Da alcun giorni Facebook ricorda me, come a tutti, l’imminenza
dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Per l’esattezza nella home dell'app per cellulare appare un
disegno della fiaccola olimpica e la scritta “Non vedi l’ora che inizino le
Olimpiadi?”, invitando a scoprire questi fantomatici modi per partecipare a Rio
2016.
Ed ora, una piccola e di certo non esaustiva introduzione alle Olimpiadi
che tra poche ore avranno inizio:- Secondo Amnesty International, tra aprile e giugno di quest’anno il tasso di omicidi da parte delle forze dell’ordine è aumentato del 103% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In totale, da quando Rio ha vinto la gara per ospitare i giochi nel 2009 e forze di polizia hanno ucciso più di 2.600 persone in città, che diventano addirittura 8.000 negli ultimi dieci anni. Non di rado si è avuta notizia di esecuzioni extragiudiziali, senza presunzione d’innocenza, età, ma (stranamente!) badando bene al colore della pelle. L’impennata dei morti a causa della polizia ha avuto inizio prima dei Mondiali di calcio, tra il 2013 ed il 2014. E da allora non ha smesso di crescere. Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi le operazioni di repressione nelle favelas si sono fatte sempre più violente.
- Il governo brasiliano ha fatto approvare una legge contenente norme maggiormente limitanti le libertà di manifestazione e di espressione. Sulla carta per contrastare il terrorismo. Legge che era già stata proposta, ma non approvata, per i Mondiali del 2014.
- Tutto questo impiego di polizia per reprimere il crimine no pare aver dato i suoi frutti: l'app “CrossFire”, lanciata poco più di un mese fa per raccogliere segnalazioni di sparatorie e violenza armata a Rio ha registrato 756 scontri a fuoco e almeno 51 morti. I luoghi delle sparatorie sono consultabili su mappa on-line.
- Si è verificato un caso di violenza sessuale perpetuato da un agente di società di sicurezza ingaggiata per l’evento ai danni di una sportiva.
- Anche per le strutture che serviranno (o che dovevano servire) per le Olimpiadi sembrano avere qualche problemino di troppo. La pista ciclabile, costata ben 10 milioni di euro e costruita a strapiombo sul mare, è crollata dopo appena quattro mesi dopo l’inaugurazione, causando la morte di due persone. Pare che non fosse stato previsto dai progettisti l’effetto delle onde sui pilastri. Ultimo crollo in ordine di tempo: il pontile per le gare di vela, distrutto dai venti una comunissima mareggiata. Allo stadio Engenhão sono stati segnalati bulloni non fissati, cedimenti, crepe e piloni piegati. Senza contare che il villaggio olimpico è stato creato in fretta e furia e che in diverse palazzine non sono stati fatti i controlli sugli impianti e sui sistemi anti-incendio. La cosa ha raggiunto il ridicolo quando nella palazzina australiana (in cui gli atleti, viste le condizioni non si sono sentiti di mettere piede, preferendo soluzioni alternative), durante un test anti-incendio, era stato spento il sistema di rilevazione di fumo. Così, quando si è generato un principio d’incendio l’intero palazzo ha rischiato di andare a fuoco.
- Altro problema: l’inquinamento. Nel lago Rodrigo de Freitas, a poca distanza dal parco olimpico, dove si terranno le gare di canoa e canottaggio, si sono verificate morie di pesci. Se il lago è in condizioni ambientali che definirle pessime pare un eufemismo, anche il mare non è esattamente il meglio del meglio. Il velista austriaco Nico Delle Karth, giunto sul posto per allenarsi, ha definito le acque della baia “una discarica a cielo aperto”. Le foto dei rifiuti in mare, diffuse già mesi fa, non fanno altro che confermare le pietose condizioni ambientali.
- Come se non bastasse quanto elencato, i poliziotti ed i pompieri hanno accolto i primi turisti all'aeroporto con pupazzi insanguinati e la scritta “Welcome to Hell”. Benvenuti all'inferno. L’inferno della bancarotta dello stato di Rio de Janeiro che con la carta delle Olimpiadi chiede al governo federale i soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, per far andare avanti le scuole, gli uffici comunali, gli ospedali. Come potrà un sistema al collasso proteggere atleti e turisti dagli scontri tra le bande criminali e dal pericolo di attentati terroristici?
Il mondo si sta preparando alle imminenti Olimpiadi. Quasi
indifferente a tutti i problemi che queste stanno causando. La BBC ha creato un
simpatico spot pubblicitario per l’evento,
la nostra portabandiera si è lamentata della stanza troppo piccola (e per fortuna che non gareggiava per l’Australia...). I brasiliani (magari quelli
non sfrattati dalle loro case per far spazio alle faraoniche strutture
costruite per l’evento),
paiono felici di ospitare l’evento in casa.
E gli italiani? Si godono l’omaggio dei carioca con il Cristo redentore illuminato con il tricolore italiano e si preparano a seguire le gare di sport che, se non fossero le Olimpiadi, non
seguirebbero mai. Magari non si accorgerebbero nemmeno dell’esistenza di certe
discipline.
Insomma tutto normale. Tranne che, se nell'Antica Grecia,
quando si disputavano le Olimpiadi si fermavano le guerre e non venivano eseguite le condanne a morte.
Oggi invece, in Brasile, sembra si stia verificando l’esatto opposto. Con l’arrivo
delle Olimpiadi i morti aumentano, la violenza dell'autorità s'intensifica. Con buona pace
di chi, in Italia ha sempre fatto il tifo per il governo “di sinistra” del
partito socialista. Se fosse stato un governo di destra a permettere e stragi
nelle favelas? A limitare le libertà di espressione e manifestazione?
Insomma, a Rio si aprirà l’ennesimo circo olimpionico, in
cui, oltre all'aspetto propriamente sportivo, anche l’aspetto politico si sta ritagliando un peso
non trascurabile. Alcune delle ultime Olimpiadi, specie quella a Pechino del
2008 e quelle invernali a Soci nel 2014, si sono dimostrate degli enormi
carrozzoni ideologici. Delle belle vetrine in cui poter comunicare al Mondo
intero che certi regimi “democratici fino ad un certo punto” non erano poi così
male, che certi posti non erano poi così brutti. Una bella vetrina, primariamente
politica, ma anche turistica.
Anche a Rio pare che si stia verificando la stessa situazione. Affiancata dagli immancabili sperperi e giri di corruzione che spesso precedono questi eventi.
Potranno tirare a lucido le strutture non finite, coprire le
baraccopoli fatiscenti, nascondere l’odore dei rifiuti e dei pesci morti per l’inquinamento,
occultare i cadaveri delle esecuzioni sommarie. Potranno fare tutto questo e raccontare che quanto occultato non esita. Ma per me queste Olimpiadi puzzeranno sempre di sporco, di corruzione e soprattutto di sangue.
Servono altre ragioni per poter affermare che, in tutta serenità, che non seguirò queste Olimpiadi? Che di esse, del loro sfarzo, delle dirette TV notturne, dei pre- e post- gara, delle vittorie e delle sconfitte non me ne frega assolutamente nulla?
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