La sera del 31/12 si avvicina. Un altro anno se ne va. Ma se volete farvi un'ultima risata con le peggiori (o miglio, dipende dal punto di vista) panzane politiche potete andare qui. Scoprirete concezioni geopolitiche avveniristiche ottenute da fonti notoriamente certissime (wikipedia), potrete toccare con mano il provincialismo italiano (tra l'altro su di un tema banale come la distribuzione geografica dei beni protetti dall'UNESCO) e vi stupirete scoprendo che in Scozia sono tutti notoriamente cattolici. Ovviamente non potevano mancare i commenti stupidamente catastrofisti o ripieni solo di vuoto ottimismo sulla nostra economia.
Infine potrete scoprire il vero volto dell'Europa. Non l'unione di stati sovrani, ma una struttura formata da grigi e cattivissimi burocrati che allungheranno le mani, oltre che nelle vostre tasche, anche verso il vostro tostapane!
Fatevi una bella risata e, se vi va, e votate la panzana migliore.
Io nel frattempo mi tengo ben stretto il mio tostapane DOPPIO...
lunedì 29 dicembre 2014
domenica 23 novembre 2014
It's time... for elections
E finalmente ci siamo. Oggi si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna. La campagna elettorale degli scorsi mesi è stata una delle più insignificanti e assenti che si ricordino.
Solo un Salvini contestato dagli anarcoidi ed un Renzi un po' berlusconizzato al Paladozza sono riusciti ad accendere un po' di curiosità negli elettori.
Tra i partiti, il M5S spera in un flop non troppo pesante, specie in una regione in cui i grillini ha avuto il suo primi grandi risultati; il PD spera che i propri elettori abbiano problemi di amnesia e che in cabina elettorale non si ricordino dei casi giudiziari riguardanti Errani e le spese pazze dei consiglieri regionali. Infine la Lega Nord spera di aver solleticato abbastanza i bassi istinti degli emiliano-romagnoli, aiutati (e non poco) dai collettivi.
Se non sapete proprio chi votare vi lascio un suggerimento musicale...
P.S.: dai primi dati pare che l'affluenza alle 12 di oggi sia stata appena sopra al 10%, un risultato piuttosto scarso, se confrontato con quelli passati. Ma da una campagna elettorale così cosa ci si poteva aspettare??
Solo un Salvini contestato dagli anarcoidi ed un Renzi un po' berlusconizzato al Paladozza sono riusciti ad accendere un po' di curiosità negli elettori.
Tra i partiti, il M5S spera in un flop non troppo pesante, specie in una regione in cui i grillini ha avuto il suo primi grandi risultati; il PD spera che i propri elettori abbiano problemi di amnesia e che in cabina elettorale non si ricordino dei casi giudiziari riguardanti Errani e le spese pazze dei consiglieri regionali. Infine la Lega Nord spera di aver solleticato abbastanza i bassi istinti degli emiliano-romagnoli, aiutati (e non poco) dai collettivi.
Se non sapete proprio chi votare vi lascio un suggerimento musicale...
P.S.: dai primi dati pare che l'affluenza alle 12 di oggi sia stata appena sopra al 10%, un risultato piuttosto scarso, se confrontato con quelli passati. Ma da una campagna elettorale così cosa ci si poteva aspettare??
martedì 11 novembre 2014
Tu chiamali se vuoi squadristi
Pochi giorni fa il segretario della Lega Nord, Matteo
Salvini, è dovuto fuggire dall’attacco di anarchici, antagonisti e anti-assortiti
a Bologna.
Il segretario del carroccio non si trovava per caso nel
capoluogo emiliano-romagnolo, ma era lì per una “visita di cortesia” al campo
nomadi di via Erbosa. Lo stesso campo in cui, il 3 novembre scorso, la
consigliera comunale della Lega Lucia Borgonzoni era stata schiaffeggiata,
sempre durante una “visitina”.
Visti gli atteggiamenti amorevoli e concilianti dei leghisti
verso i nomadi, e visti i recenti fatti, di certo la visita del segretario del
Carroccio non era di certo “di cortesia”. Anzi, lo scopo era ben chiaro, andare
là per solleticare gli istinti razzisti più bassi per raccattar qualche voto in
più alle prossime elezioni regionali. Non ci vuole una grande analisi politica
se il segretario di partito si fa un bel po’ di chilometri per invischiarsi in
quella che è (o almeno era) una faccenda locale.
Questa volta però ,ad attendere Salvini non c’erano degli
agguerriti Sinti, ma i giovani dei centri sociali. Che, appena individuato
Matteo, si sono lanciati contro di lui, prima mettendolo in fuga a piedi,
e poi bloccando la sua auto. Si è prodotto un parapiglia con due anarcoidi che
hanno rischiato di venire investiti ed il parabrezza posteriore dell’auto del
segretario leghista fracassato.
Non voglio entrare nel merito della dinamica, ma proprio non riesco a capire
che senso ha urlare “vattene vattene” e contemporaneamente bloccare l’auto di
chi se ne sta andando! Si vede che certe idiozie ideologiche non mi hanno (ancora)
contaminato.
Non avendo potuto instaurare un sereno e civile dialogo con
il segretario leghista, gli anarchici/anarcoidi presenti hanno rimediato
occupandosi di Enrico Barbetti un giornalista del Resto del Carlino. Lo hanno
accerchiato in 15-20, dopo averlo riconosciuto e chiamato per nome e cognome,
l’hanno pestato e gli hanno rotto il gomito sinistro. La motivazione? A quanto
pare qualcuno del gruppetto dei violenti avrebbe detto che “è per colpa tua se
c’è gente in galera”. E io che pensavo che la gente in galera ci finisse dopo
un processo! Con questa frase si capisce benissimo il livello politico e culturale
di questo branco di teppisti.
Anzi, peggio che teppisti. Il teppista agisce da solo o in
branco, spesso in modo disorganizzato e stupido. Qui invece l’organizzazione
c’era. Nel video si sente distintamente una persona urlare “avvisate il
presidio”. Quindi qualcuno stava aspettando.
Sia ben chiaro, io non condivido le idee razziste o pseudo
tali di Salvini. Mi fa schifo che se ne vada in giro a rinfocolare certi
sentimenti anti-immigrati e anti-nomandi per il proprio tornaconto politico. Ma
attaccare un politico, di qualsiasi colore esso sia, in questo modo è da
vigliacchi. Anzi, con il brutale attacco effettuato successivamente ai danni
del giornalista del Carlino hanno mostrato la loro vera natura. Hanno individuato
l’obiettivo ed hanno agito. In gruppo. Perché in gruppo è più facile, ci si fa
forza a vicenda. C’erano altri gruppi che operavano così in Italia. Erano le
squadracce del fascismo.
Ed ora, esposta la vicenda, vorrei fare alcuni complimenti:
in primisi i miei sentiti e vivissimi complimenti vanno agli
antagonisti, anarchici e anarcodi vari presenti là. Bravi, vi nascondete sotto
le parole d’ordine dell’atifascismo, ma agite come le peggiori camicie nere. Attaccate
chi non la pensa come voi e, in mancanza d’altro, anche i giornalisiti vanno
bene. Forse perché certe verità non è bene che vengano scritte sui giornali.
Complimenti per la faccia tosta (davvero incredibile!) che avete avuto nel
riuscire a fare le vittime di fronte alle telecamere perché due dei vostri cari
compagni hanno rischiato di finire sotto la macchina di Salvini. Sì, ci credo
che volevate solo “contestare” in modo pacifico il leader della Lega.
Probabilmente il vostro intento era di fare qualche carezza ai leghisti, così,
giusto per aiutarli a cambiare le loro idee politiche. Complimenti, deficienti
che non siete altro, con atti del genere fornite solo voti al movimento chedite di voler combattere.
Ed ora passiamo al sindaco di Bologna, Virginio Merola. Dopo
gli scontri tra Forza Nuova e centri sociali durante la manifestazione delle
Sentinelle in Piedi aveva tuonato che i militanti di estrema destra (giustamente)
non avevano cittadinanza a Bologna.
Spero che ora abbia la voglia e la volontà politica di dare anche un’occhiatina
approfondita anche altrove. Altrimenti tutti quei bei discorsi sulla civiltà,
la democrazia, ecc... non sono altro che belle storielle da regalare all'elettore.
Ed infine vorrei fare i complimenti agli ideologi,
parrucconi e amanti delle vecchie ideologie. Che, nonostante quello che è
successo, cercano ancora una giustificazione per i ragazzi dei centri sociali.
Le loro armi principali sono due: che l’autista di Salvini non avrebbe dovuto
accelerare in modo così brusco e che il primo a provocare è stato il leader
della Lega con la sua sola presenza. Sulla seconda motivazione stendo un velo
pietoso. È motivazione ridicola che serve solo per legittimare la loro violenza.
Secondo questo ragionamento io domani posso scendere in strada, recarmi ad un
gazebo di chi raccoglie firme per una proposta di legge che non condivido e menare tutti, perché stando lì con il
banchetto mi provocano. Per farla breve: la democrazia è altra cosa. La prima
motivazione la condivido in parte. Capisco che accelerare in modo così brusco da
parte dell’autista di Salvini è stata una scelta pericolosa, oltre che molto
stupida. Ma sfido chiunque in una situazione del genere a mantenere la calma.
Ma temo che questi ragionamenti siano inutili. Per una certa
parte della sinistra, certi kompagni vanno difesi, costi quel che costi. Anche arrampicandosi
sugli specchi. Mentre proprio questo kompagni, difesi strenuamente, dimostrano
con le loro azioni di non hanno ancora capito (o non voler capire...) che cosa
scrisse dei loro simili Pier Paolo Pasolini dopo gli scontri di Valle Gliuia nel ’68
P.S.: per fortuna qualcuno su fb riesce anche a strapparmi
un sorriso. Ma come ogni buona satira, c’è un fondo di verità... (l’immagine è
stata presa dalla pagina facebook de “La via Culturale al Socialismo”).
giovedì 6 novembre 2014
Enzo
Sette anni fa se ne andava uno degli ultimi grandi giornalisti Italiani. Uno che ebbe il coraggio di dare lezioni di democrazia ad un presunto aspirante statista, tale Berlusconi Silvio.
Un quasi statista che probabilmente sarà ricordato per quelle di marketing da televenditore più che per le sue idee politiche.
Come disse Biagi nell'ultima puntata del "Fatto", del 18 aprile del 2002, dopo l'editto bulgaro di Silvio che cacciava dalla RAI lui, Santoro e Luttazzi : "Meglio essere cacciati per aver detto qualche verità, che restare al prezzo di certi patteggiamenti".
Ce ne fossero di più di giornalisti con la schiena così dritta.
Un quasi statista che probabilmente sarà ricordato per quelle di marketing da televenditore più che per le sue idee politiche.
Ce ne fossero di più di giornalisti con la schiena così dritta.
Non è Stato nessuno
Alcuni giorni fa è stata emessa la sentenza di appello per il caso Cucchi. Nel caso qualcuno soffrisse di memoria corta riassumo la vicenda: il 15 ottobre 2009 viene arrestato il trentunenne Stefano Cucchi perché in possesso di hashish e cocaina. Già il giorno dopo, al processo per direttissima, mostrava già evidenti ematomi e camminava con difficoltà. Le sue condizioni fisiche sono andate via via peggiorando, fino a portare, dopo un primo rifiuto (nonostante ben due fratture alla colonna vertebrale) al ricovero in ospedale. Stefano muore all’ospedale Sandro Pertini di Roma il 22 ottobre 2009. Al momento del decesso il suo corpo pesa 37 chilogrammi rispetto ai 43 di quando è stato arrestato una settimana prima.
Su di lui si sono dette tante scemenze, il premio però va all’allora sottosegretario di stato Carlo Giovanardi, che dopo aver dichiarato che Stefano è morto perché anoressico, sieropositivo e tossicodipendente si è infine scusato con la famiglia. Perché si sa, le cretinate politiche sono “fraintendimenti”.
L’intero caso è avvolto da una impenetrabile barriera di verità a metà, di incredibili errori, il più eclatante è che secondo il verbale d’arresto Stefano era in realtà un albanese senza fissa dimora (tra l’altro casa sua era appena stata perquisita). Tale assurdità portò poi alla custodia cautelare in carcere, che sarà per il giovane l’inizio della fine.
Ebbene, dopo svariate perizia è stato accertato che Stefano è stato pestato durante il periodo di detenzione (come testimoniato da altri detenuti) http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=154951 e che in ospedale è stato lasciato morire di stenti senza essere curato.
Già la Corte d’Assise che ha emesso il verdetto di primo grado ha riconosciuto che Cucchi è morto di fame e di sete, ma non che le botte prese in carcere possono avere contribuito alla morte. Ora la sentenza di appello, con un bel colpo di spugna, ci informa che non è stato nessuno.
Nessuno.
Ma allora se non è stato nessuno come fa ad essere morto? Si sarà suicidato picchiandosi da solo?
Questo caso ci insegna che tutti possono sbagliare, ma che se sei dalla parte “giusta” (leggi lo Stato) puoi uscirne indenne. Qualcuno si è sbagliato a scrivere il verbale dell’arresto, qualcuno ha pestato Stefano più e più volte, qualcuno non ha fatto sapere nulla delle sue condizioni alla famiglia, qualcuno si è pure scordato curarlo, qualcuno si è scordato di nutrirlo.
Qualcuno.
Quant’è bella l’Italia, ti rivolgi ai tribunali per avere giustizia e ti ritrovi in una roulette russa.
Ovviamente le sentenze si rispettano, rispetto anche quegli agenti che mantengono l’ordine pubblico con dignità nonostante la busta paga da fame e gli stipendi bloccati. Ma non rispetto e non rispetterò mai chi blatera a vanvera e usa il caso per portare acqua al suo mulino. Come il segretario delSAP (sindacato autonomo di polizia). Stando a sentire costui Stefano è morto perché non si prendeva cura della sua salute. Immagino che siano stati dei suoi colleghi a insegnargli come prendersi cura di sé.
mercoledì 29 ottobre 2014
A caval donato...
Alcuni giorni fa è avvenuto un terribile misfatto:
l’europarlamentare lettone Iveta
Grigule ha abbandonato il gruppo EFDD decretandone, di fatto, lo scioglimento.
Eh sì, tanta fatica da parte di Grillo, Farage and co. per tirare su una coalizione il cui unico scopo
era riunire tutti gli antieuropeisti di tutte le forme (politiche) possibili e
immaginabili.
Insomma tanta fatica
e la prima lettone che capita se ne va e facendo mancare la rappresentanza minima di
7 paesi nel gruppo prevista dai regolamenti. In sostanza il gruppo sarebbe
evaporato nel nulla condannando i suoi appartenenti alla più totale irrilevanza
e inutilità. Apriti cielo! Per il grillino Corrao l’eurodeputata Grigule èstata comprata dal PSE con l’offerta di una poltrona, oppure poverina è stata
ricattata dai “poteri forti” dell’europarlamento, come blatera Farage. Una veramente
penosa, per cui chi abbandona il mio carro o è un traditore (tipica accusa italiana a chi, a torto o a ragione cambia casacca, in questo i grillini mancano palesemente di fantasia) oppure è colpa di quei cattivoni degli
europeisti, tutti concentrati a distruggere l’EFDD.
Poco dopo il sorgere
di questo grande polverone, il problema si è risolto nella maniera più
sorprendente: al gruppo si è aggiunto l’europarlamentare polacco Robert
Iwaszkiewicz. Questo politico polacco, dal cognome che pare uno scioglilingua, ha
idee un po’ strane riguardo alla parità dei sessi, tanto che ha apertamente
affermato che picchiare la propria moglie è cosa buona e giusta. Il suo partito politico,
il Knp, è un partito iperconservatore che in Polonia si schiera su posizioni
reazionarie su tematiche etiche e su posizioni liberiste su quelle economiche.
Alla faccia dei grillini che in Italia vogliono il reddito di cittadinanza. Ma tanto
si sa, l’EFDD campa solo sull’antieuropeismo. E poi il simpatico polacco si è
portato in dono ben 4 milioni di euro al gruppo. Come dire: avrà pure i suoi
difetti, ma a caval donato non si guarda in bocca, soprattutto se porta con sé un
simpatico compenso in denaro per il disturbo arrecato.
Manco a dirlo
nessuno tra le file del M5S o del UKIP ha gridato alla compravendita di
politici o al ricatto di europarlamentari, anche se gli altri 3 deputati del
Knp eletti a Bruxelles non sono entrati nell’EFDD.
Vedendo i bei figuri che si aggirano per l’EFDD,
tra gli estremisti di destra svedesi, populisti inglesi e adesso pure questo polacco
che non brilla di certo per la sua opinione sulle pari opportunità, mi viene da
dire, sfruttando un vecchio detto popolare, che è veramente meglio essere soli
che male accompagnati. Almeno ci si guadagna in dignità.
AGGIORNAMENTO: in un'intervista su di un quotidiano polacco Robert Iwaszkiewicz ha detto, riguardo al suo ingresso nell'EDD: "Dovevo salvarli e sono salito urgentemente a bordo". Sorvoliamo ora sulla spontanea domanda: "ma perché non ci sei salito prima a bordo se ti stavano tanto a cuore??", vorrei sottolineare come per certi ambienti italiani questo soggetto potrebbe diventare un nuovo mito. Eh sì, in Italia siamo riusciti ad avere un capitano di una nave da crocera che prima che era già su di una scialuppa prima che tutti i passeggeri fossero al sicuro. Addirittura gli si è dovuto imporre di tornare a bordo com un perentorio "torni subito a bordo cazzo!". Questo qui sulla barca mezza affondata dell'EFDD ci è salito volontariamente per salvare il vascello!
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sabato 11 ottobre 2014
In poltrona
Questo weekend, per chi ancora non lo sapesse, al Circo
Massimo a Roma tutto il Movimento 5 Stelle che conta si ritrova. Ci sarà
musica, dibattiti politici, stand… insomma, come se fosse una festa del PD con
le bandiere pentastellate. La cosa puzza parecchio di festa di partito, ma non
ditelo ai grillini, potrebbero
scatenarsi scene fantascientifiche di arrampicata sugli specchi.
Questa “grande” kermesse, intitolata Italia 5 Stelle
(complimenti per la fantasia…) ha preso avvio ieri, venerdì. Ovviamente con un
discorso del caro leader Beppe. Che parlerà anche stasera (sabato). E domani in
conclusione dell’evento. Insomma ci sarà un grande discorso di Grillo suddiviso
in 3 parti con in mezzo un po’ di tutto. In quel po’ di tutto si andrà dai
principali politici grillini a livello locale, nazionale ed europeo a Pino
Scotto.
Già l’inizio ha soddisfatto le attese. È tornato alla
ribalta lo spettro del referendum (consultivo) sull’euro, condito da
affermazioni trionfalistiche di vittoria ai prossimi appuntamenti elettorali
(come se non avessero perso l’ultimo che c’è stato…).
Insomma, giusto per farci due risate direi che ce ne sarà a
sufficienza! Avete preparato i popcorn? E la birra ghiacciata? Aperto la pagina
della diretta streaming? Il tutto ha sapore un po’ fantozziano, ma, viste le premesse, le risate sembrano assicurate!
lunedì 8 settembre 2014
A peste, fame et Grillo...
Il primo settembre, sul sacro blogghe di Grillo Igor Gelarda
ci informa che il sindacato di polizia di cui è segretario generale ha lanciatouna class acton contro il governo, reo di non garantire la sicurezza sanitaria delle
forze dell’ordine impiegate nell’operazione Mare Nostrum.
Igor ci informa che solo gli uomini della marina (i primi a
salire sui barconi dei migranti) sono adeguatamente protetti, per gli altri nada. Guantini e mascherine da
dentisti. Tralascio di esprimermi sulla veridicità di queste affermazioni (ho
la cattiva abitudine di nono esprimermi su ciò che non conosco...), il resto
dell’articolo è tutto un elenco di malattie pericolosissime (es. ebola) di cui
potrebbero entrare in contatto i poliziotti. Ma possibile che lo Stato
italiano
tratti in modo così diverso i suoi dipendenti? Come a dire, se sei della marina
ok, ti diamo tutte le protezioni del caso, mentre se sei un poliziotto sei trattato
come un “pollo da batteria” (così
afferma Igor).
Secondo Gelarda ci sono 40 poliziotti positivi al test per
la tubercolosi. Oibò, e nessuno ne parla? Nessun TG, giornale (on-line o di
carta), nemmeno un blog? Ah sì, un blog sì, quello di Grillo. Solo il sacro
blogghe pare avere il coraggio di gridare questa verità. La cosa (per persone
dotate di raziocinio, s’intende) fa sorgere ben più di un dubbio.
L’articolo, dopo un’attenta lettura, rivela un paio di
strafalcioni davvero notevoli. Poche righe dopo l’inizio dell’articolo scopriamo
che “questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate
malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi". Salvo poi scoprire la riga dopo che secondo l’OMS “in
Italia c’è un morto al giorno per la tubercolosi”. ”. Interessante. Decisamente
interessante. In Italia ogni giorno muore una persona per una malattia che in
Italia non c’è più. Poco più sotto appare il secondo strafalcione. Il nostro
Igor afferma che “il numero di colleghi entrati in contatto con il virus sono
diventati tanti”. Il virus di cui si fa riferimento è la tubercolosi, che però
È UN BATTERIO! Per la cronaca si chiama Mycobacterium tuberculosis o anche
Bacillo di Koch. Bastava fare un giro su wikipedia (abbondantemente citata
nell’articolo!!) per evitare uno errore del genere.
Un articolo sul sito della polizia di stato (datato agosto
scorso) riporta che nessun agente è mai stato infettato dal BATTERIO della tbc.
La class action è comunque partita, ora spetterà alla magistratura appurare i
fatti.
E adesso passiamo a Grillo. Il comico genovese ovviamente
tenta di sfruttare la vicenda a suo vantaggio rilanciando già il giorno dopo
con un post sul suo blog rilanciando che ci sono 50.000 poliziotti a rischio
tubercolosi, per poi prendersela con la sinistra radical chic e, in particolare
con Laura Boldrini, rea di voler trasformare l’Italia in un paese
multiculturale a scapito della salute degli italiani. Che poi è il vecchio
slogan di una certa destra “nordica” per cui per la sinistra italiana vengono
prima gli immigrati che gli italiani. Ogni riferimento a campagne pubblicitarie
e/o di affissione di manifesti razzisti da parte della Lega Nord NON è da
considerarsi casuale.
Il fido Di Maio, ovviamente, deve sulla sua pagina facebook
dare prova di ortodossia grillina. Il caso della tbc gli fornisce l’occasione
per fare un bel copia e incolla dei concetti pressappochisti e poco scientifici
esposti dal suo capo. Sì, perché si fa passare il concetto che la tbc si attacchi come l'influenza. E questo è falso. Perché il batterio si trasmette occorre un contatto prolungato con un malato (giorni se non settimane). Anche l’associazione Medici
Senza Frontiere, impiegata da sempre con i migranti, invita a non fare allarmismi. Non voglio mettere in discussione il possibile contagio dei poliziotti. Capisco che il contatto con uno o più malati deve essere prolungato, ma nulla evita che le forze dell'ordine siano venute a contatto, seppur breve, con più di un malato. Comunque, come già accennato prima, queste sono cose che chiariranno i giudici.
Insomma, dopo aver sparso tanta paura di contagi e malattie
che cosa rimane? Com’era prevedibile il solito polverone politico all’italiana.
Di quelli che durano qualche settimana e poi puf! spariti. Ne rimarrà traccia
nei vecchi articoli di giornale e nei post su blog come questo. Probabilmente
tra un mese ci domanderemo “ma tbc chi??”.
In conclusione mi piacerebbe che Grillo (o chiunque che con
la sua benedizione scriva sul suo blog) provasse a citare fonti un po’ più
approfondite di wikipedia. A cercarmi le informazioni lì ero capace anche da
solo, grazie. Se si parla di malattie infettive forse c’è qualche pagina un po’
più specializzata e che mi sa dare qualche informazione in più. Inoltre un soggetto positivo al test di Mantoux (usato per individuare i casi sospetti di tbc) non è per forza un malato di tubercolosi. Ci sono altri batteri nno tubercolari che possono dare reazione positiva (dalla pagina di wikipedia citata sul blog di Grillo). Infine vorrei
ribadire (per quanto suoni banale, ma apparentemente non lo è...) che con la salute non si scherza, soprattutto se si parla delle
nostre forze dell’ordine, e che strumentalizzare le paure del basso ventre
degli italiani riguardo ad epidemie e malattie mortali solo per portare a casa
un qualche pugno di voti è veramente rivoltante.
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domenica 7 settembre 2014
Libri e sicari
Sul blog di Beppe Grillo oggi c'è una pubblicità davvero singolare. Quello che mi stupisce non è (o almeno non solo) che sul sito del comico genovese venga pubblicizzato un libro di uno dei suo parlamentari di punta, Di Battista (autopubblicità??), o che esso sia pubblicato da una casa editrice legata alla Casaleggio Associati .
Il fatto centrale è che con soli € 5.00 ti puoi comprare un servizio di un scario centroamenricano o comprare il libro di Dibba. E Dibba ti fa risparmiare pure 1 cent!
P.S.: ho fatto un giro sul sito di questa casa editrice. Mi immaginavo il sito della "Adagio" in perfetto stile grillino, ed invece sono rimasto davvero sorpreso. Sfondo azzurro/blu e addirittura, sotto il logo della ditta, il quieto motto "tempo di lettura". Io mi aspettavo almeno un bel "Vinciamo noi!".Un sito del genere mi pare più consona ad una casa editrice che pubblichi testi sul buddismo, più che i discorsi di Grillo. E invece niente. Sarà colpa del marketing.
venerdì 29 agosto 2014
La Macumba di Calderoli
Una settimana fa l’ex ministro e
attuale vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli ha ucciso un serpente di 2metri che gli era entrato in cucina.
A noi comuni mortali capita, che ne so, di
ammazzare un qualche ragnetto anoressico, una mosca, o magari un fastidioso
moscerino che non ci fa dormire la notte. Ma al prode padano è stato chiesto uno
sforzo ben più alto per difendere i suoi cari dall’attacco di un siffatto
essere. Dalla foto che Calderoli stesso ha messo su facebook il cadavere della
bestia pare integro. Dubito che Calderoli si sia armato di elmo, spada e scudo
come Alberto da Giussano nel simbolo del suo partito. Forse avrà usato una meno
nobile padella per finire l’immondo rettile che ha osato violare il suo
maniero.
Lasciando da parte le modalità di
uccisione dell’animale (non specificata dallo stesso Calderoli), sorprende che
dopo un tale evento si possa aver voglia di immortalare il cadavere della
bestia a mo’ di trofeo, manco fosse andato a caccia di ghepardi nella Savana. E
ancora di più sorprende che abbia poi pubblicato le foto su facebook. E ancora
di più che abbia accusato del misfatto il padre dell’ex ministro per l’integrazione
Cecile Kyenge, reo di aver compiuto una terribile macumba su di lui.
Secondo il prode padano è sua la colpa di un po’ tutti i mali che lo hanno afflitto
negli ultimi anni. Incidenti, problemi di salute e ora pure un serpente in
casa! Strano che non lo abbia accusato anche di essere alla base del calo di
consensi della Lega o di essere lui la causa dell’immigrazione clandestina in
Italia.
Ovviamente l’eurodeputata del PD
che il padre, tuttora residente nella Repubblica Democratica del Congo, hannosmentito l’accusa di aver praticato chissà quale rito esoterico. Ma il prode
leghista non ci sta, e ribatte che “Le foto e i video di Oggi erano inquietanti: avevano
messo una mia foto in mezzo ai termitai. Non è un messaggio amichevole. Dopo
quel rito alcuni colleghi napoletani mi regalarono un cornetto di corallo: due
giorni dopo, senza una pressione di nessun genere si è spezzato in due”. Di
fronte a prove così “scientifiche” non so proprio cosa dire. Probabilmente il
fenomeno della rottura dei cornetti napoletani in seguito a macumbe è stata
attentamente studiato presso l’Università della Padania Libera. Comunque il
rito incriminato era stato fatto (parole di Kikoko Kyenge, padre di Cecile) per
liberare Roberto “dai cattivi pensieri e dalle parole offensive”.
Questa vicenda mi sembra solo un
triste, patetico e brutto tentativo di far parlare di sé del leader leghista. In
conclusione vorrei dire che, secondo il mio parere di piccolo profano,
Calderoli dovrebbe stare attento, più che alle foto dei riti magici dell’Africa
Nera, ai “riti” del Cerchio Magico del suo partito. E non si tratta di macumbe,
ma di politica. Quindi consiglio a Roberto di prendersi una vacanza e, come gli ha consigliato Cecile, andare a visitare i luoghi in cui si pratica la Macumba, giusto
per farsi un po’ di cultura, che non guasta mai.
E comunque povero serpente.
AGGIORNAMENTO: Kikoko Kienge, stando a quanto riportato da Repubblica, ha celebrato una contro-macumba. A parte il dover fare un rito per togliere qualcosa che non si è messo, mi ha colpito la frase di padre Kienge che ha dichiarato che adesso Calderoli è suo figlio (e quindi fratello di Cecile, che Roberto aveva paragonato ad un orango) e di non provare odio verso il leader leghista. Il tutto coronato con un invito a pranzo.
Se questa gemiale trovata della macumba doveva, almeno per i piani di Calderoli, permettergli di farsi pubblicità ronfocolando sentimenti razzistoidi, allora il leghista ha fallito nel modo più assoluto. E, se fossi in lui, non racconterei ai compagni di partito di essere diventato il fratello della prima ministro di colore della storia d'Italia.
AGGIORNAMENTO: Kikoko Kienge, stando a quanto riportato da Repubblica, ha celebrato una contro-macumba. A parte il dover fare un rito per togliere qualcosa che non si è messo, mi ha colpito la frase di padre Kienge che ha dichiarato che adesso Calderoli è suo figlio (e quindi fratello di Cecile, che Roberto aveva paragonato ad un orango) e di non provare odio verso il leader leghista. Il tutto coronato con un invito a pranzo.
Se questa gemiale trovata della macumba doveva, almeno per i piani di Calderoli, permettergli di farsi pubblicità ronfocolando sentimenti razzistoidi, allora il leghista ha fallito nel modo più assoluto. E, se fossi in lui, non racconterei ai compagni di partito di essere diventato il fratello della prima ministro di colore della storia d'Italia.
martedì 26 agosto 2014
Di Battista e l'ISIS

Ho aspettato, lo ammetto. Ho atteso, un po’. Non che non
avessi voglia di scrivere, ma un po’ perché in questi giorni non ne ho avuto il
tempo ed il modo e un po’ perché mi pareva di vedere un film. Un bel filmone,
di quelli che alla fine del primo tempo proprio non riesci a capire come
possono andare a finire. Purtroppo era l’attualità politica in Italia. Il tutto
è iniziato il 16 agosto con il post di Di Battista sul blog di Grillo con le ormai famose esternazioni sulla questione irachena. Un articolo lungo,
ma che anche dopo diverse letture lascia quel sapore amarognolo di dibattito da
bar, di quei discorsi con i conversanti un po’ ciucchi e con il proprietario
imbestialito perché non riesce a buttarli fuori per poter chiudere il locale. Si
comincia con un’affermazione forte, cioè che in Iraq ci sono, minoranze a
parte, “tre popolazioni profondamente
diverse tra loro: i curdi, gli sciiti e i sunniti”
denota già un livello di geopolitica più abbastanza imbarazzante... più o meno come
scrivere “squola con la q” come diceva qualche giorno fa Merlo su Repubblica qualche giorno fa.
Non vi nego che, anche se non ho nessuna simpatia per il
M5S, gli attacchi a Di Battista dei giorni successivi mi hanno schifato. Sì, proprio
schifato. Per quanto le idee di Dibba sono (giustamente) criticabili, lui non
ha appoggiato o legittimato il terrorismo islamico in alcun modo. Il passaggio,
ad onore del vero è intriso di dialettica grillina; si colpisce per poi
ritrarre la mano. Inizia con “dovremmo smetterla di considerare il terrorista
un soggetto disumano. E' triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio
villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per
difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di
esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana” per poi aggiungere
subito dopo: “non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando
a capire”. Anche io sto provando a capire. Com’è possibile che prima mi si
spieghi con fior di esempi i collegamenti tra terrorismo e la politica estera
americana e subito dopo mi venga detto che si sta cercando di capire? Mah, io
probabilmente ho un QI più basso di Dibba, dato che proprio non capisco. Come
si fa a dire che si sta cercando di capire quando la risposta a tutto mi viene
fornita nella riga sopra? Vabbe’, lasciamo da parte questi discorsi e torniamo
sul brano. Capisco che il parlamentare pentastellato si sia divertito molto a
scrivere un passaggio davvero al limite della legittimazione del terrorismo,
però non l’ha fatto. Non ha legittimato gli attentati. Lo ha pure affermato,
per lui la via è la nonviolenza. In quest’ottica la decisione di votare contro
all’invio di armi ai curdi è coerente. Quello di cui però il grillino si scorda
è che per dialogare occorre essere in due. Non solo ci deve essere la voglia di
dialogare da parte di una fazione, ma lo stesso desiderio deve essere anche
dell’altra. E stando alla situazione attuale non mi pare che dall’altra parte
ci siano i presupposti per un sereno dialogo. Il dialogo senza un interlocutore
non è più dialogo, è solo un cantarsela ed un suonarsela da soli. E scriverlo
su di un sito che è l’organo ufficiale di un partito politico (so che a questo
punto i grillini insorgeranno dicendo che non è un partito, bene, chiamatelo movimento,
non partito, non movimento, torta di ciliegie, ma per me rimane un partito!)
diventa solo un becero tentativo di tirare acqua al proprio mulino politico.
Inoltre ai parlamentari grillini consiglio di leggersi qualcosa sulla
nonviolenza, che mi paiono poco coerenti. Quando parlano di politica interna è
tutto un circo di insulti e minacce. L’avversario non è solo uno che la pensa
diversamente, è un nemico da annientare, distruggere, spazzare via. Quando si
parla della scena internazionale sono tutti bene o male dietro alla linea
politica del dialogo e della nonviolenza. Caro Dibba, non puoi essere pacifista
quando ti fa comodo. O lo sei o non lo sei. E se lo sei dovresti sapere che “ne
uccide più la lingua che la spada”, e che il linguaggio usato dai 5 stelle è
quanto di più “guerrafondaio” si possa immaginare. Parlare di chi la pensa
diversamente in ambito politico come di un nemico, di noi o loro è un
linguaggio guerrafondaio. Ed il tuo partito da quando è nato ha basato tutta la
sua propaganda su questo.
Il resto dell’articolo sono dietrologie politiche sullo
stile di “quant’era bello l’Iraq con Saddam”, affarismi nascosti, le sette
sorelle e risvolti iracheni dietro la morte di Mattei. La causa della nascita
dei gruppi terroristici viene spiegata in maniera sbrigativa addossando tutta
la colpa all’interventismo americano, al colonialismo europeo ed alla povertà derivata da essi. Per il
nostro amico Dibba tutti i gruppi terroristici prendono legittimazione dalla
povertà e dallo sfruttamento effettuato dalle corporazioni straniere. Tutti,
nessuno escluso. Pure Boko Haram. Cito testualmente: “Il fatto che in Africa
nera la prima causa di morte per i bambini sotto i 5 anni sia la diarrea ha
qualcosa a che fare con l'insicurezza mondiale o con il terrorismo di Boko
Haram?”. E no, è troppo facile così. Non si può pretendere di spiegare così
facilmente un fenomeno così complesso come il terrorismo. In questo modo gruppi
diversissimi e che agiscono in parto lontanissime del Mondo risultano essere
praticamente uguali. Vi informo che anche i fattori culturali, sociali e religiosi
hanno il loro peso. Perché allora i terroristi dell’ISIS dovrebbero avercela
tanto con gli sciiti? Mica fanno i collaborazionisti con gli americani!
Scusate ma io mi aspettavo qualcosa di più. Dal
vicepresidente della commissione affari esteri si deve pretendere di più.
Almeno un po’ di più dei succitati discorsi da bar. Almeno un’analisi un po’
più fine, un’idea (almeno abbozzata!) su come concretamente uscire dalla
situazione. E invece nulla di nuovo sotto questo tiepido sole di agosto.
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