giovedì 25 febbraio 2016

Il ddl Cirinnà è stato affondato. Lunga vita al ddl.

La scorsa settimana il ddl Cirinnà ha avuto uno serio stop. Tanto forte da costringere la senatrice Cirinnà a parlare di ritiro dalla politica.
Riassumendo: dei 5.000 emendamenti presentati dalle opposizioni (se volete avere idea di cosa è stato presentato potete dare un’occhiata a questa galleria degli orrori) ne sono stati ritirati circa 4.500 facendone rimanere 500. Un numero comunque alto che ha portato alla decisione di presentare il cosiddetto “canguro”, a meno che non si voglia ripetere la patetica scena di Pittella al Parlamento Europeo.

Una brutta bestia il famigerato marsupiale. Addirittura avrebbe permesso una votazione rapida raggruppando gli emendamenti sullo stesso argomento. I senatori del Movimento, dopo essersi distinti per aver dato l’impressione di avere le idee chiare sul ddl (dal sì senza e se e senza ma fino ad approdare alla libertà di coscienza per tutti), alla fine hanno optato per un affondo secco e deciso al PD opponendosi al canguro.
Capisco che il famigerato marsupiale possa essere un, seppur piccolo, ostacolo al dibattito parlamentare. Ma di certo non è paragonabile alla tanto contestata tagliola già ampiamente usata alla Camera! Qualcuno ha parlato di immaturità politica del parlamentari del Movimento. Personalmente mi stupisco che ci siano giornalisti che paiono accorgersene solo ora. Mi sembra che i senatori grillini siano stati presi dalla voglia di partecipare ad una specie, come quelle che fanno tra loro gli adolescenti. Solo che se i maschi sui 15/16 anni gareggiano per chi ce l’ha più lungo, i senatori a 5 stelle fanno a gara per essere i meno compromessi possibile. Perché si sa, il canguro è proprio una brutta bestia, ed il PD l’origine di tutti i mali.
E in mezzo a cotanto disordine nel Movimento, con i parlamentari grillini contestati (e non solo su internet) Grillo che fa? Non pubblica nulla sull'argomento (né sul sacro blog né sugli amati social network). In compenso si traveste da tigre e da lupo per scappare ai cronisti. E pensare che quando ero piccolo avevo un ricordo ben diverso dell’uomo tigre. A quanto pare, il Grillo Tigre è un po’ diverso...
Per fortuna è arrivata un’intervista a La Stampa del buon Di Battista che ha fugato ogni dubbio. Per il deputato di punta del Movimento la legge sulle unioni civili è sì importante. Ma non così tanto. Ce ne sarebbero almeno altre 20 importanti uguali se non di più. Altre belle battaglie da combattere fino all'ultimo sangue, anche contro chi potrebbe essere un loro alleato. Altre 20 battaglie da sacrificare sull'altare dell’intransigenza e della coerenza più integraliste. Tanto in caso di sconfitta possono sempre dare la colpa al cattivissimo PD. E in caso di vittoria si può sempre usare lo stratagemma del complotto ordito contro il Movimento.

Ora, ad una settimana di distanza si torna sull'argomento. Il ddl è stato modificato. La stepchild adoption, tanto difficile da pronunciare per i nostri parlamentari, è andata in soffitta. Con buona pace delle loro prodezze linguistiche.
Indipendentemente da come andrà oggi sarà un successo. Ma un successo per davvero.
Come nei migliori concorsi a premi tutti alla fine avranno ottenuto qualcosa. Chi un po’ di più chi un po’ di meno. Ma nella sostanza nessuno tornerò a casa a mani vuote.

Per primo Renzi. L’aveva promesso ed è riuscito a portare a casa il risultato. E non solo: è riuscito  ricompattare il proprio partito e ad evitare che la fronda cattodem gli rovinasse tutto. Poco importa se ha perso qualche cosa nelle intenzioni di voto. Sa benissimo che si può recuperare. La strada verso le prossime tornate elettorali è ancora molto lunga.

Hanno vinto i fondamentalisti cattolici nel PD. Da minoranza sfigata sono diventati l’ago della bilancia. Il partito ha dovuto corteggiarli e accettare il loro “contributo” alla legge.
Situazione analoga per i centristi di NCD. Angelino ed i suoi hanno potuto prendersi una bella rivincita permettendosi pure un'infelice battuta sulla fedeltà nelle coppie gay. Entrambi questi gruppi, centristi ed i cattodem, possono uscire a testa alta. Non hanno fatto ostruzionismo contro un così importante obiettivo del Governo.

Può sorridere Verdini. Ha ottenuto più di tutti quello che voleva: un posto in maggioranza. Dopo tanta fatica a raggranellare parlamentari, alla fine tanto duro lavoro gli ha permesso di raggiungere l’agognato obiettivo! Alla fine ha avuto ragione Denis, Il PD in questo momento sembra soffrire di amnesia. I parlamentari democratici si erano stracciati le vesti al minimo indizio di compravendita di senatori all'epoca della caduta del Governo Prodi (cioè due o tre ere politiche fa). Oggi, invece, pare tutto a posto, normale. Davvero un bell’esempio di bipensiero nel senso più orwelliano possibile. Non so che coraggio possa avere certa gente di fronte ai propri elettori. E dopo Denis, pure i (pochi) fedelissimi di Flavio Tosi presenti in Parlamento si preannunciano come la nuova stampella di Renzi. Aggiungi un posto al Governo che c’è un amico in più.

Possono sorridere i petastellati. La tempesta politica della settimana scorsa pare ora quietarsi e allontanarsi. Hanno perso qualche simpatizzante, sì, ma la loro base pare essergli rimasta fedele. Inoltre l’approvazione del ddl permette di lavare le coscienze politiche dall’infamante accusa di essersi opposti al ddl solo per fare uno sgambetto a Renzi. E poi un’approvazione a colpi di maggioranza è un ottimo motivo per dedicarsi al loro sport preferito: criticare il PD. Ci vorrà un po’, ma anche gli aspetti più sospetti di questo travagliato iter parlamentare, piano piano, cadranno nel dimenticatoio. Dal presunto abbraccio Airola, i senatori di FI e Calderoli (rivelatosi poi una bufala), lo strano SMS ricevuto dalla Cirinnà per non parlare dell’atteggiamento tutt'altro che chiaro tenuto dal Partito di Beppe sul ddl.

Può festeggiare pure uno come Calderoli, che è riuscito a ricavarsi un bel siparietto sproloquiando a caso di San Pietro con i tabulati elettronici delle votazioni e Renzi all'inferno. Incredibile che uno sposato con rito celtico d’improvviso diventi più cattolico del Papa e in grado di profetizzare sulla destinazione nell'aldilà dei suoi avversari politici! Più che politico il Robertone leghista mostra di avere il carisma e la capacità oratoria degne di un telepredicatore.


In conclusione si può dire che il ddl Cirinnà è stato un gran bell’affare per tutti. Chi più chi meno. Tranne forse per le coppie di fatto che vivono in Italia. Verdini, con il suo solito modo di fare diretto e conciso lo ha saputo spiegare meglio di tutti: “chissenefrega dei gay, non è questo il punto. Qua il punto è politico”. Siamo arrivati al divorzio della politica dalla realtà?

sabato 16 gennaio 2016

L'inglese evanescente

L’ultimo dell’anno, chi ha guardato il discorso sul sacro blog di Beppe del sacro leader avrà scoperto che l’amato Movimento dalle 5 Stelle è governato da “un fantasma, un ologramma”. Un ologramma però piuttosto corpulento e che si lamenta della politica e dell’economia con una bella terminologia buttata qua è là (vedi hedge found) per infarcire un discorso altrimenti pervaso di vuoto cosmico.
Se invece si guarda ai post precedenti al discorso olografico si troverà una notizia davvero sorprendente: il prestigioso Financial Times ritiene il M5S maturo per governare. Subito sotto al titolo del post campeggia una pagina di giornale con il titolo “Five Star Movement comes of age”. Per la cronaca NON vuol dire che è maturo, ma che matura. Il titolo dell'articolo online è però ben diverso. Esso è “Italy’s Five Star Movement wants to be taken seriously”. Non so, per me c’è una bella differenza tra “l’essere pronti per governare” ed il “voler essere presi seriamente”. Oltre al titolo, anche il resto della traduzione dell’articolo è perlomeno distorta e manipolata per fini politici. Il termine "populist" incredibilmente svanisce, ed anche i giudizi politici sono più pesanti e meno neutrali.

Una domanda sorge spontanea: perché pubblicare una caricatura di traduzione, tra l'altro di un articolo che parla piuttosto bene del M5S, dato che il testo originale non è difficile da reperire su internet?
Ma veramente Grillo, o chi gestisce il blog per lui, ha una così bassa stima dei seguaci del Movimento? Non pensa che qualcuno possa voler andarsi a leggere la versione originale e divertirsi al gioco “trova le differenze”? o pensano che i grillini siano tutti analfabeti funzionali incapaci di tradurre alcunché dall'inglese?

eh sì, il MoVimento vuole essere preso sul serio. Sul serio quando fa politica sul territorio e per il territorio (chi ha parlato dei voti della camorra??), sul serio quando si parla di sradicare il marcio che può infiltrare nelle proprie liste, quello delle scie chimiche come credo religioso, del Bildemberg, dell’interrogazione parlamentare sugli androidi (chissà se saranno già in mezzo a noi!1!) della strumentalizzazione ad ogni costo di disgrazie varie ed eventuali(vi ricordate dell’Ebola?).

A quel manipolo di terroristi che sono i rancher americani che hanno occupato un edificio federalea Burns, nell’Oregon, dopo la richiesta di ricevere beni di prima necessità, alcuni buontemponi si sono divertiti inviando vagonate di sex toys.
Se non costassero così tanto bisognerebbe spedire a Grillo qualche dizionario della lingua inglese...



martedì 8 dicembre 2015

L’arte di perdere le elezioni (anche quelle a cui non si partecipa)

Il passato weekend sarà ricordato per il risultato del primo turno delle regionali in Francia che hanno consacrato il Front National di Marine Le Pen come primo partito di Francia. Ma un’altra importante elezione si è svolta nel medesimo fine settimana: le elezioni parlamentari in Venezuela.
Se in Francia il risultato era quasi scontato, in Venezuela c’è stata la sorpresa di vedere la coalizione del presidente Maduro (GPP) battuta dall'opposizione. Opposizione, che non aveva mai conquistato così tanti seggi, in totale 112 su 167, ottenendo così la maggioranza qualificata di 2/3 del Parlamento e di conseguenza alcune importanti poteri (vedi schema). Una vittoria epocale.
Dopo gli anni di Chavez, in cui lui e la dirigenza socialista hanno potuto fare tutto ciò che volevano del Venezuela (per approfondire consiglio questo documentario), anche il suo delfino Maduro non si è dimostrato più democratico e civile del suo compianto predecessore. Già il modo con cui aveva spazzato via le proteste di piazza dopo la sua elezione non avevano lasciato adito a dubbi. Per non parlare poi delle violenze verso i manifestanti anti-chavisti e gli arresti mirati, con accuse sempre relative alla corruzione, dei leader dell’opposizione. Senza contare l’incapacità della classe dirigente di risollevare l’economia nazionale, tra fosche previsioni di default, grande povertà e scarsità di beni di prima necessità.
Di fronte a questo sfacelo politico era perfettamente prevedibile il risultato delle elezioni. Per tutti tranne che per Nicolas Maduro, che a reti unificate (esattamente come amava fare il suo predecessore...) afferma che la crisi economica è tutta colpa del capitalismo internazionale (e di chi se no?) che starebbe facendo una guerra economica alla nazione. Insomma, per spiegare una sconfitta così eclatante il presidente si è lasciato andare al più bieco complottismo, arrivando alla fine a paragonarsi a Salvador Allende. Nel frattempo a Caracas e nelle altre principali città del Paese caroselli di auto festeggiano il risultato delle elezioni.

Ed in Italia? Il partito della Rifondazione Comunista ha pubblicato sulla sua pagina facebook questa immagine pro Maduro a firma dell’ala giovanile del partito. Per fortuna nei commenti, oltre ai nostalgici di Chavez (che in mancanza di altro possono sempre pregarlo e venerarlo...), c’è chi si inizia a chiedere come sia possibile che tutto ciò che Rifondazione tocchi si trasformi in un disastro elettorale.
Pure l’articolo apparso sul sito del Partito: “L’Arte di vincere si impara dalla sconfitte” ha un che di déjà-vu. Ovviamente nell'articolo si fa riferimento ai grandi nemici esterni (ovviamente gli USA), i quali vorrebbero tanto distruggere questo grande paradiso di democrazia, civiltà e socialismo.

Insomma, il partito della Rifondazione Comunista sembra una specie di Re Mida. Ma al contrario. Anziché tramutare in oro ciò che tocca lo incenerisce. Che si tratti di simpatie per persone/partiti esteri o di coalizioni, rivoluzioni, federazioni o arcobaleni assorti nostrani, il risultato non cambia. E di sicuro a chi scrive le notizie sulla loro pagina manca il senso del ridicolo.

martedì 24 novembre 2015

Ma andate all'inferno!

Si continua a parlare della strage di Parigi. E non poteva che essere così. Delle stragi in luoghi lontani, in un qualche modo, riusciamo a farcene una ragione. Pure se tra le vittime ci sono degli europei. Di chi muore vicino a noi no. Ci costringono ad un senso di insicurezza, ci avvisano che il rischio è anche vicino a noi. Che la morte può non essere distante.

Di fronte a tanto sangue viene spontaneo, per certuni, di appellarsi al più becero complottiamo pur di spiegare ciò che non riescono a capire. Pur di trovare una spiegazione logica, almeno per loro stessi. D’improvviso la mano che ha armato i terroristi diventa il Mossad israeliano (date un'occhiata ai commenti di questo articolo...), anzi, ancora meglio: tutta la strage è una grande farsa!! Quale risposta migliore per togliere la paura??

Purtroppo c’è chi ha fatto di meglio. Ci sono i catto-complottari bigotti.
Ok, già una certa stampa italiana ha dato il peggio di sé dimostrando un pressapochismo ed una ignoranza senza pari. Per diverse testate nazionali gli Eagles of Death Metal, il gruppo che suonò quel maledetto venerdì sera al Bataclan, sono un gruppo metal, quando sarebbe bastato dare un'occhiata su wikipedia e vedere alla voce “Generes” per capire che NON fanno metal. Ma tant’è, hanno quella parolina, quel “metal” nel nome e questo deve aver condotto ad associazioni di pensieri un po’ frettolose ed azzardate. Ma Dell’Arti sul Corriere dello Sport e Cazzullo sul Corriere della Sera hanno raggiunto livelli di pressapochismo davvero sconcertante. Per il primo “I musicisti del complesso Eagles of the Death Metal (nome mai apparso tanto cretino come l’altra sera, “Aquile del Metallo Mortale”) se la sono data a gambe levate al primo scoppio e ne sono usciti illesi.”. Tralasciando la penosa traduzione dall'inglese del nome della band, il giornalista li accusa di essere dei codardi e di essere scappati (non di essersi messi in salvo, ma di essere scappati!) alla prima raffica di mitra. Una cosa davvero disumana! Il suo collega Cazzullo, invece, storpia brutalmente il nome della band californiana, che per lui (anzi, grazie a lui) si trasforma in “Eagle of Death, l’Aquila della morte” (ma poi perché questa brutta abitudine di tradurre i nomi dei gruppi??), di cui “si discetta molto in rete”. Su quale rete non è dato sapersi, dato che il gruppo ha un altro nome. Di fronte ad errori così grossolani solo nel riportare gli eventi non si può che essere d’accordo con Galeazzi su Rolling Stone: non sapere sarà anche lecito, ma il silenzio sì, quello è davvero una gradita cortesia.

Come ho detto prima, c’è di MOLTO peggio. Si parte con l’Elefantino su Il Foglio che ci riporta il testo di “Kiss the Devil”, la canzone che la “heavy death metals”  (!!!) stava suonando nel locale quando è iniziata la strage. Per fortuna ci ha risparmiati dalla traduzione del testo, riportato fedelmente nell'articolo in lingua originale, portato come prova della decadenza della civiltà occidentale. In risposta, pochi giorni dopo, si è vista la lettera di ringraziamento dell’onorevole Carlo Giovanardi a Ferrara per averlo edotto dei testi degli Eagles of Death Metal, portandolo a pensare ad una “coincidenza demoniaca”. Interessante notare che il parere di Giovanardi è molto simile a quello del dj antisballo (???) Aniceto. Secondo questo pittoresco soggetto il gruppo inneggiava a morte e sofferenza (si sarà scordato di nominare anche il demonio??) e che di questa cosa non ne abbia parlato nessuno. A sentire il dj e Giovanardi pare quasi che ci sia una cupola satanista che provi in tutti i modi ad impedire di conoscere i testi satanici di questo gruppo. Testi facilmente trovabili in internet!
Purtroppo l’universo di blog e siti di controinformazione complottaro-bigotta, forse eccitata da articoli di questo genere, ha scaldato i motori. Ed i risultati non hanno tardato a mostrarsi. Sul sito “cristianitoday” è apparso un articolo (ora rimosso) dal titolo piuttosto eloquente: “E fu così che inneggiando al demonio si scatenò l’inferno al Bataclan”. Un articolo che, per chi come me, ha avuto la possibilità di leggerlo, ha rivelato risvolti davvero esilaranti. Dalle chitarre “elettroniche” con cui il gruppo produce un fracasso assordante alla canzone “Kiss the Devil” tradotta come “bacia al diavolo”. Il tutto infarcito da richiami complottari di bassa lega tipo il “Coincidenze?”. Come a dire: se non avessero inneggiato al demonio ma avessero suonato delle sigle di cartoni animati probabilmente non sarebbe successo nulla! Se questa teoria fosse corretta cosa dovrebbe succedere ai prossimi concerti di Gorgoroth, Dimmu Borgir, Mayhem? Tutti gruppi che inneggiano davvero al demonio. Sì, perché solo in pochi si sono resi conto che in realtà il brano degli Eagles of Death Metal non era altro che una riproposizione scarna e manieristica del vecchio cliché del rock satanico. Io nella canzone ci ho trovato una vena di humor ed ironia verso il rock stesso e certe sue tematiche luciferine. Quindi è mooolto probabile che gli Eagles of Death Metal non siano una band satanica. Se ne avete voglia e tempo, vi consiglio di farvi la vostra idea. Perché altrimenti altri potrebbero suggerirvi le loro. E potreste anche crederci.
Anche sulla morte di Valeria Solesin nell'attentato al Bataclan si sono sprecati i complottari bigotti. L’elenco delle oscenità pubblicate è lungo. C’è chi si domanda con sospetto se fosse battezzata (ovvio: sarebbe un chiaro segno di satanismo!), chi mette allegramente sullo stesso piano carnefici e vittime.

Non voglio addentrarmi oltre in questi ambienti complottari. Sono sufficientemente schifato.
In conclusione ho alcune considerazioni da fare:
  • dalla vicenda si apprende che alcuni giornalisti italiani hanno davvero delle ottime capacità con la lingua inglese;
  • gli Eagles of Death Metal (o in qualsiasi altro modo vogliate chiamarli) sono una spietatissima band "heavy death metals" che inneggiano nelle loro canzoni al demonio, a satana e a belzebù contemporaneamente. Quando si stancano e vogliono cambiare argomento scrivono canzoni che raccontano quanto siano belle la morte e la sofferenza;
  • il suddetto gruppo suona chitarre elettroniche e con esse produce un fracasso infernale;
  • tutti i fans della band, i loro amici e gli amici degli amici sono satanisti dichiarati;
  • Ferrara è un grande critico musicale ed esperto conoscitore della musica rock.
  • in ultimo, cari complottari bigotti, vi chiedo chiedo gentilmente se voi e le vostre cretinate possiate andarvene allegramente al diavolo!!!




Your paradise doesn't sound too fetching / It's not only your souls which must be lost / Hell is other people / Yes, too right, my hell is you.


lunedì 16 novembre 2015

Sciacalli ed avvoltoi

Sono ancora vivide le immagini di quanto successo a Parigi venerdì scorso.
Di fronte a più di 100 morti le cui uniche colpe sono state quelle di aver deciso di uscire in un venerdì sera qualunque per andare a mangiare fuori, o per andare ad un concerto rock non ci sono parole.
Pure Marine Le Pen, in un primo momento ha twittato che le campagne del FN erano sospese “fino a nuovo ordine”. Ma in Italia, si sa, siamo più avanti dei nostri cugini d’oltralpe, e poco dopo la strage si sono visti i peggiori commenti sui social network. Il punto è che a vomitare odio in rete sono stati politici di livello nazionale (qui trovate un edificante compendio).
Si parte da Salvini. Come non potrebbe, il segretario leghista più social che si sia mai visto, non dire la sua? Si comincia con un bel riassunto del programma elettorale della Lega: barricate alle frontiere, centri di cultura islamica passati al microscopio e rivoltati come calzini. Più l’immancabile blocco degli sbarchi. Poco importa che ormai la propaganda del Daesh passi maggiormente via internet che attraverso imam. Poco importa che sulle nostre coste sbarchino anche siriani in fuga da coloro che hanno voluto e organizzato gli attentati di Parigi. 
Dopo il primo post il Matteone dell’opposizione pare prenderci gusto componendo pure l’equazione “Buonisti=complici” che, perlomeno, meriterebbe delucidazioni su chi sono questi pericolosissimi buonisti. 
Anche altri esponenti leghisti, forse animati dal desiderio di non sfigurare di fornte ai tweet del loro segretario, si sono lasciati andare a dichiarazioni “interessanti”. Uno per tutti, il deputato Gianluca Pini, che ha promesso di prendere “a calci nel culo” chi proverà a parlargli di islam moderato. Già l’uso della violenza per argomentare le proprie idee ha per me quel vago sapore di ventennio; ma il significato del suo post mi lascia perplesso: quindi, per il depuato leghista, tutti gli islamici sono degli spietati tagliagole vogliosi di invadere l’occidente? E come mai tra le vittime dei terroristi in Siria ci siano soprattutto musulmani?
Ed ora passiamo a Maurizio Gasparri. Secondo il senatore di FI dal giorno dopo la strage si sarebbe dovuta iniziare una risposta militare senza pari contro i terroristi, oltre alla chiusura delle frontiere e alla messa sotto controllo di "tutti gli islamici in circolazione". A parte la scarsa originalità in merito alla chiusura delle frontiere (vero  proprio leit-motiv della destra italiana i questi anni ripetuto ossessivamente come un mantra), abbiamo una vera e propria chicca: la messa sotto controllo di tutti gli islamici in circolazione. Gasparri non specifica se con il termine “in circolazione” intenda designare gli islamici in Italia, nel Mondo, o nel quartiere dietro casa sua. In ogni caso i seguaci di Maometto su questo Pianeta pare siano più di 1.300 milioni, mentre in Italia sarebbero circa 850.000. In ogni caso troppi per pensare ad un verosimile sistema di sorveglianza. Quindi o Gasparri pensa a forme di controllo a distanza degne di 007 o quella del senatore è solo una bella sparata per attrarre voti.
Vorrei chiudere questo riduttivo tour dell’odio con la, ormai nota, copertina di Libero di sabato.


Forse è ora di chiederci SERIAMENTE cosa sono diventate la politica italiana ed il giornalismo in questo Paese.

mercoledì 14 ottobre 2015

Islamisti di tutto il mondo unitevi!

In un comunicato stampa, il PMLI (Partito Marxista-Leninista Italiano) ha dichiarato di appoggiare il sedicente califfato islamico. L’unica nota positiva all’interno del suddetto comunicato che ho potuto trovare è stata l’incredibile concisione. Quasi imbarazzante, se si pensa che si tratta di un comunicato ufficiale di un partito comunista. Pare infatti che tra i seguaci italiani di Marx ci sia una sotterranea, quanto spietata, gara a chi scrive articoli il più lunghi, noiosi ed inconcludenti possibile.
Ma facciamo un passo indietro per capire chi sono i figuri che si celano dietro al PMLI. Il partito è stato fondato nel 1977. L’eterno segretario di partito è Giovanni Scuderi (lo è dalla fondazione del partito stesso), dimostrando una capacità di resistere al potere da fare invidia alla dinastia dei dittatori nordcoreani. Il PMLI, nonostante il bassissimo numero di tesserati, era già balzato agli onori delle cronache per la sua esaltazione di Lenin, Stalin e Mao, con relative ricorrenze ad essi correlate (es. buon compleanno Lenin!) oltre alle campagne elettorali pro astensionismo. Ovviamente per questi veri bolscevichi la democrazia è solo un inganno borghese per legittimare lo sfruttamento dei lavoratori. In compenso, per usare un eufemismo, a questi la lotta armata sembra non dispiacere troppo, oltre ad avere una granitica quanto puerile fede nella rivoluzione che loro, e solo loro potranno compiere in Italia.
Frugando tra i documenti del PMLI, appare che le simpatie verso il califfo ed i suoi sgherri non fossero così velate già da diversi mesi. Insomma, nonostante tutta la sinistra, da SEL fino ai gruppi anarcoinsurrezionalisti, passando dai centri sociali si schiera accanto ai socialisteggianti curdi, il PMLI va in senso opposto. Il motivo? Il califfo è anti-imperialista e soprattutto anti-amenricano. Che poi voglia farsi un impero suo personale è probabilmente secondario per questi fini analisi di politica internazionale. Talmente fini che al confronto il compagno Enrico Rizzo (ex PdCI, ora PC) sembra un grande modernismo e di strategia politica. Poco importa lo scarso grado di marxismo dimostrato dal califfo. L’odio verso il comune nemico permette di superare qualsiasi barriera. Poco importano i motivi per cui le potenze internazionali si sono schierate contro il Daesh.  
In conclusione, oltre alla notizia in sé, nulla di nuovo. Come sempre la sinistra italiana, in tutte le sue sempre più numerose e diversificate declinazioni e versioni (che sia una vera e propria scelta strategica?) si ostina ad osservare la realtà, nazionale ed internazionale, attraverso gli occhiali distorti e distorcenti dell’ideologia. Ciò permette pure che un piccolo gruppetto di ridicoli nostalgici possa simpatizzare per un branco di tagliagole così poco marxista e che probabilmente avrebbe di seri problemi con l’ateismo di stato.
Insomma, da una parte abbiamo degli estimatori di dittatori sanguinari, che sono passati alla storia per le loro epurazioni, purghe, soprattutto verso gli avversari politici e per l’aver promesso un evanescente paradiso terrestre ai loro sudditi. Dall'altra abbiamo un branco di esaltati agli ordini di un “dittatore” (anche se a loro piace chiamarlo califfo) in grado di compiere le peggiori atrocità verso minoranze etniche, religiose e, più in generale, verso chiunque ritengano indesiderato. Il tutto condito da una propaganda che, oltre a esporre decapitazioni e uccisioni di infedeli, prova a mostrare come la vita quotidiana nel Daesh non sia così male.  

È proprio vero: tra simili ci si comprende sempre.

mercoledì 16 settembre 2015

#freeBeppe!!!

Notizia di ieri, il Beppone nazionale è stato condannato per diffamazione. Stupefacente, per uno che infarcisce i comizi politici di frasi di senso compito tra un insulto e l’altro. Chi ha un po’ di memoria si ricorderà che non è esattamente la prima volta che capitano questi incidenti di percorso al comico genovese. Già nel 2001, con la Montalcini, si era creata una spiacevole situazione dal modico costo di 8mila euro. Ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio... Comunque, il caso Montalcini non è stato né il primo né l’ultimo problema di Grillo con la legge. In effetti la carriera giudiziaria di Grillo si presenta variegatae a tratti sorprendente (soprattutto in ambito edilizio).
Ma torniamo al caso incriminato. Nel maggio del 2011, durante un comizio del M5S Beppe se la prende con il professor Franco Battaglia, docente della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ad Anno Zero di Santoro aveva parlato degli effetti sulla popolazione delle radiazioni dopo i disastri nucleari di Cernobyl e Fukushima. Durante il comizio incriminato il comico genovese, con il suo solito aplomb, ha affermato che “Non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, e mi riferisco a Battaglia che è un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci, ti mando via dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera”. A parte che a denunciare pare sia stato solo il professore, va detto che ildiscorso di Battaglia ad Anno Zero è stato lacunoso e non del tutto vero. Occorre anche dire che egli non è a libro paga di nessuna multinazionale. La denigrazione del nemico politico di turno facendolo apparire come una marionetta dei poteri forti (in questo caso delle cattivissime multinazionali, ma intercambiabile con: massoni, élite politiche, partiti politici o altro ancora a seconda della fantasia e dell’ispirazione) è un’arma politica ampiamente abusata dai penta stellati.
Ovviamente sul sacro blog è partito il piagnisteo grillino. Incredibile! Le condanne, di qualsiasi grado, definitive o meno, degli esponenti politici di qualsiasi partito sono oggetto di beffe, battute o scherno da arte dei grillini. Ma quando ad essere condannato è il Caro Leader, il pronunciamento del giudice assume tutto un altro significato. Diventa come la cicatrice per il lottatore o la medaglia per il generale: fonte di orgoglio.
Il paragone finale con Mandela e Pertini è quanto di più assurdo e, contemporaneamente, esilarante potessi leggere. Esso è entrato di diritto nella mia top ten delle migliori sparate grilline. Penso che ci voglia davvero tanta sfacciataggine per paragonarsi ad un Pertini o ad un Mandela. Specie se ti hanno condannato ad un anno di reclusione per diffamazione. E ancor di più se la condanna NON è definitiva, mancando ancora un grado di giudizio più la Cassazione. Sappiate inoltre che, contrariamente a quanto scritto sul sacro blog di Beppe, difficilmente Grillo finirà dietro le sbarre.
Penso che a fare sparate di questo tipo, che volersi paragonare ai grandi che hanno fatto la Storia, siano un lampante indice della megalomania del soggetto e del suo ormai scarso senso della misura e della decenza.
Ma tanto nel calderone grillino tutto fa brodo. Quello che oggi scandalizza ed indigna i grillini domani sarà dimenticato e rimpiazzato da un altro post sul blog o su TzeTze o su LaCosa con cui scandalizzare e indignare le masse pentastellate.
Ma nel frattempo sul web sarà un fiorire di #freeBeppe. E per non fare un torto a nessuno anche di #freeMandela e #freePertini. E già che ci siamo perché non #freeancheMioCuggino???


P.S.: quasi dimenticavo: #freeMarò e #freeCorona!!!!