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domenica 4 dicembre 2016

Per fortuna oggi si vota!

Finalmente oggi le urne sono aperte. Quasi stento a credere che da domani sarà tutto terminato. Finalmente cesserà questo clima da perenne campagna elettorale che ci assilla da mesi.
Lo dico apertamente: ne ho fin sopra i capelli di questo referendum. In realtà non tanto del referendum in sé, ma di tutto quello che lo ha circondato e, per così dire, accompagnato: una pseudo campagna elettorale fatta principalmente di slogan, urla e fini ragionamenti che potrebbero benissimo trovare posto nei cori da stadio (con tutto rispetto per i cori da stadio).
A onor del vero occorre dire che in questi lunghissimi mesi si sono svolti anche dei dibattiti “seri”. In cui i rappresentanti degli opposti schieramenti sono entrati nel merito delle questioni, in cui (incredibile!), si è potuto parlare di Costituzione in maniera seria e approfondita anche in prima serata sui canali generalisti.
Peccato che queste perle si sono perse in un mare di cretinate.
Peccato che in entrambi i fronti si sono ritenuti gli italiani troppo cretini per capire il quesito referendario e si sia preferito semplificare le motivazioni del voto, personificare il referendum, raccontare enormi bufale. Queste campagne hanno fatto leva sulle paure che più colpiscono la pancia (non il cervello e neanche il cuore) dell’italiano medio.
Peccato che questa  “politica della pancia” assomigli sempre di più ad una “politica del colon”.

Si sono sentite le peggiori affermazioni, partorite probabilmente dopo lunghe e laboriose riflessioni politiche. Il fronte opposto è stato definito come un’accozzaglia, i sostenitori dell’altra fazione sono stati individuati sempre e comunque come dei traditori, dei venduti, qualunque fosse il loro orientamento politico e a prescindere dalle motivazioni della loro scelta. In questo girone dantesco si è visto il peggio del peggio, con insulti indegni rivolti ai vari Benigni, Alex Zanardi e Andrea Bocelli (un democraticissimo grillino che si domanda se avesse “letto” la riforma) solo per citare i casi più eclatanti, ma la lista è pressoché sterminata. Senza parlare degli attacchi politici, che hanno trovato in quel “Renzi ha paura come una scrofa ferita” di Grillo la loro più alta (o più bassa a seconda dei punti di vista) forma di espressione.

In tutto questo si sono usate forme di campagna elettorale un po’ “atipiche” per non dire giuridicamente borderline. In questo campionario abbiamo: la sovraesposizione mediatica delle ragioni del sì, il Pirellone illuminato a formare un enorme NO (ma le polemiche post Family Day non hanno insegnato nulla??), una campagna di affissioni abusive a Roma senza precedenti, manifesti secondo cui “il vero nazista vota sì” (nella foto dell’articolo ironicamente accanto ad un poster per il no di CasaPound, per una volta l’estremismo di destra è bipartisan!).

Anche il complottismo credo che giocherà il suo ruolo nell'orientare il voto. Se ne sono visti di tutti i tipi: dalla Madonna che invita a votare per il sì (è ovviamente il prodotto di una pagina fake, ma qualcuno del Comitato per il sì l’ha resa molto seriamente…), la modifica nascosta dell'art. 117 che nessuno vi racconterà che regala la sovranità nazionale a favore dell'Unione Europea (tranquilli, se vincesse il sì da domani non saremo dominati dagli eurocrati!) e, immancabili, i complotti sulle matite copiative che si cancellano (a dimostrazione che certi soggetti in Italia non hanno ancora capito come funzionano le matite copiative, ma sulla loro ignoranza fanno polemica).

Qualcuno invece si è divertito facendo il troll. Dalla finta dichiarazione di Gigi D’Alessio di smettere di cantare in caso di vittoria del no (ammetto di avere sperato che fosse vera…) all’epica trollata del rapper Bello FiGo con la sue canzoni “Referendum” e “Non pago affitto”, due esilaranti raccolte di tutti i più triti stereotipi sugli immigrati declamati con tanta arte dal rapper di origine ghanese. Si sa, a volte la foga della notizia porta e prendere sul serio personaggi improponibili, tipo appunto Bello FiGo. Ciò ha portato alla più epica trollata che abbia mai visto in TV, in diretta su “Dalla vostra parte” su Rete4. Incredibile come sia Belpietro che l’europarlamentare Mussolini non si siano accorti che stavano venendo presi in giro da un ragazzetto poco più che ventenne. Come si fa a prendere sul serio un cantante ghanese che in una sua “famosa” hit canta di assomigliare a Mussolini (perché non lava mai i piatti!).

La prima volta che ho provato a vedere il video di “Referendum”, mi è apparso un banner pubblicitario per il Sì. Coincidenze? Io non credo!



In compenso pare che Darth Vader di Star Wars si sia schierato apertamente per il no.



In conclusione, sono contento che oggi si voti, spero che da domani i giornali, le televisioni e, ovviamente, anche la politica si tornino ad occupare di cose serie e non di portare avanti una perenne campagna elettorale. Non credo che domani, qualsiasi sarà il risultato, cambierà chissà cosa. Non credo che se vincerà il sì si andrà verso una fase di instabilità politica ed incertezza economica. Come non credo che in caso di vittoria del no rischieremmo di uscire dall’euro e di vedere fallire da un giorno all’altro una miriade di banche (o perlomeno non sarebbe colpa del referendum). Insomma, a scanso di ultim’ore, domani non saremo invasi dalla peste, dalle cavallette, dalla peste e non ci ritroveremo catapultati nel medioevo.

Ricordiamoci le parole che Obama ha scritto su Twitter quando si iniziava a prospettare una sconfitta senza precedenti per la candidata democratica Clinton: “No matter what happens, the sun will rise in the morning”. Domani il sole sorgerà infischiandosene alla grande dell'esito del referendum.

giovedì 25 febbraio 2016

Il ddl Cirinnà è stato affondato. Lunga vita al ddl.

La scorsa settimana il ddl Cirinnà ha avuto uno serio stop. Tanto forte da costringere la senatrice Cirinnà a parlare di ritiro dalla politica.
Riassumendo: dei 5.000 emendamenti presentati dalle opposizioni (se volete avere idea di cosa è stato presentato potete dare un’occhiata a questa galleria degli orrori) ne sono stati ritirati circa 4.500 facendone rimanere 500. Un numero comunque alto che ha portato alla decisione di presentare il cosiddetto “canguro”, a meno che non si voglia ripetere la patetica scena di Pittella al Parlamento Europeo.

Una brutta bestia il famigerato marsupiale. Addirittura avrebbe permesso una votazione rapida raggruppando gli emendamenti sullo stesso argomento. I senatori del Movimento, dopo essersi distinti per aver dato l’impressione di avere le idee chiare sul ddl (dal sì senza e se e senza ma fino ad approdare alla libertà di coscienza per tutti), alla fine hanno optato per un affondo secco e deciso al PD opponendosi al canguro.
Capisco che il famigerato marsupiale possa essere un, seppur piccolo, ostacolo al dibattito parlamentare. Ma di certo non è paragonabile alla tanto contestata tagliola già ampiamente usata alla Camera! Qualcuno ha parlato di immaturità politica del parlamentari del Movimento. Personalmente mi stupisco che ci siano giornalisti che paiono accorgersene solo ora. Mi sembra che i senatori grillini siano stati presi dalla voglia di partecipare ad una specie, come quelle che fanno tra loro gli adolescenti. Solo che se i maschi sui 15/16 anni gareggiano per chi ce l’ha più lungo, i senatori a 5 stelle fanno a gara per essere i meno compromessi possibile. Perché si sa, il canguro è proprio una brutta bestia, ed il PD l’origine di tutti i mali.
E in mezzo a cotanto disordine nel Movimento, con i parlamentari grillini contestati (e non solo su internet) Grillo che fa? Non pubblica nulla sull'argomento (né sul sacro blog né sugli amati social network). In compenso si traveste da tigre e da lupo per scappare ai cronisti. E pensare che quando ero piccolo avevo un ricordo ben diverso dell’uomo tigre. A quanto pare, il Grillo Tigre è un po’ diverso...
Per fortuna è arrivata un’intervista a La Stampa del buon Di Battista che ha fugato ogni dubbio. Per il deputato di punta del Movimento la legge sulle unioni civili è sì importante. Ma non così tanto. Ce ne sarebbero almeno altre 20 importanti uguali se non di più. Altre belle battaglie da combattere fino all'ultimo sangue, anche contro chi potrebbe essere un loro alleato. Altre 20 battaglie da sacrificare sull'altare dell’intransigenza e della coerenza più integraliste. Tanto in caso di sconfitta possono sempre dare la colpa al cattivissimo PD. E in caso di vittoria si può sempre usare lo stratagemma del complotto ordito contro il Movimento.

Ora, ad una settimana di distanza si torna sull'argomento. Il ddl è stato modificato. La stepchild adoption, tanto difficile da pronunciare per i nostri parlamentari, è andata in soffitta. Con buona pace delle loro prodezze linguistiche.
Indipendentemente da come andrà oggi sarà un successo. Ma un successo per davvero.
Come nei migliori concorsi a premi tutti alla fine avranno ottenuto qualcosa. Chi un po’ di più chi un po’ di meno. Ma nella sostanza nessuno tornerò a casa a mani vuote.

Per primo Renzi. L’aveva promesso ed è riuscito a portare a casa il risultato. E non solo: è riuscito  ricompattare il proprio partito e ad evitare che la fronda cattodem gli rovinasse tutto. Poco importa se ha perso qualche cosa nelle intenzioni di voto. Sa benissimo che si può recuperare. La strada verso le prossime tornate elettorali è ancora molto lunga.

Hanno vinto i fondamentalisti cattolici nel PD. Da minoranza sfigata sono diventati l’ago della bilancia. Il partito ha dovuto corteggiarli e accettare il loro “contributo” alla legge.
Situazione analoga per i centristi di NCD. Angelino ed i suoi hanno potuto prendersi una bella rivincita permettendosi pure un'infelice battuta sulla fedeltà nelle coppie gay. Entrambi questi gruppi, centristi ed i cattodem, possono uscire a testa alta. Non hanno fatto ostruzionismo contro un così importante obiettivo del Governo.

Può sorridere Verdini. Ha ottenuto più di tutti quello che voleva: un posto in maggioranza. Dopo tanta fatica a raggranellare parlamentari, alla fine tanto duro lavoro gli ha permesso di raggiungere l’agognato obiettivo! Alla fine ha avuto ragione Denis, Il PD in questo momento sembra soffrire di amnesia. I parlamentari democratici si erano stracciati le vesti al minimo indizio di compravendita di senatori all'epoca della caduta del Governo Prodi (cioè due o tre ere politiche fa). Oggi, invece, pare tutto a posto, normale. Davvero un bell’esempio di bipensiero nel senso più orwelliano possibile. Non so che coraggio possa avere certa gente di fronte ai propri elettori. E dopo Denis, pure i (pochi) fedelissimi di Flavio Tosi presenti in Parlamento si preannunciano come la nuova stampella di Renzi. Aggiungi un posto al Governo che c’è un amico in più.

Possono sorridere i petastellati. La tempesta politica della settimana scorsa pare ora quietarsi e allontanarsi. Hanno perso qualche simpatizzante, sì, ma la loro base pare essergli rimasta fedele. Inoltre l’approvazione del ddl permette di lavare le coscienze politiche dall’infamante accusa di essersi opposti al ddl solo per fare uno sgambetto a Renzi. E poi un’approvazione a colpi di maggioranza è un ottimo motivo per dedicarsi al loro sport preferito: criticare il PD. Ci vorrà un po’, ma anche gli aspetti più sospetti di questo travagliato iter parlamentare, piano piano, cadranno nel dimenticatoio. Dal presunto abbraccio Airola, i senatori di FI e Calderoli (rivelatosi poi una bufala), lo strano SMS ricevuto dalla Cirinnà per non parlare dell’atteggiamento tutt'altro che chiaro tenuto dal Partito di Beppe sul ddl.

Può festeggiare pure uno come Calderoli, che è riuscito a ricavarsi un bel siparietto sproloquiando a caso di San Pietro con i tabulati elettronici delle votazioni e Renzi all'inferno. Incredibile che uno sposato con rito celtico d’improvviso diventi più cattolico del Papa e in grado di profetizzare sulla destinazione nell'aldilà dei suoi avversari politici! Più che politico il Robertone leghista mostra di avere il carisma e la capacità oratoria degne di un telepredicatore.


In conclusione si può dire che il ddl Cirinnà è stato un gran bell’affare per tutti. Chi più chi meno. Tranne forse per le coppie di fatto che vivono in Italia. Verdini, con il suo solito modo di fare diretto e conciso lo ha saputo spiegare meglio di tutti: “chissenefrega dei gay, non è questo il punto. Qua il punto è politico”. Siamo arrivati al divorzio della politica dalla realtà?

domenica 10 maggio 2015

Scontri e tafferugli


Negli ultimi tempi sembra che diversi gruppi, per le motivazioni più disparate, pretendano di esprimere le loro posizioni a suon di bombe carta, molotov e devastazioni assortite.
Le danze le hanno aperte i tifosi di Juve e Torino per il derby di tre settimane fa. Un gruppo di appassionati del Toro hanno espresso la loro contrarietà verso i giocatori della squadra avversaria a suon di sassi contro il bus che stava portando la squadra allo stadio. Ovviamente a tale gentilezza i tifosi juventini hanno cordialmente risposto con il lancio di bombe carta. 
Successivamente, un gruppetto di anarchici, anarcoidi e affini ha messo a ferro e fuoco il centro di Milano per protestare contro l’apertura dell’EXPO. I democraticissimi manifestanti hanno causato qualcosa come 3 milioni di euro di danni.
Per finire, il 3 maggio, a Bologna il premier Matteo Renzi, venuto in città per un comizio alla Festa dell’Unità, è stato contestato da un gruppo di ragazzi dei collettivi. I suddetti hanno tentato di sfondare il cordone di polizia che gli impediva di accedere all'area del comizio e sono partite le manganellate. Bilancio finale:  una manifestate con un braccio disarticolato ed un’altra ferita alla testa.


Adesso mettiamo un po’ d’ordine. Partiamo dal primo episodio, gli scontri allo stadio. Come qualcuno ha fatto notare di emergenza violenza negli stadi se ne parla da tanti di quegli anni e, nonostante le belle parole dei politici di turno, non si sono visti cambiamenti sostanziali. Di tanto in tanto ci scappa il morto, segue periodo di controlli più rigidi, ma dopo un po’ sembra che tutto torni, un po’ gattopardescamente, come prima. Lo stadio, per un qualche strano motivo tutto italiano, continua ad essere una zona franca in cui poter esprimere liberamente la propria voglia di violenza e di distruzione. Una bella valvola di sfogo per tutte le tensioni politiche, sociali o altro (sull'argomento un vecchio gruppo punk cantava: “come un branco di salami picchiamo con le mani i poveracci come noi”). Nel secondo caso, gli scontri a Milano, il Ministro degli Interni Angelino Alfano si è dato al contorsionismo politico, definendo una giornata di guerriglia urbana come un grande risultato, frutto di un comportamento impeccabile da parte delle forze dell’ordine. Quindi deduco che lasciare devastare intere vie da gruppi di cretini per cui “se non dai fuoco alla banca sei un coglione” è giusto. Ottimo ragionamento. Però non capisco una cosa. Com'è possibile che a Milano ai violenti è stato lasciato fare tutto quello che volevano e a Bologna non ci sono stati ripensamenti sul caricare un gruppetto di facinorosi che voleva sfondare un cordone di polizia? Non voglio giustificare gli anarcoidi che hanno partecipato agli scontri al parco della Montagnola visto che sono stati loro a provocare cercando di sfondare il cordone di polizia, capisco la volontà di difendere il premier e chi lo stava ascoltando, ma per me si è esagerato.

Riassumendo: se sfasci tutto allo stadio, in un corteo anarchico o vuoi contestare Renzi potresti avere risultati molto diversi. In un paio di casi potresti muoverti indisturbato e fare quello che ti pare; nell'altro potresti finire all'ospedale.

lunedì 29 dicembre 2014

Fine anno tempo di... votare la panzana preferita!

La sera del 31/12 si avvicina. Un altro anno se ne va. Ma se volete farvi un'ultima risata con le peggiori (o miglio, dipende dal punto di vista) panzane politiche potete andare qui. Scoprirete concezioni geopolitiche avveniristiche ottenute da fonti notoriamente certissime (wikipedia), potrete toccare con mano il provincialismo italiano (tra l'altro su di un tema banale come la distribuzione geografica dei beni protetti dall'UNESCO) e vi stupirete scoprendo che in Scozia sono tutti notoriamente cattolici. Ovviamente non potevano mancare i commenti stupidamente catastrofisti o ripieni solo di vuoto ottimismo sulla nostra economia.
Infine potrete scoprire il vero volto dell'Europa. Non l'unione di stati sovrani, ma una struttura formata da grigi e cattivissimi burocrati che allungheranno le mani, oltre che nelle vostre tasche, anche verso il vostro tostapane!
Fatevi una bella risata e, se vi va, e votate la panzana migliore.

Io nel frattempo mi tengo ben stretto il mio tostapane DOPPIO...