog di Beppe del sacro leader avrà scoperto che l’amato Movimento dalle 5 Stelle è governato da “un fantasma, un ologramma”. Un ologramma però piuttosto corpulento e che si lamenta della politica e dell’economia con una bella terminologia buttata qua è là (vedi hedge found) per infarcire un discorso altrimenti pervaso di vuoto cosmico.
Se invece si guarda ai post precedenti al discorso olografico si troverà una notizia davvero sorprendente: il prestigioso Financial Times ritiene il M5S maturo per governare. Subito sotto al titolo del post campeggia una pagina di giornale con il titolo “Five Star Movement comes of age”. Per la cronaca NON vuol dire che è maturo, ma che matura. Il titolo dell'articolo online è però ben diverso. Esso è “Italy’s Five Star Movement wants to be taken seriously”. Non so, per me c’è una bella differenza tra “l’essere pronti per governare” ed il “voler essere presi seriamente”. Oltre al titolo, anche il resto della traduzione dell’articolo è perlomeno distorta e manipolata per fini politici. Il termine "populist" incredibilmente svanisce, ed anche i giudizi politici sono più pesanti e meno neutrali.

Una domanda sorge spontanea: perché pubblicare una caricatura di traduzione, tra l'altro di un articolo che parla piuttosto bene del M5S, dato che il testo originale non è difficile da reperire su internet?
Ma veramente Grillo, o chi gestisce il blog per lui, ha una così bassa stima dei seguaci del Movimento? Non pensa che qualcuno possa voler andarsi a leggere la versione originale e divertirsi al gioco “trova le differenze”? o pensano che i grillini siano tutti analfabeti funzionali incapaci di tradurre alcunché dall'inglese?

eh sì, il MoVimento vuole essere preso sul serio. Sul serio quando fa politica sul territorio e per il territorio (chi ha parlato dei voti della camorra??), sul serio quando si parla di sradicare il marcio che può infiltrare nelle proprie liste, quello delle scie chimiche come credo religioso, del Bildemberg, dell’interrogazione parlamentare sugli androidi (chissà se saranno già in mezzo a noi!1!) della strumentalizzazione ad ogni costo di disgrazie varie ed eventuali(vi ricordate dell’Ebola?).

A quel manipolo di terroristi che sono i rancher americani che hanno occupato un edificio federalea Burns, nell’Oregon, dopo la richiesta di ricevere beni di prima necessità, alcuni buontemponi si sono divertiti inviando vagonate di sex toys.
Se non costassero così tanto bisognerebbe spedire a Grillo qualche dizionario della lingua inglese...



mercoledì 16 settembre 2015

#freeBeppe!!!

Notizia di ieri, il Beppone nazionale è stato condannato per diffamazione. Stupefacente, per uno che infarcisce i comizi politici di frasi di senso compito tra un insulto e l’altro. Chi ha un po’ di memoria si ricorderà che non è esattamente la prima volta che capitano questi incidenti di percorso al comico genovese. Già nel 2001, con la Montalcini, si era creata una spiacevole situazione dal modico costo di 8mila euro. Ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio... Comunque, il caso Montalcini non è stato né il primo né l’ultimo problema di Grillo con la legge. In effetti la carriera giudiziaria di Grillo si presenta variegatae a tratti sorprendente (soprattutto in ambito edilizio).
Ma torniamo al caso incriminato. Nel maggio del 2011, durante un comizio del M5S Beppe se la prende con il professor Franco Battaglia, docente della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ad Anno Zero di Santoro aveva parlato degli effetti sulla popolazione delle radiazioni dopo i disastri nucleari di Cernobyl e Fukushima. Durante il comizio incriminato il comico genovese, con il suo solito aplomb, ha affermato che “Non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, e mi riferisco a Battaglia che è un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci, ti mando via dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera”. A parte che a denunciare pare sia stato solo il professore, va detto che ildiscorso di Battaglia ad Anno Zero è stato lacunoso e non del tutto vero. Occorre anche dire che egli non è a libro paga di nessuna multinazionale. La denigrazione del nemico politico di turno facendolo apparire come una marionetta dei poteri forti (in questo caso delle cattivissime multinazionali, ma intercambiabile con: massoni, élite politiche, partiti politici o altro ancora a seconda della fantasia e dell’ispirazione) è un’arma politica ampiamente abusata dai penta stellati.
Ovviamente sul sacro blog è partito il piagnisteo grillino. Incredibile! Le condanne, di qualsiasi grado, definitive o meno, degli esponenti politici di qualsiasi partito sono oggetto di beffe, battute o scherno da arte dei grillini. Ma quando ad essere condannato è il Caro Leader, il pronunciamento del giudice assume tutto un altro significato. Diventa come la cicatrice per il lottatore o la medaglia per il generale: fonte di orgoglio.
Il paragone finale con Mandela e Pertini è quanto di più assurdo e, contemporaneamente, esilarante potessi leggere. Esso è entrato di diritto nella mia top ten delle migliori sparate grilline. Penso che ci voglia davvero tanta sfacciataggine per paragonarsi ad un Pertini o ad un Mandela. Specie se ti hanno condannato ad un anno di reclusione per diffamazione. E ancor di più se la condanna NON è definitiva, mancando ancora un grado di giudizio più la Cassazione. Sappiate inoltre che, contrariamente a quanto scritto sul sacro blog di Beppe, difficilmente Grillo finirà dietro le sbarre.
Penso che a fare sparate di questo tipo, che volersi paragonare ai grandi che hanno fatto la Storia, siano un lampante indice della megalomania del soggetto e del suo ormai scarso senso della misura e della decenza.
Ma tanto nel calderone grillino tutto fa brodo. Quello che oggi scandalizza ed indigna i grillini domani sarà dimenticato e rimpiazzato da un altro post sul blog o su TzeTze o su LaCosa con cui scandalizzare e indignare le masse pentastellate.
Ma nel frattempo sul web sarà un fiorire di #freeBeppe. E per non fare un torto a nessuno anche di #freeMandela e #freePertini. E già che ci siamo perché non #freeancheMioCuggino???


P.S.: quasi dimenticavo: #freeMarò e #freeCorona!!!!

lunedì 13 luglio 2015

Dai nemici mi guardo io...

Non so se qualcuno se n’è accorto, ma la campagna di Grillo a favore di SYRIZA e del no al referendum sulle proposte dell’Europa riguardo alla ristrutturazione del debito ellenico non è andata particolarmente bene. Sì, di certo è stata una mossa avventata del comico genovese, spiegabile solo dalla voglia di dedicarsi anche lui allo sport più amato dai politici italiani: il salto sul carro dei vincitore. Nonostante i grandi avvisi che inneggiavano aBeppe ad Atene pare che la trasferta in terra ellenica non sia andata proprio come previsto... E anche dopo, Panagopoulos, responsabile di SYRYZA, ha provveduto a rimarcare le differenze tra i 5 Stelle ed il partito di Tsipras, tra cui, ultima chicca, spicca la disposizione diametralmente opposta all'interno dell’europarlamento. Come a dire, noi stiamo a sinistra, voi non esattamente.
I parlamentari europei di SYRIZA siedono fianco a fianco con personaggi del calibro di Barbara Spinelli. Una che ha giurato e spergiurato in campagna elettorale che a Strasburgo non ci sarebbe mai andata, ma a cui alla fine ha dimostrato di non disdegnare affatto una seggiola in Europa. E dall’altra parte? Chi siede vicino ai pentastellati? Di Farage e del suo UKIP ormai si sa chi sono e che idee hanno. Ma gli altri del gruppo EFDD? Chi sono?
Uno di questi è balzato prepotentemente alle cronache qualche giorno fa. Risponde al nome di Janusz Korwin-Mikke, e che appartiene al partito di estrema destra polacco Koalicja Odnowy Rzeczypospolitej Wolność i Nadzieja (Coalizione per il rinnovamento, la libertà e la speranza della Repubblica polacca). Il nostro, ben conscio dell’importanza e della gravità della materia trattata (la creazione di un tariffario unico per i biglietti di viaggio integrati all’interno dell’UE), al termine del suo discorso ha gridato “un Reich, un popolo, un biglietto” e, per rendere ancora più chiaro il concetto, nel caso se ne sentisse il bisogno, ha fatto un saluto con braccio teso. L’atto, più che una dichiarazione di appartenenza a ideologie nazionalsocialiste, voleva provocatoriamente (???) sottolineare la propensione adaccettare le proposte di legge avanzate dalla Germania. Di certo Korwin-Mikke non è nuovo a provocazioni di dubbio gusto. Dal non suo essere Charlie (ma a favore della pena di morte), ad alcune posizioni incontrovertibilmente misogine fino alle teorie alternative e parecchio fantasiose sull’Olocausto e la Seconda Guerra Mondiale. Perché una cosa è certa: all’europarlamentare polacco la fantasia (purtroppo) non manca. Gli si potrebbe consigliare l’aforisma di Oscar Wilde per cui “è meglio tacere e sembrare stupidi che parlare e togliere ogni dubbio”.
Ma poi, viste le sue strampalate idee, siamo così sicuri che il saluto hitleriano fosse solo una provocazione?



P.S.: per gli europarlamentari grillini: mi auguro seriamente che almeno voi siate ancora lontani dai deliri populisti e destrorsi di questo vostro “collega”, ma attenti che chi va con lo zoppo...

lunedì 8 settembre 2014

A peste, fame et Grillo...

Il primo settembre, sul sacro blogghe di Grillo Igor Gelarda ci informa che il sindacato di polizia di cui è segretario generale ha lanciatouna class acton contro il governo, reo di non garantire la sicurezza sanitaria delle forze dell’ordine impiegate nell’operazione Mare Nostrum.
Igor ci informa che solo gli uomini della marina (i primi a salire sui barconi dei migranti) sono adeguatamente protetti,  per gli altri nada. Guantini e mascherine da dentisti. Tralascio di esprimermi sulla veridicità di queste affermazioni (ho la cattiva abitudine di nono esprimermi su ciò che non conosco...), il resto dell’articolo è tutto un elenco di malattie pericolosissime (es. ebola) di cui potrebbero entrare in contatto i poliziotti. Ma possibile che lo Stato
italiano tratti in modo così diverso i suoi dipendenti? Come a dire, se sei della marina ok, ti diamo tutte le protezioni del caso, mentre se sei un poliziotto sei trattato come un  “pollo da batteria” (così afferma Igor).
Secondo Gelarda ci sono 40 poliziotti positivi al test per la tubercolosi. Oibò, e nessuno ne parla? Nessun TG, giornale (on-line o di carta), nemmeno un blog? Ah sì, un blog sì, quello di Grillo. Solo il sacro blogghe pare avere il coraggio di gridare questa verità. La cosa (per persone dotate di raziocinio, s’intende) fa sorgere ben più di un dubbio.
L’articolo, dopo un’attenta lettura, rivela un paio di strafalcioni davvero notevoli. Poche righe dopo l’inizio dell’articolo scopriamo che “questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi". Salvo poi scoprire la riga dopo che secondo l’OMS “in Italia c’è un morto al giorno per la tubercolosi”. ”. Interessante. Decisamente interessante. In Italia ogni giorno muore una persona per una malattia che in Italia non c’è più. Poco più sotto appare il secondo strafalcione. Il nostro Igor afferma che “il numero di colleghi entrati in contatto con il virus sono diventati tanti”. Il virus di cui si fa riferimento è la tubercolosi, che però È UN BATTERIO! Per la cronaca si chiama Mycobacterium tuberculosis o anche Bacillo di Koch. Bastava fare un giro su wikipedia (abbondantemente citata nell’articolo!!) per evitare uno errore del genere.
Un articolo sul sito della polizia di stato (datato agosto scorso) riporta che nessun agente è mai stato infettato dal BATTERIO della tbc. La class action è comunque partita, ora spetterà alla magistratura appurare i fatti.
E adesso passiamo a Grillo. Il comico genovese ovviamente tenta di sfruttare la vicenda a suo vantaggio rilanciando già il giorno dopo con un post sul suo blog rilanciando che ci sono 50.000 poliziotti a rischio tubercolosi, per poi prendersela con la sinistra radical chic e, in particolare con Laura Boldrini, rea di voler trasformare l’Italia in un paese multiculturale a scapito della salute degli italiani. Che poi è il vecchio slogan di una certa destra “nordica” per cui per la sinistra italiana vengono prima gli immigrati che gli italiani. Ogni riferimento a campagne pubblicitarie e/o di affissione di manifesti razzisti da parte della Lega Nord NON è da considerarsi casuale.
Il fido Di Maio, ovviamente, deve sulla sua pagina facebook dare prova di ortodossia grillina. Il caso della tbc gli fornisce l’occasione per fare un bel copia e incolla dei concetti pressappochisti e poco scientifici esposti dal suo capo. Sì, perché si fa passare il concetto che la tbc si attacchi come l'influenza. E questo è falso. Perché il batterio si trasmette occorre un contatto prolungato con un malato (giorni se non settimane). Anche l’associazione Medici Senza Frontiere, impiegata da sempre con i migranti, invita a non fare allarmismi. Non voglio mettere in discussione il possibile contagio dei poliziotti. Capisco che il contatto con uno o più malati deve essere prolungato, ma nulla evita che le forze dell'ordine siano venute a contatto, seppur breve, con più di un malato. Comunque, come già accennato prima, queste sono cose che chiariranno i giudici. 
Insomma, dopo aver sparso tanta paura di contagi e malattie che cosa rimane? Com’era prevedibile il solito polverone politico all’italiana. Di quelli che durano qualche settimana e poi puf! spariti. Ne rimarrà traccia nei vecchi articoli di giornale e nei post su blog come questo. Probabilmente tra un mese ci domanderemo “ma tbc chi??”.

In conclusione mi piacerebbe che Grillo (o chiunque che con la sua benedizione scriva sul suo blog) provasse a citare fonti un po’ più approfondite di wikipedia. A cercarmi le informazioni lì ero capace anche da solo, grazie. Se si parla di malattie infettive forse c’è qualche pagina un po’ più specializzata e che mi sa dare qualche informazione in più. Inoltre un soggetto positivo al test di Mantoux (usato per individuare i casi sospetti di tbc) non è per forza un malato di tubercolosi. Ci sono altri batteri nno tubercolari che possono dare reazione positiva (dalla pagina di wikipedia citata sul blog di Grillo). Infine vorrei ribadire (per quanto suoni banale, ma apparentemente non lo è...) che con la salute non si scherza, soprattutto se si parla delle nostre forze dell’ordine, e che strumentalizzare le paure del basso ventre degli italiani riguardo ad epidemie e malattie mortali solo per portare a casa un qualche pugno di voti è veramente rivoltante. 

domenica 7 settembre 2014

Libri e sicari

Sul blog di Beppe Grillo oggi c'è una pubblicità davvero singolare. Quello che mi stupisce non è (o almeno non solo) che sul sito del comico genovese venga pubblicizzato un libro di uno dei suo parlamentari di punta, Di Battista (autopubblicità??), o che esso sia pubblicato da una casa editrice legata alla Casaleggio Associati .
Il fatto centrale è che con soli € 5.00 ti puoi comprare un servizio di un scario centroamenricano o comprare il libro di Dibba. E Dibba ti fa risparmiare pure 1 cent!


P.S.:  ho fatto un giro sul sito di questa casa editrice. Mi immaginavo il sito della "Adagio" in perfetto stile grillino, ed invece sono rimasto davvero sorpreso. Sfondo azzurro/blu e addirittura, sotto il logo della ditta, il quieto motto "tempo di lettura". Io mi aspettavo almeno un bel "Vinciamo noi!".Un sito del genere mi pare più consona ad una casa editrice che pubblichi testi sul buddismo, più che i discorsi di Grillo.  E invece niente. Sarà colpa del marketing.