In questi giorni una prode rappresentanza italica si trova
nella Terra degli dei Zeus, Afrodite e Dioniso, proprio in concomitanza con le
elezioni politiche. Sono fans di Alexīs Tsipras e del suo partito SYRIZA. Il nome
che si sono dati i prodi italiani è “Brigata Kalimera”, che in greco vuol dire
Buongiorno.
Vi immaginate se alle prossime elezioni italiane se i
compagni greci ricambiassero la gentilezza e arrivasse da noi una “Brigata
Buongiorno”? Sarebbe lo zimbello di tutta la campagna elettorale.
Ma torniamo alla nostra brigata di eroi. A quanto pare dopo
un rapido giro di email gli organizzatori hanno racimolato ben 450 contatti (di
cui 200 partecipanti alla trasferta), tra chi chiedeva informazioni sul
viaggio, i costi o semplicemente di iscriversi.
Il pacchetto ricorda quello dei viaggi vacanze per anziani, periodo: dal 22 al
26 gennaio compresi, viaggio in aereo da € 30 e posti letto fino ad esaurimento
posti.
Lo scopo? Ovviamente l’incontro con Alexīs ed il
supporto dei compagni greci. Ma anche l’apprendere
un metodo. Raffaella (Una “Kalimera”) racconta che: “In quegli anni [inizio 2000]
erano loro a voler imparare da noi. Ora, il contrario”.
In sostanza questa bella gita in terra ellenica ha il grande scopo di imparare
dall’esperienza di Tsipras nel riuscire a federare tutti i vari frammentini
della sinistra ellenica, a dargli l’aspetto di partito compiuto e a renderlo
credibile agli occhi degli elettori.
Forse qualcuno si è dimenticato che in Grecia la crisi
economica l’hanno pagata molto più cara che da noi. Che da loro sono saltati
fuori dei buchi nel bilancio dello Stato da far paura. Non a caso SYRIZA ha fatto
della possibilità di non pagare il debito pubblico la sua bandiera politica. Tsipras
è riuscito, più di tutti gli altri partiti ellenici, addirittura più dei
neofascisti di Alba Dorata, a raccogliere il voto dei delusi dalle passate
legislature, il voto di chi la crisi l’ha pagata per davvero. In Italia, per
quanto la si possa vedere male, la situazione non è così disastrosa. Inoltre è
dal 2007 che la sinistra sinistra prova a federarsi in un qualche modo, prima
con “La sinistra – L’arcobaleno”, passando poi per le varie “Federazione della
Sinistra”, “Rivoluzione Civile”, fino alla più recente “L’Altra Europa con
Tsipras”. Di certo non si può dire che non ci si provi a federarsi, anzi, si
potrebbe dire che ci hanno provato troppo! All’inizio per queste coalizioni si sono
scelti dei capi politici interni, per poi orientarsi in modo sempre più
maniacale alla ricerca di un principe straniero. Di un qualcuno in grado di far
miracolosamente risorgere le sorti della sinistra italiana. Queste belle
federazioni, coalizioni, cartelli elettorali, o qualunque cosa fossero, si sono
dimostrati strutturalmente solidi, tanto che dopo ogni batosta elettorale venivano
sciolti per poi essere ricreati sotto forme diverse e con un altro nome. E la
storia ripartiva da capo. L’incapacità di sopravvivere alle sconfitte
elettorali probabilmente la dice lunga sugli scopi ultimi di queste alleanze...
L’ultimo tentativo in ordine temporale, il listone-ombrello
usato per le europee, con il nome di Tsipras, ha raggiunto l’obiettivo sperato,
cioè passare la soglia di sbarramento del 4% dei voti. Però se andiamo a vedere
quanto i partiti che componevano l’Altra Europa hanno preso alle Politiche del
2013 ci rendiamo conto che alle votazioni per l’europarlamento sono mancati
qualcosa come 550.000 voti.
Non voglio dilungarmi ulteriormente sui mali che masochisticamente
la sinistra italiana pare autoinfliggersi con grande gioia, ma mi pareva
necessario per arrivare alla grande domanda: ma questi cosa sono andati là a
fare???
Inaspettatamente, la risposta l’ho trovata in un video. In
esso Luciana Castellina ha confermato che sono tutti lì per farsi una “canna politica”.
Insomma se ho capito bene sono lì per una botta di entusiasmo, sperando poi di
esportare la vittoria politica anche a casa loro. Però questa non è una canna,
è onanismo politico.
Finché la sinistra del PD continuerà a creare progetti
politici di cartapesta, retti solo dalla statura politica del principe esterno di
turno, non ci potrà essere coalizione che in grado di strappare risultati
politici decenti. Le strade, a questo punto, sono due: o soffiare sul fuoco
della protesta sociale (ove però ci siano abbastanza braci per alimentarlo...)
oppure rinnovare la linea politica. A loro la scelta. Ma forse è meglio
continuare a fare belle scampagnate (cosa che forse anche il vignettista Biani ha colto...), e
sognando future vittorie elettorali.
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