Non so se qualcuno se n’è accorto, ma la campagna di Grillo
a favore di SYRIZA e del no al referendum sulle proposte dell’Europa riguardo
alla ristrutturazione del debito ellenico non è andata particolarmente bene.
Sì, di certo è stata una mossa avventata del comico genovese, spiegabile solo
dalla voglia di dedicarsi anche lui allo sport più amato dai politici italiani:
il salto sul carro dei vincitore. Nonostante i grandi avvisi che inneggiavano aBeppe ad Atene pare che la trasferta in terra ellenica non sia andata proprio come previsto...
E anche dopo, Panagopoulos, responsabile di SYRYZA, ha provveduto a rimarcare
le differenze tra i 5 Stelle ed il partito di Tsipras,
tra cui, ultima chicca, spicca la disposizione diametralmente opposta
all'interno dell’europarlamento. Come a dire, noi stiamo a sinistra, voi non esattamente.
I parlamentari europei di SYRIZA siedono fianco a fianco con
personaggi del calibro di Barbara Spinelli. Una che ha giurato e spergiurato in
campagna elettorale che a Strasburgo non ci sarebbe mai andata, ma a cui alla
fine ha dimostrato di non disdegnare affatto una seggiola in Europa.
E dall’altra parte? Chi siede vicino ai pentastellati? Di Farage e del suo UKIP
ormai si sa chi sono e che idee hanno. Ma gli altri del gruppo EFDD? Chi sono?
Uno di questi è balzato prepotentemente alle cronache
qualche giorno fa. Risponde al nome di Janusz Korwin-Mikke, e che appartiene al
partito di estrema destra polacco Koalicja Odnowy Rzeczypospolitej Wolność i
Nadzieja (Coalizione per il rinnovamento, la libertà e la speranza della
Repubblica polacca). Il nostro, ben conscio dell’importanza e della gravità
della materia trattata (la creazione di un tariffario unico per i biglietti di
viaggio integrati all’interno dell’UE), al termine del suo discorso ha gridato
“un Reich, un popolo, un biglietto” e, per rendere ancora più
chiaro il concetto, nel caso se ne sentisse il bisogno, ha fatto un saluto con braccio teso.
L’atto, più che una dichiarazione di appartenenza a ideologie
nazionalsocialiste, voleva provocatoriamente (???) sottolineare la propensione adaccettare le proposte di legge avanzate dalla Germania.
Di certo Korwin-Mikke non è nuovo a provocazioni di dubbio gusto. Dal non suo essere Charlie (ma a favore della pena di morte),
ad alcune posizioni incontrovertibilmente misogine fino alle teorie alternative
e parecchio fantasiose sull’Olocausto e la Seconda Guerra Mondiale. Perché una
cosa è certa: all’europarlamentare polacco la fantasia (purtroppo) non manca. Gli
si potrebbe consigliare l’aforisma di Oscar Wilde per cui “è meglio tacere e
sembrare stupidi che parlare e togliere ogni dubbio”.
Ma poi, viste le sue strampalate idee, siamo così sicuri che
il saluto hitleriano fosse solo una provocazione?
P.S.: per gli europarlamentari grillini: mi auguro seriamente
che almeno voi siate ancora lontani dai deliri populisti e destrorsi di questo vostro “collega”,
ma attenti che chi va con lo zoppo...

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