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domenica 8 gennaio 2017

In nome della Giuria Popolare (grillina)

Novità sul fronte grillino, il grande capo, dal  sacro blogghe, ha ripreso a prendersela (sai che novità) con giornali e telegiornali, rei di “essere fabbricatori di notizie false”.
L’incipit è degno dei migliori siti complottisti. Si parte con l’affermazione perentoria che tutti i poteri politici di un certo peso si stanno levando contro internet. Tutti, da Mattarella a Gentiloni, passando per Renzi e Napolitano (Napolitano pare essere sempre nel cuore di Grillo, vista la frequenza con cui che lo tira in ballo in ogni questione politica in Italia...). Non si capisce bene cosa vogliano fare, forse chiudere internet, oppure sequestrare tutti i computer, smartphone e tablet e bruciarli in piazza. Chissà. L’unica cosa che emerge aprendo i link da cui rimanda il testo sono le interviste al guardasigilli Andrea Orlando in cui egli afferma di voler attuare un piano per limitare il diffondersi di messaggi incitanti all'odio mentre nell'altro link si riprende parte del discorso di fine anno di Mattarella in cui il Presidente della Repubblica afferma che “internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente”. Insomma frasi da far tornare alla mente 1984 di Orwell. Se non vi rendete conto di questa pericolosa deriva autoritaria anti-internet siete degli sporchi piddini. Punto.
Il resto dello scarno post è ancora meglio. Una volta solleticato il basso ventre del grillino medio raccontandogli che tutti i poteri forti italiani professino un odio profondo verso il sacro web, che per il grillino è sacro come le vacche per gli Indù, si parte con l’assalto ai media convenzionali. Le prove? Due articoli. Ripeto: DUE. Uno de La Stampa e l’altro del Giornale. Il primo sullo strano caso del profilo Twitter di Beatrice Di Maio. Sì, ok, è vero che certe testate hanno ingigantito la storia di questo account Twitter e dei suoi post palesemente filogrillini, ma non ci vedo nulla di male a provare a fare un po’ di chiarezza su chi e perché abbia usato questo profilo senza mai pubblicare una foto personale su di esso (per chi si fosse preso la fine della storia, Beatrice di Maio pare essere uno pseudonimo della moglie di Brunetta). Il secondo, essendo stato pubblicato su di un tale “giornale”, penso si commenti da solo.
Insomma, a causa di due, e ripeto DUE, episodi isolati TUTTI i giornalisti sono dei venduti al potere e i TG ed i quotidiani dei produttori industriali di menzogne.
La soluzione: i tribunali del popolo. Sì, avete capito bene. Nel testo li chiama con il termine un po’ più anglosassone e tranquillizzante di “giuria popolare”. Ma in essi non c’è ombra di possibili Perry Mason. I suddetti tribunali, formati da cittadini estratti a sorte (da chi non si sa, ovvio), dovrebbero verificare la veridicità delle notizie pubblicate e, in caso esse non si confacciano al vero, di rettifiche immediate con tanto di scuse e vergogna.

Interessante che una simile polemica appaia proprio in questo momento. Quando oramai è chiaro a tutti che i penta stellati non siano stati in grado di capitalizzare il risultato del referendum costituzionale. Quando la presentazione del famigerato codice etico di Grillo ha scatenato polemiche sia dentro che fuori dal movimento.

Pare, da successive rettifiche (chissà perché?) del capopopolo grillino, che lo strappo con Mentana sia stato, almeno in parte, ricucito e che il rischio di finire in tribunale (un tribunale vero, non uno del popolo) sia scongiurato. Da segnalare che anche parte qualche deputato penta stellato abbia definito la questione giurie popolari “una provocazione”.

Quindi, per quanto il capitolo sia, anche solo parzialmente, chiuso, nulla ci impedisce di usare un po’ di fantasia e immaginarci cosa sarebbe successo se una proposta del genere avesse trovato applicazione in Italia.
Di certo vivremmo in un paese migliore. In un’Italia più democratica e libera. Ammettiamo, solo per ipotesi, che un bel giorno questo splendido organo fosse composto da un antivaccinista, un complottaro sciachimista terrapiattista e da un mafioso. Immaginate come sarebbe bello vedere su tutti i giornali la grande notizia che il dottor Tizio laureato in Scienze di Google e ricercatore presso l’Università della Vita ha scoperto che i vaccini causano ischemie, ictus, infarti, cancro, morte e Pippo Baudo (magari non necessariamente in quest’ordine). La sera, accendendo la tv, vi verrebbe detto che Caio, ricercatore indipendente a caccia della vera verità, ha scoperto che nelle scie di condensazione degli aerei si nascondono orrendi veleni che uccidono la nostra anima e chiudono ermeticamente i chakra, dai quali lui ha avuto l’illuminazione divina per cui la Terra non è tonda o elissoidica, o geoidica o roba del genere (questi maledetti scienziati, ci volessero raccontare davvero come stanno le cose senza nasconderle dietro a termini incomprensibili!!11!!) ma è piatta come una sottiletta e, come una pizza, rotola nello spazio cosmico. Infine, al TG, vi verrebbe detto che Provenzano e Riina sono stati riabilitati dalle infamanti accuse di essere mafiosi e sono stati elevati tra i paladini dell’antimafia, magari specificandovi ben bene che la mafia non esiste, che solo un’invenzione.

Oppure potremmo avere una bella giuria popolare in stile Forum. Sì, vi ricordate il programma su Rete 4, amatissimo dalle nonne di tutt'
Italia? Vi ricordate quella giuria sgangherata formata da vecchietti litigiosi che votavano con i sassolini e che discettavano una mezz'ora buona degli affaracci degli altri, con esiti tragicomici nel 100% dei casi? Una giuria che, solo a pensarci, fa vergognare di essere della loro stessa nazionalità.


In ogni caso prospettive davvero bellissime.

domenica 4 dicembre 2016

Per fortuna oggi si vota!

Finalmente oggi le urne sono aperte. Quasi stento a credere che da domani sarà tutto terminato. Finalmente cesserà questo clima da perenne campagna elettorale che ci assilla da mesi.
Lo dico apertamente: ne ho fin sopra i capelli di questo referendum. In realtà non tanto del referendum in sé, ma di tutto quello che lo ha circondato e, per così dire, accompagnato: una pseudo campagna elettorale fatta principalmente di slogan, urla e fini ragionamenti che potrebbero benissimo trovare posto nei cori da stadio (con tutto rispetto per i cori da stadio).
A onor del vero occorre dire che in questi lunghissimi mesi si sono svolti anche dei dibattiti “seri”. In cui i rappresentanti degli opposti schieramenti sono entrati nel merito delle questioni, in cui (incredibile!), si è potuto parlare di Costituzione in maniera seria e approfondita anche in prima serata sui canali generalisti.
Peccato che queste perle si sono perse in un mare di cretinate.
Peccato che in entrambi i fronti si sono ritenuti gli italiani troppo cretini per capire il quesito referendario e si sia preferito semplificare le motivazioni del voto, personificare il referendum, raccontare enormi bufale. Queste campagne hanno fatto leva sulle paure che più colpiscono la pancia (non il cervello e neanche il cuore) dell’italiano medio.
Peccato che questa  “politica della pancia” assomigli sempre di più ad una “politica del colon”.

Si sono sentite le peggiori affermazioni, partorite probabilmente dopo lunghe e laboriose riflessioni politiche. Il fronte opposto è stato definito come un’accozzaglia, i sostenitori dell’altra fazione sono stati individuati sempre e comunque come dei traditori, dei venduti, qualunque fosse il loro orientamento politico e a prescindere dalle motivazioni della loro scelta. In questo girone dantesco si è visto il peggio del peggio, con insulti indegni rivolti ai vari Benigni, Alex Zanardi e Andrea Bocelli (un democraticissimo grillino che si domanda se avesse “letto” la riforma) solo per citare i casi più eclatanti, ma la lista è pressoché sterminata. Senza parlare degli attacchi politici, che hanno trovato in quel “Renzi ha paura come una scrofa ferita” di Grillo la loro più alta (o più bassa a seconda dei punti di vista) forma di espressione.

In tutto questo si sono usate forme di campagna elettorale un po’ “atipiche” per non dire giuridicamente borderline. In questo campionario abbiamo: la sovraesposizione mediatica delle ragioni del sì, il Pirellone illuminato a formare un enorme NO (ma le polemiche post Family Day non hanno insegnato nulla??), una campagna di affissioni abusive a Roma senza precedenti, manifesti secondo cui “il vero nazista vota sì” (nella foto dell’articolo ironicamente accanto ad un poster per il no di CasaPound, per una volta l’estremismo di destra è bipartisan!).

Anche il complottismo credo che giocherà il suo ruolo nell'orientare il voto. Se ne sono visti di tutti i tipi: dalla Madonna che invita a votare per il sì (è ovviamente il prodotto di una pagina fake, ma qualcuno del Comitato per il sì l’ha resa molto seriamente…), la modifica nascosta dell'art. 117 che nessuno vi racconterà che regala la sovranità nazionale a favore dell'Unione Europea (tranquilli, se vincesse il sì da domani non saremo dominati dagli eurocrati!) e, immancabili, i complotti sulle matite copiative che si cancellano (a dimostrazione che certi soggetti in Italia non hanno ancora capito come funzionano le matite copiative, ma sulla loro ignoranza fanno polemica).

Qualcuno invece si è divertito facendo il troll. Dalla finta dichiarazione di Gigi D’Alessio di smettere di cantare in caso di vittoria del no (ammetto di avere sperato che fosse vera…) all’epica trollata del rapper Bello FiGo con la sue canzoni “Referendum” e “Non pago affitto”, due esilaranti raccolte di tutti i più triti stereotipi sugli immigrati declamati con tanta arte dal rapper di origine ghanese. Si sa, a volte la foga della notizia porta e prendere sul serio personaggi improponibili, tipo appunto Bello FiGo. Ciò ha portato alla più epica trollata che abbia mai visto in TV, in diretta su “Dalla vostra parte” su Rete4. Incredibile come sia Belpietro che l’europarlamentare Mussolini non si siano accorti che stavano venendo presi in giro da un ragazzetto poco più che ventenne. Come si fa a prendere sul serio un cantante ghanese che in una sua “famosa” hit canta di assomigliare a Mussolini (perché non lava mai i piatti!).

La prima volta che ho provato a vedere il video di “Referendum”, mi è apparso un banner pubblicitario per il Sì. Coincidenze? Io non credo!



In compenso pare che Darth Vader di Star Wars si sia schierato apertamente per il no.



In conclusione, sono contento che oggi si voti, spero che da domani i giornali, le televisioni e, ovviamente, anche la politica si tornino ad occupare di cose serie e non di portare avanti una perenne campagna elettorale. Non credo che domani, qualsiasi sarà il risultato, cambierà chissà cosa. Non credo che se vincerà il sì si andrà verso una fase di instabilità politica ed incertezza economica. Come non credo che in caso di vittoria del no rischieremmo di uscire dall’euro e di vedere fallire da un giorno all’altro una miriade di banche (o perlomeno non sarebbe colpa del referendum). Insomma, a scanso di ultim’ore, domani non saremo invasi dalla peste, dalle cavallette, dalla peste e non ci ritroveremo catapultati nel medioevo.

Ricordiamoci le parole che Obama ha scritto su Twitter quando si iniziava a prospettare una sconfitta senza precedenti per la candidata democratica Clinton: “No matter what happens, the sun will rise in the morning”. Domani il sole sorgerà infischiandosene alla grande dell'esito del referendum.