Notizia di alcuni giorni fa, il segretario
della Lega Nord, Matteo Salvini è andato in visita in un campo nomadi a Milano.
In questo nulla di nuovo, oramai il Matteo d’opposizione colleziona visite ai campi
di mezza Italia, usando queste sue comparsate come arma politica per attrarre
like e follower sui social network e, forse, voti nelle urne.
Ma questa volta qualcosa non ha
funzionato. Il tentativo di farsi una bella foto ricordo con un maiale lì
presente (magari da condividere subito dopo su facebook) non è andato a buon fine.
Il maiale ha fatto un mezzo (ma proprio mezzo!) accenno di carica verso il
leader leghista e lui si è rifugiato tra le braccia dei membri del suo staff.
Come a dire: oltre la foto su facebook nulla.
Eppure alcuni anni fa i rapporti tra i
leader del Carroccio ed i suini erano molto buoni,
c’erano le gloriose passeggiate al fine di evitare il proliferare di pericolosissime
moschee. Ma forse i tempi sono cambiati. Adesso che qualche omino con la
cravatta verde ha raggiunto la stanza dei bottoni queste trovate goliardico-folkloristiche non sono più necessarie. Bastano assurde norme
urbanistiche ed il gioco è (quasi) fatto.
In fin dei conti nel contrasto a
queste forme di propaganda ha potuto più un simpatico maialino che schiere di
anarcoidi capaci di lanciare insulti e, all’occorrenza, sassi.
E comunque diciamocelo, a parte le felpe poco fantasiose, la geniale imitazione
di Crozza (come dimenticarci dei “tombini di ghisa!”) e le crociate simil-Le
Pen sull’immigrazione, cosa rimane del nostro Matteone (quello non al governo of coarse)? Un bel fermo immagine di lui
spaventato da un esemplare di Sus scrofa
domesticus “zingaro”.
P.S.: le immagini usate in questo post provengono da: http://italianoestero.blogspot.it/2014/01/sulle-moschee-in-italia-non.html e http://www.huffingtonpost.it/2015/04/02/matteo-salvini-visita-campo-rom_n_6993526.html
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