Fino ad una/due settimane fa Bologna non sembrava una città con
imminenti elezioni comunali. La campagna delle varie liste era poco o per nulla
percepibile. E quando lo diventava destava più noia che interesse.
D’improvviso, la visita di Salvini a Bologna (di cui vi ho
già parlato qui)
sembra aver contribuito a scaldare gli animi e le comunali. Il debole
comunicato stampa di Merola al segretario leghista ha buttato altra benzina sul
fuoco.
Il successivo party non autorizzato al cassero di Santo Stefano organizzato dal circolo Atlantide ha fatto definitivamente scoppiare la battaglia
politica. Sì, proprio quel circolo Atlantide fatto sgomberare a forza dal
cassero di Santo Stefano nell'ottobre 2015.
Sgombero che ha portato a dissidi tali da portare all'estromissione dell’assessore Ronchi dalla giunta comunale.
Apriti cielo! La presidentessa del quartiere Iliara Giorgetti ha gridato allo scandalo e ha accusato direttamente il comune come causa di ogni male possibile.
Come a dire: siamo in campagna elettorale, e allora strumentalizziamo qualsiasi
cosa, pur di portare qualche voto in più al proprio mulino politico.
Dalla giunta comunale, dopo un iniziale gioco allo
scaricabarile con la questura, il sindaco ha deciso di sporgere denuncia.
Merola ha provato a sottovalutare il problema, ad addossarlo ad altri quando proprio
esso non poteva più essere occultato, ed infine a difendersi con l’attacco una
volta messo alle strette. Strategia debole e molto opportunista, ma quest’ultima
svolta giudiziaria potrebbe fargli guadagnare qualche voto tra i moderati
indecisi.
Nel frattempo la grande trovata del PD è stata quella di
fare un video pubblicitario (innovativo, non è vero?) con protagonisti gli umarells di Bologna. Lo spot
però, tocca anche alcuni nervi scoperti della città proponendoli come punti
forti dell’attività della giunta uscente. Il caso più lampante: la sicurezza in
Bolognina (vi ricordate la serie di spaccate di qualche mese fa?).
Nonostante tutto ciò, il PD è dato dai sondaggi sopra il 40%.
Non tantissimo. Alcune comunali fa l’obiettivo dichiarato del Partito
Democratico era quello di vincere al primo turno. Ora pare accontentarsi di
vincere senza troppa fatica al ballottaggio.
Se il PD, nonostante tutto, pare godere ancora di una più
che discreta salute, nonostante certe smagliature, non altrettanto si può dire
della destra bolognese.
In primis per la frammentazione delle liste. La destra
bolognese non ha mai brillato per i risultati elettorali (eccezion fatta per
Guazzaloca) e presentarsi divisi rischia di disperdere i pochi voti rimasti. I
vari Bernardini, De Carli e Celloni, oltre a Lucia Borgonzoni, rischiano di
spartirsi un piatto già magro.
Come se non bastasse, l’attuale campagna politica è stata
impreziosita dalle “perle” fasciste che certi candidati di centro-destra
(ripeto: CENTRO-destra, non destra-destra) hanno elargito con una leggerezza
impareggiabile sui social network. Oramai facebook e twitter hanno ampiamente
dimostrato di avere una memoria lunghissima, e di essere fonte di
pericolosissimi boomerang, se non gestiti con criterio.
Memoria cortissima, invece, ha dimostrato di avere Luca
Cavazza, giovanissimo candidato nelle liste i Forza Italia. Bisogna capirlo, si
era scordato che in un giorno di pioggia della scorsa estate, invece di andare
in spiaggia, era andato alla tomba di Benito a Predappio.
Ovviamente il giro turistico non poteva non essere immortalato sui social con
una bella frase commemorativa “Tutto quello che fu fatto non potrà essere
cancellato” e, a scanso di equivoci, geolocalizzazione, presso la cripta
Mussolini. Se il giovane forzista non ha una lunga memoria, ha dimostrato però
una grande capacità nell'arte politica del mirror climbing, liquidando il tutto
come una “goliardata”, salvo poi usare la cara vecchia foglia di fico del “ma
Mussolini ha fatto anche tante cose buone”. Ottimo esempio di equilibrismo
politico, sintomi di grandi capacità che lo aiuteranno nella sua carriera politica.
Anche Elia Pirone, della lista “Riprendiamoci Bologna”, a
supporto di Lucia Borgonzoni, si è lasciato andare a commenti con forte puzzo di fascismo quando è stato direttamente paragonato al duce “Mento volitivo, fronte
spaziosa, sguardo indomito”, a cui ha risposto di non essere degno. Il
dialogo sul social è proseguito con riferimenti alla Gola del Furlo (riserva di
caccia personale di Mussolini) e al desiderio di “evitare un secondo piazzale
[Loreto n.d.r.]”. Il dialogo prosegue sempre sul tono scherzoso, ma che rivela
una certa fascinazione per la figura di Benito e sul ventennio.
Bignami si è difeso
affermando che le foto risalgono alla sia festa di addio al celibato di 10 anni
prima. Vedendo le foto la versione fornita appare perlomeno plausibile, ma che
non gli hanno evitato una bella dose di accuse e richieste di dimissioni.
Ma in fin dei conti Bignami l’ha sempre affermato di essere “un uomo di destra fatto e finito”.
Nomen omen, dicevano i latini.
In questi casi non saprei quanto il detto “mal comune mezzo
gaudio” sia applicabile.
Tornando ai candidati al consiglio comunale, oltre ai post
fascisti stanno facendo notizia per quelli sessiti. Mario Turrini, in corsa con
la lista “Uniti si vince”, a supporto anch'essa della candidata leghista, ha
auto la brillante idea di pubblicare il lato B di una bella ragazza sul suo profilo Facebook per farsi pubblicità.
Anni fa un vero politico come Rino Formica ebbe a dire che “la politica è
sangue e merda”. Di sangue, inteso come passione politica, ne vedo ben poco.
Riguardo alla merda beh, direi che in questo caso siamo indubbiamente “a monte”.
Anche l’emittente locale èTv si è interessata dell’accaduto
con un’intervista a Turrini,
il quale derubrica il suo gesto ad una stupida goliardata tra amici (pure lui!).
Lui è a posto, “non userebbe mai donne o parti di donne per la sua campagna
politica”. Per fortuna, nel finale d’intervista gli viene in soccorso Lorenzo
Tomassini, candidato anch'egli per “Uniti si vince”. Il quale, dopo aver
affermato che il suo collega “ha ecceduto”, si è lanciato in una vivace critica
alla sinistra moralista, puntando tutto sul vecchio, ma sempre efficace,
benaltrismo. In città ci sono ben altri problemi! Se ne rendessero conto!
Il lupo perde il pelo, ma non il vizietto.
Passiamo ora ai pentastellati. Il partito di Grillo ha messo
in campo Massimo Bugani. La campagna dei grillini si sta rivelando parecchio
evanescente. I sondaggi danno il M5S sotto il 20%, quindi più che doppiato dal
PD e parecchio distante anche da Borgonzoni, con possibilità di accedere al
ballottaggio praticamente nulle.
Considerando che 5 anni fa Bugani si fermò sotto al 10%,
questo potrebbe rappresentare un aumento della base grillina in città, anche
sembrano lontani i tempi in cui il Movimento non aveva ancora messo piede sotto
le due torri ed ogni punto percentuale sembrava strappato con le unghie e con i
denti alla casta politica.
In conclusione le comunali a Bologna continuano a ruotare
attorno a polemiche estemporanee. C’è un pericoloso vuoto nei programmi e nelle
idee dei candidati che temo si trasformerà in urne vuote il 5 giugno.
Il PD risente dei propri fantasmi: della sicurezza in città,
del rapporto permissivista instaurato da sempre con i collettivi, senza più
nemmeno un Ronchi da sacrificare sull’altare delle necessità politiche.
Insomma, l’atteggiamento del sindaco uscente sembra quello
di un giocatore professionista che, una volta entrato in campo, gioca neanche a
metà delle sue capacità, considerando la squadra avversaria come un ammasso di
brocchi.
La destra vivacchia anch’essa e attacca Merola. Tra una
discolpa e l’altra. Quando non deve ammantare di goliardia le malefatte dei propri
candidati meno svegli o semplicemente più onesti verso le loro vere idee. L’idea
che se ne ricava è di una destra vittima di sé stessa, della sua incapacità
anche solo di fingersi moderata, e a favore della parità tra i sessi. E per
questo incapace di vincere.
Grillini ed altri non pervenuti.


