domenica 10 maggio 2015

Scontri e tafferugli


Negli ultimi tempi sembra che diversi gruppi, per le motivazioni più disparate, pretendano di esprimere le loro posizioni a suon di bombe carta, molotov e devastazioni assortite.
Le danze le hanno aperte i tifosi di Juve e Torino per il derby di tre settimane fa. Un gruppo di appassionati del Toro hanno espresso la loro contrarietà verso i giocatori della squadra avversaria a suon di sassi contro il bus che stava portando la squadra allo stadio. Ovviamente a tale gentilezza i tifosi juventini hanno cordialmente risposto con il lancio di bombe carta. 
Successivamente, un gruppetto di anarchici, anarcoidi e affini ha messo a ferro e fuoco il centro di Milano per protestare contro l’apertura dell’EXPO. I democraticissimi manifestanti hanno causato qualcosa come 3 milioni di euro di danni.
Per finire, il 3 maggio, a Bologna il premier Matteo Renzi, venuto in città per un comizio alla Festa dell’Unità, è stato contestato da un gruppo di ragazzi dei collettivi. I suddetti hanno tentato di sfondare il cordone di polizia che gli impediva di accedere all'area del comizio e sono partite le manganellate. Bilancio finale:  una manifestate con un braccio disarticolato ed un’altra ferita alla testa.


Adesso mettiamo un po’ d’ordine. Partiamo dal primo episodio, gli scontri allo stadio. Come qualcuno ha fatto notare di emergenza violenza negli stadi se ne parla da tanti di quegli anni e, nonostante le belle parole dei politici di turno, non si sono visti cambiamenti sostanziali. Di tanto in tanto ci scappa il morto, segue periodo di controlli più rigidi, ma dopo un po’ sembra che tutto torni, un po’ gattopardescamente, come prima. Lo stadio, per un qualche strano motivo tutto italiano, continua ad essere una zona franca in cui poter esprimere liberamente la propria voglia di violenza e di distruzione. Una bella valvola di sfogo per tutte le tensioni politiche, sociali o altro (sull'argomento un vecchio gruppo punk cantava: “come un branco di salami picchiamo con le mani i poveracci come noi”). Nel secondo caso, gli scontri a Milano, il Ministro degli Interni Angelino Alfano si è dato al contorsionismo politico, definendo una giornata di guerriglia urbana come un grande risultato, frutto di un comportamento impeccabile da parte delle forze dell’ordine. Quindi deduco che lasciare devastare intere vie da gruppi di cretini per cui “se non dai fuoco alla banca sei un coglione” è giusto. Ottimo ragionamento. Però non capisco una cosa. Com'è possibile che a Milano ai violenti è stato lasciato fare tutto quello che volevano e a Bologna non ci sono stati ripensamenti sul caricare un gruppetto di facinorosi che voleva sfondare un cordone di polizia? Non voglio giustificare gli anarcoidi che hanno partecipato agli scontri al parco della Montagnola visto che sono stati loro a provocare cercando di sfondare il cordone di polizia, capisco la volontà di difendere il premier e chi lo stava ascoltando, ma per me si è esagerato.

Riassumendo: se sfasci tutto allo stadio, in un corteo anarchico o vuoi contestare Renzi potresti avere risultati molto diversi. In un paio di casi potresti muoverti indisturbato e fare quello che ti pare; nell'altro potresti finire all'ospedale.

lunedì 6 aprile 2015

I suini non sono più leghisti?

Notizia di alcuni giorni fa, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini è andato in visita in un campo nomadi a Milano. In questo nulla di nuovo, oramai il Matteo d’opposizione colleziona visite ai campi di mezza Italia, usando queste sue comparsate come arma politica per attrarre like e follower sui social network e, forse, voti nelle urne.
Ma questa volta qualcosa non ha funzionato. Il tentativo di farsi una bella foto ricordo con un maiale lì presente (magari da condividere subito dopo su facebook) non è andato a buon fine. Il maiale ha fatto un mezzo (ma proprio mezzo!) accenno di carica verso il leader leghista e lui si è rifugiato tra le braccia dei membri del suo staff. Come a dire: oltre la foto su facebook nulla.

Eppure alcuni anni fa i rapporti tra i leader del Carroccio ed i suini erano molto buoni, c’erano le gloriose passeggiate al fine di evitare il proliferare di pericolosissime moschee. Ma forse i tempi sono cambiati. Adesso che qualche omino con la cravatta verde ha raggiunto la stanza dei bottoni queste trovate goliardico-folkloristiche non sono più necessarie. Bastano assurde norme urbanistiche ed il gioco è (quasi) fatto.

A parte questo simpatico siparietto (su cui altri hanno già giustamente speculato) assolutamente nulla di nuovo. Solo le solite vuote sparate, del tipo che “se cifosse un sindaco leghista [a Milano] i campi nomadi sarebbero chiusi in seimesi con le buone maniere”. Insomma, ha dato sfogo al suo repertorio già trito e ritrito.

In fin dei conti nel contrasto a queste forme di propaganda ha potuto più un simpatico maialino che schiere di anarcoidi capaci di lanciare insulti e, all’occorrenza, sassi. E comunque diciamocelo, a parte le felpe poco fantasiose, la geniale imitazione di Crozza (come dimenticarci dei “tombini di ghisa!”) e le crociate simil-Le Pen sull’immigrazione, cosa rimane del nostro Matteone (quello non al governo of coarse)? Un bel fermo immagine di lui spaventato da un esemplare di Sus scrofa domesticus “zingaro”. 

P.S.: le immagini usate in questo post provengono da: http://italianoestero.blogspot.it/2014/01/sulle-moschee-in-italia-non.html e http://www.huffingtonpost.it/2015/04/02/matteo-salvini-visita-campo-rom_n_6993526.html

lunedì 2 marzo 2015

Più forte ragazzi!

Qualche giorno fa, alcuni intelligentissimi membri di collettivi bolognesi, di cui avevo già lodato le capacità democratiche , sono riusciti a sorpassare ogni record.
Prendere a sassate l’auto di Salvini in visita ad un campo nomadi era, oggettivamente, un “vinci facile”. Ma fare a botte tra di loro no, per quello occorreva davvero un certo impegno. E i nostri amici kompagni dei collettivi ci sono riusciti!
Ma presentiamo gli attori in scena. I collettivi interessati sono 3: Cua (vicino al centro sociale Crash), Làbas (legato al centro sociale Tpo) e Hobo (responsabili dell’inseguimento e delle sassate all’auto di Salvini).
Le danze le hanno aperte Cua e Làbas che, circa un mese fa, avevano alcune cosucce da chiarire. Ora invece anche quelli di Hobo si sono messi in mezzo alla grande scazzottata anarchica scontrandosi con il Cua presso via Filippo Re.
Ma perché cotanta violenza? Il motivo è presto svelato: il motore (e la benzina) di questi scontri sono (molto semplicemente) i soldi.
Immagino che un qualche simpatizzante di costoro possa esserci rimasto male, ma queste botte non sono effetto delle loro ideologie!
I denari sopra accennati sono quelli che i collettivi ricavano usando a loro piacimento le aule della Scuola di Lettere, in particolare quelle in via Zamboni, per organizzare feste, aperitivi, incontri e quant’altro con l’obiettivo (non troppo nascosto) di autofinanziarsi. In sostanza, come le migliori mafie, i collettivi universitari bolognesi si incontrano e scontrano per il possesso del territorio. Capisco che il ricavato delle loro iniziative venga impiegato per pagare le spese processuali di anarchici e anarcoidi dei rispettivi gruppi con qualche problemuccio con la legge, e che quindi gli organizzatori degli eventi si intaschino relativamente poco (o forse nulla), ma non è giusto che una ristretta minoranza possa ritenersi padrona di aule universitarie e usarle a proprio piacimento, magari causandopure dei danni. E non mi fa davvero ridere quanto dichiarato dai kompagni del Cua, che vedono giochi elettorali per l’elezione del nuovo rettore dell’Università e attacchi all’autogestione degli studenti, tutto per giustificare i loro smerci di alcool a feste che, secondo loro, dovrebbero rientrare dentro a non ben definiti “percorsi culturali”.
Personalmente, di fronte ad ogni nuova iniziativa dei kollettivi in università, non sono né uno di quelli che si straccia le vesti al grido di “usano per loro uno spazio di tutti” né uno che accorre per rimpinguargli le casse. In università anarcoidi e comunistoidi vari e assortiti ci sono sempre stati e, probabilmente, finché esisteranno le università (ed i fuori corso) sempre ci saranno. Ma questi devono ricordarsi che sono un’esigua minoranza rispetto a tutti gli studenti. E per questo non possono considerarsi padroni delle aule universitarie e farne ciò che vogliono.
Comunque, dato che le posizioni dei rispettivi gruppi verso quanto accaduto mi sembrano un pochino “fossilizzate”, l’unico suggerimento che gli posso dare è: “più forte ragazzi”!! Visto che il dialogo mi pare serva a ben poco in queste circostanze, vi invito a metterci più forza e decisione nel dirimere i vostri contenziosi. Però, una volta finito, vi prego di piantarla con queste pagliacciate, visto che perdete tempo e ne fate perdere ad altri.



P.S.: non so se vi ricordate il geniale kompagno di Hobo che era saltato sul cofano della macchina di Salvini che poi aveva gridato al tentato omicidio. Sì, proprio il nostro riccioluto amico ha partecipato agli scontri con i kompagni del Cua in via Filippo Re e ne ha ottenuto la frattura di una mano e 30 giorni di prognosi. A quanto pare ha dichiarato di esserecaduto, mentre per altre fonti, si sarebbe ferito nel tentativo di rompere con il cascodella moto il lunotto posteriore della macchina dei rivali. In tutta sincerità non so che cosa gli convenga raccontare! Se dire di essere “caduto” (la scusa più vecchia del mondo) o dire di essersi fatto male mentre lottava contro un pericolosissimo parabrezza fascorazzista (su cui a suo tempo la pagina Facebook “Lavia culturale al Socialismo” ci ha già illuminato!)  . Però è abbastanza strano che un attivista del Cua possa avere un parabrezza del genere! Che l'abbia acquistata usata la macchina
??

lunedì 26 gennaio 2015

Rentsi, la fantapolitica e la vittoria di Tsipras

Ebbene, come i sondaggi avevano ampiamente previsto, gli elettori greci hanno premiato SYRIZA ed il suo leader,Tsipras alle politiche di ieri.
Ora, finalmente, la sinistra estrema italiana ha di che gioire e festeggiare. Anche i kalimeri saranno contenti, sono arrivati all'ultimo momento in terra greca e possono festeggiare ubriacandosi e fumandosi cannoni (stavolta non politici) per una vittoria non loro.

Sta di fatto, però, che a SYRIZA ha mancato di poco la maggioranza assoluta nel Parlamento ellenico, fermandosi a 149 seggi sui 151 necessari. In soldoni Tsipras, se gli interessa governare, cosa a cui pare tenere molto, è costretto a cercarsi un qualche alleato. E non ha aperto al PASOK, il partito socialista ellenico, e nemmeno con i comunisti del KKE o con altre formazioni di sinistra (vedi To Potami). Ha preferito fare una trattativa-lampo per governare con ANEL, il partito dei greci indipendenti. Quest’ultimo in comune con SYRIZA ha solo di essere una formazione politica ellenica e l’anti-europeismo. ANEL è un movimento di destra , nazionalista e  anti-immigrati.

Sto provando a immaginarmi le facce dei vari Vendola, Cuperlo e Ferrero. Proprio loro che, un minuto dopo la vittoria esaltavano Tsipras come il grande eroe della sinistra europea. Qualcuno addirittura rivendicando di averlo scoperto e portato in Italia prima degli altri, dimenticandosi che fare politica non vuol dire fare mecenatismo. Immagino la loro reazione di fronte alle dichiarazioni del neopremier ellenico su Renzi e sulla sua visione dell’Europa. A cui di certo non basta scrivere “Rentsi” su di un tweet per nascondere l’imbarazzo e scompiglio causato da una uscita del genere.

Anche sul tema alleanza per governare non si sentono grandi commenti politici, in quel di sinistra. Qualche vecchio leader prova a giocare la carta della novità di quella sinistra e del decadimento dei vecchi canoni politici per giustificare l'insolita coalizione. Come a dire: la nuova via (che passa da destra) per il socialismo. Inoltre attendo di sapere cosa hanno appreso i nostri Kalimeri durante la loro trasferta dell'alleanza di governo. Perché se veramente il modello greco ci insegna come fare politica oggi, al rientro a casa essi dovrebbero insistere per un’alleanza tra i partiti che componevano “L’Altra Europa” e un qualche partito italiano con ideologia conservatrice, anti-immigrati, anti-europeista e un po’ xenofobo. Cioè con la Lega Nord.

Ma qui siamo alla fantapolitica.

domenica 25 gennaio 2015

La brigata Kalimera alla conquista della Grecia

In questi giorni una prode rappresentanza italica si trova nella Terra degli dei Zeus, Afrodite e Dioniso, proprio in concomitanza con le elezioni politiche. Sono fans di Alexīs Tsipras e del suo partito SYRIZA. Il nome che si sono dati i prodi italiani è “Brigata Kalimera”, che in greco vuol dire Buongiorno.
Vi immaginate se alle prossime elezioni italiane se i compagni greci ricambiassero la gentilezza e arrivasse da noi una “Brigata Buongiorno”? Sarebbe lo zimbello di tutta la campagna elettorale.
Ma torniamo alla nostra brigata di eroi. A quanto pare dopo un rapido giro di email gli organizzatori hanno racimolato ben 450 contatti (di cui 200 partecipanti alla trasferta), tra chi chiedeva informazioni sul viaggio, i costi o semplicemente di iscriversi. Il pacchetto ricorda quello dei viaggi vacanze per anziani, periodo: dal 22 al 26 gennaio compresi, viaggio in aereo da € 30 e posti letto fino ad esaurimento posti.
Lo scopo? Ovviamente l’incontro con Alexīs ed il supporto  dei compagni greci. Ma anche l’apprendere un metodo. Raffaella (Una “Kalimera”) racconta che: “In quegli anni [inizio 2000] erano loro a voler imparare da noi. Ora, il contrario”. In sostanza questa bella gita in terra ellenica ha il grande scopo di imparare dall’esperienza di Tsipras nel riuscire a federare tutti i vari frammentini della sinistra ellenica, a dargli l’aspetto di partito compiuto e a renderlo credibile agli occhi degli elettori.
Forse qualcuno si è dimenticato che in Grecia la crisi economica l’hanno pagata molto più cara che da noi. Che da loro sono saltati fuori dei buchi nel bilancio dello Stato da far paura. Non a caso SYRIZA ha fatto della possibilità di non pagare il debito pubblico la sua bandiera politica. Tsipras è riuscito, più di tutti gli altri partiti ellenici, addirittura più dei neofascisti di Alba Dorata, a raccogliere il voto dei delusi dalle passate legislature, il voto di chi la crisi l’ha pagata per davvero. In Italia, per quanto la si possa vedere male, la situazione non è così disastrosa. Inoltre è dal 2007 che la sinistra sinistra prova a federarsi in un qualche modo, prima con “La sinistra – L’arcobaleno”, passando poi per le varie “Federazione della Sinistra”, “Rivoluzione Civile”, fino alla più recente “L’Altra Europa con Tsipras”. Di certo non si può dire che non ci si provi a federarsi, anzi, si potrebbe dire che ci hanno provato troppo! All’inizio per queste coalizioni si sono scelti dei capi politici interni, per poi orientarsi in modo sempre più maniacale alla ricerca di un principe straniero. Di un qualcuno in grado di far miracolosamente risorgere le sorti della sinistra italiana. Queste belle federazioni, coalizioni, cartelli elettorali, o qualunque cosa fossero, si sono dimostrati strutturalmente solidi, tanto che dopo ogni batosta elettorale venivano sciolti per poi essere ricreati sotto forme diverse e con un altro nome. E la storia ripartiva da capo. L’incapacità di sopravvivere alle sconfitte elettorali probabilmente la dice lunga sugli scopi ultimi di queste alleanze...
L’ultimo tentativo in ordine temporale, il listone-ombrello usato per le europee, con il nome di Tsipras, ha raggiunto l’obiettivo sperato, cioè passare la soglia di sbarramento del 4% dei voti. Però se andiamo a vedere quanto i partiti che componevano l’Altra Europa hanno preso alle Politiche del 2013 ci rendiamo conto che alle votazioni per l’europarlamento sono mancati qualcosa come 550.000 voti.
Non voglio dilungarmi ulteriormente sui mali che masochisticamente la sinistra italiana pare autoinfliggersi con grande gioia, ma mi pareva necessario per arrivare alla grande domanda: ma questi cosa sono andati là a fare???
Inaspettatamente, la risposta l’ho trovata in un video. In esso Luciana Castellina ha confermato che sono tutti lì per farsi una “canna politica”. Insomma se ho capito bene sono lì per una botta di entusiasmo, sperando poi di esportare la vittoria politica anche a casa loro. Però questa non è una canna, è onanismo politico.

Finché la sinistra del PD continuerà a creare progetti politici di cartapesta, retti solo dalla statura politica del principe esterno di turno, non ci potrà essere coalizione che in grado di strappare risultati politici decenti. Le strade, a questo punto, sono due: o soffiare sul fuoco della protesta sociale (ove però ci siano abbastanza braci per alimentarlo...) oppure rinnovare la linea politica. A loro la scelta. Ma forse è meglio continuare a fare belle scampagnate (cosa che forse anche il vignettista Biani ha colto...), e sognando future vittorie elettorali.

lunedì 29 dicembre 2014

Fine anno tempo di... votare la panzana preferita!

La sera del 31/12 si avvicina. Un altro anno se ne va. Ma se volete farvi un'ultima risata con le peggiori (o miglio, dipende dal punto di vista) panzane politiche potete andare qui. Scoprirete concezioni geopolitiche avveniristiche ottenute da fonti notoriamente certissime (wikipedia), potrete toccare con mano il provincialismo italiano (tra l'altro su di un tema banale come la distribuzione geografica dei beni protetti dall'UNESCO) e vi stupirete scoprendo che in Scozia sono tutti notoriamente cattolici. Ovviamente non potevano mancare i commenti stupidamente catastrofisti o ripieni solo di vuoto ottimismo sulla nostra economia.
Infine potrete scoprire il vero volto dell'Europa. Non l'unione di stati sovrani, ma una struttura formata da grigi e cattivissimi burocrati che allungheranno le mani, oltre che nelle vostre tasche, anche verso il vostro tostapane!
Fatevi una bella risata e, se vi va, e votate la panzana migliore.

Io nel frattempo mi tengo ben stretto il mio tostapane DOPPIO...

domenica 23 novembre 2014

It's time... for elections

E finalmente ci siamo. Oggi si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna. La campagna elettorale degli scorsi mesi è stata una delle più insignificanti e assenti che si ricordino.
Solo un Salvini contestato dagli anarcoidi ed un Renzi un po' berlusconizzato al Paladozza sono riusciti ad accendere un po' di curiosità negli elettori.
Tra i partiti, il M5S spera in un flop non troppo pesante, specie in una regione in cui i grillini ha avuto il suo primi grandi risultati; il PD spera che i propri elettori abbiano problemi di amnesia e che in cabina elettorale non si ricordino dei casi giudiziari riguardanti Errani e le spese pazze dei consiglieri regionali. Infine la Lega Nord spera di aver solleticato abbastanza i bassi istinti degli emiliano-romagnoli, aiutati (e non poco) dai collettivi.
Se non sapete proprio chi votare vi lascio un suggerimento musicale...


P.S.: dai primi dati pare che l'affluenza alle 12 di oggi sia stata appena sopra al 10%, un risultato piuttosto scarso, se confrontato con quelli passati. Ma da una campagna elettorale così cosa ci si poteva aspettare??