Oggi, giovedì 5 maggio 2016 Salvini ha fatto la sua ennesima scappatina a Bologna per supportare la sua candidata sindaco Lucia Borgonzoni per le, ormai
imminenti, comunali nella città delle due torri. La visita aveva come piatto
forte, oltre al classico giro promozionale per la città, ha previsto anche l’incontro
con il Magnifico Rettore Ubertini.
Ovviamente la presenza in città del segretario leghista non
è passata inosservata, ed è ovvio che comunisti ed anarcoidi vari ed eventuali abbiano
sfruttato l’occasione per scendere in piazza e manifestare “democraticamente”
questo loro impellente desiderio antidemocratico di ridurre al silenzio ed
espellere da Bologna chi non la pensa come loro. Sì, proprio loro. Quelli del
diritto di dimora, ricordate?
Le cose sono andate come dovevano andare, un gruppetto di esagitati ha attraversato la città partendo da Piazza Verdi,
direzione: facoltà di ingegneria. Diritti verso il fatidico luogo della
conferenza stampa dell’odiato Salvini. Per qualcuno dei compagni i manifestanti
erano addirittura di centinaia di studenti (!!!), cosa abbastanza difficile da
credere, vedendo le foto della manifestazione (come quella riportata qui a lato). Moltiplicazione dei manifestanti
a parte, il corteo si è svolto come previsto. Arrivati in prossimità della
facoltà sono partiti gli scontri con la polizia. Da parte dei civili
manifestanti si è allora provveduto ad esprimere il dissenso con il lancio di uova, carciofi e sassi, oltre che con calci e pugni.
Solo dopo tre cariche della polizia la situazione è tornata alla (quasi)
normalità.
Se tutto si fosse fermato qui, si sarebbe potuto derubricare
l’evento a quasi ordinaria amministrazione, in una città come Bologna. Ma un
gruppetto di geniacci del collettivo Hobo non bastava. Sono entrati in una
libreria e hanno strappato le copie che hanno trovato dell’ultimo libro di Salvini. Non contenti hanno ripreso tutto e
postato il video sul loro profilo Facebook.
Bravi, davvero bravi! Devo ammetterlo, avete avuto coraggio.
Coraggio di mostrare finalmente che cosa siete: un branco di squadristi. Se
avete dei dubbi andatevi a vedere la sua definizione!
Avete mostrato un tratto identificativo dell’estrema sinistra italiana nella
sua interezza: la doppiezza. Siete sempre pronti ad accusare gli altri di qualsiasi
nefandezza, specie se compiuta verso di voi. Quando invece le gesta violente
hanno voi come esecutori, allora tutto è giustificato. E ve ne vantate pure.
Ovviamente non siete così stupidi da autodenunciarvi, ne
video di una manciata di secondi che avete pubblicato non si vede un volto
neanche per sbaglio.
Strappare libri in una libreria. Una vera e propria
vigliaccata degna delle peggiori camicie nere. Bravi compagni, continuate così!
Con i vostri metodi “diversamente democratici” avete
fornito, per l’ennesima volta, l'alibi a Salvini per passare da vittima e
sfruttare gli eventi della giornata per portare acqua al suo mulino politico. E
non è pure la prima volta che accade. Già nella visita al campo nomadi alla periferia
di Bologna dello scorso novembre dovrebbe si era ripetuto lo stesso copione, e avevo già scritto. Anche in quell'occasione, guarda caso, erano rimasti coinvolti negli scontri
soggetti appartenenti ai collettivi che oggi erano in strada a manifestare. Segno
che il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Infine, come ciliegina sulla torta, anche Merola si è
sentito in dovere di dire la sua.
Chi oggi esce perente:
il magnifico rettore. Un incontro in facoltà con Salvini è
la scelta peggiore che si potesse immaginare. Fa male vedere scene di studenti cacciati dalla facoltà,
allontanati da un ambiente che dovrebbe avere come principale scopo la loro
formazione e non le conferenze stampa del politico di turno.
Il sindaco Merola. Con un comunicato stampa ridicolo ha
provato a ribaltare le responsabilità politiche su altri, evitando ben bene di
parlare delle responsabilità che dovrebbe avere riguardo all’ordine pubblico.
I kollettivi. Ma questa non è una novità. Sono il
miglior spot che Salvini potesse desiderare. La loro utilità si riduce allo
spaventare l’elettorato moderato spingendolo sempre più verso destra. La mossa
di bruciare i libri, poi, vi ha mostrato per quello che veramente siete, degli
squadristi. Né più né meno. I nazisti negli anni ’30 facevano dei grandi falò
di piazza con i libri “non graditi”. Voi vi limitate a strapparli. Il risultato
è il medesimo: il tentativo, più o meno velato a seconda delle occasioni, di
tacitare il pensiero dell’avversario.
Avete un’ignoranza politica senza pari. A nulla vi è servita
la lezione del movimento dei forconi su come una rivendicazione, anche legittima, può degenerare?
Forse, più di tutti questi, quello che oggi mi sembra
abbia perso più degli altri è il senso civico della città. Negli ultimi tempi
mi sembra stia scendendo un torpore sulle coscienze. Azioni di protesta sempre
più aggressive e meno democratiche, sgomberi forzati, scontri di piazza, paiono
succedersi molto più frequentemente. Credo anche che certe azioni politiche esulanti
dal contesto democratico fino a qualche anno fa non sarebbero state tollerate
come oggi. Pare quasi che una patina di grigio menefreghismo e indifferenza si
sia appoggiato sulla grassa Bologna.
Come risposta a ciò vi propongo un semplice esercizio di
civiltà: andate sulla pagina Facebook del collettivo Hobo e, nel video delle loro “prodezze”in libreria, in modo civile, spiegategli quanto le loro gesta assomiglino a
quelle delle camicie nere. Penso sia una buona cura contro il su
ddetto menefreghismo.
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