lunedì 29 dicembre 2014

Fine anno tempo di... votare la panzana preferita!

La sera del 31/12 si avvicina. Un altro anno se ne va. Ma se volete farvi un'ultima risata con le peggiori (o miglio, dipende dal punto di vista) panzane politiche potete andare qui. Scoprirete concezioni geopolitiche avveniristiche ottenute da fonti notoriamente certissime (wikipedia), potrete toccare con mano il provincialismo italiano (tra l'altro su di un tema banale come la distribuzione geografica dei beni protetti dall'UNESCO) e vi stupirete scoprendo che in Scozia sono tutti notoriamente cattolici. Ovviamente non potevano mancare i commenti stupidamente catastrofisti o ripieni solo di vuoto ottimismo sulla nostra economia.
Infine potrete scoprire il vero volto dell'Europa. Non l'unione di stati sovrani, ma una struttura formata da grigi e cattivissimi burocrati che allungheranno le mani, oltre che nelle vostre tasche, anche verso il vostro tostapane!
Fatevi una bella risata e, se vi va, e votate la panzana migliore.

Io nel frattempo mi tengo ben stretto il mio tostapane DOPPIO...

domenica 23 novembre 2014

It's time... for elections

E finalmente ci siamo. Oggi si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna. La campagna elettorale degli scorsi mesi è stata una delle più insignificanti e assenti che si ricordino.
Solo un Salvini contestato dagli anarcoidi ed un Renzi un po' berlusconizzato al Paladozza sono riusciti ad accendere un po' di curiosità negli elettori.
Tra i partiti, il M5S spera in un flop non troppo pesante, specie in una regione in cui i grillini ha avuto il suo primi grandi risultati; il PD spera che i propri elettori abbiano problemi di amnesia e che in cabina elettorale non si ricordino dei casi giudiziari riguardanti Errani e le spese pazze dei consiglieri regionali. Infine la Lega Nord spera di aver solleticato abbastanza i bassi istinti degli emiliano-romagnoli, aiutati (e non poco) dai collettivi.
Se non sapete proprio chi votare vi lascio un suggerimento musicale...


P.S.: dai primi dati pare che l'affluenza alle 12 di oggi sia stata appena sopra al 10%, un risultato piuttosto scarso, se confrontato con quelli passati. Ma da una campagna elettorale così cosa ci si poteva aspettare??

martedì 11 novembre 2014

Tu chiamali se vuoi squadristi

Pochi giorni fa il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, è dovuto fuggire dall’attacco di anarchici, antagonisti e anti-assortiti a Bologna.
Il segretario del carroccio non si trovava per caso nel capoluogo emiliano-romagnolo, ma era lì per una “visita di cortesia” al campo nomadi di via Erbosa. Lo stesso campo in cui, il 3 novembre scorso, la consigliera comunale della Lega Lucia Borgonzoni era stata schiaffeggiata, sempre durante una “visitina”.
Visti gli atteggiamenti amorevoli e concilianti dei leghisti verso i nomadi, e visti i recenti fatti, di certo la visita del segretario del Carroccio non era di certo “di cortesia”. Anzi, lo scopo era ben chiaro, andare là per solleticare gli istinti razzisti più bassi per raccattar qualche voto in più alle prossime elezioni regionali. Non ci vuole una grande analisi politica se il segretario di partito si fa un bel po’ di chilometri per invischiarsi in quella che è (o almeno era) una faccenda locale.
Questa volta però ,ad attendere Salvini non c’erano degli agguerriti Sinti, ma i giovani dei centri sociali. Che, appena individuato Matteo, si sono lanciati contro di lui, prima mettendolo in fuga a piedi, e poi bloccando la sua auto. Si è prodotto un parapiglia con due anarcoidi che hanno rischiato di venire investiti ed il parabrezza posteriore dell’auto del segretario leghista fracassato. Non voglio entrare nel merito della dinamica, ma proprio non riesco a capire che senso ha urlare “vattene vattene” e contemporaneamente bloccare l’auto di chi se ne sta andando! Si vede che certe idiozie ideologiche non mi hanno (ancora) contaminato.
Non avendo potuto instaurare un sereno e civile dialogo con il segretario leghista, gli anarchici/anarcoidi presenti hanno rimediato occupandosi di Enrico Barbetti un giornalista del Resto del Carlino. Lo hanno accerchiato in 15-20, dopo averlo riconosciuto e chiamato per nome e cognome, l’hanno pestato e gli hanno rotto il gomito sinistro. La motivazione? A quanto pare qualcuno del gruppetto dei violenti avrebbe detto che “è per colpa tua se c’è gente in galera”. E io che pensavo che la gente in galera ci finisse dopo un processo! Con questa frase si capisce benissimo il livello politico e culturale di questo branco di teppisti.
Anzi, peggio che teppisti. Il teppista agisce da solo o in branco, spesso in modo disorganizzato e stupido. Qui invece l’organizzazione c’era. Nel video si sente distintamente una persona urlare “avvisate il presidio”. Quindi qualcuno stava aspettando.
Sia ben chiaro, io non condivido le idee razziste o pseudo tali di Salvini. Mi fa schifo che se ne vada in giro a rinfocolare certi sentimenti anti-immigrati e anti-nomandi per il proprio tornaconto politico. Ma attaccare un politico, di qualsiasi colore esso sia, in questo modo è da vigliacchi. Anzi, con il brutale attacco effettuato successivamente ai danni del giornalista del Carlino hanno mostrato la loro vera natura. Hanno individuato l’obiettivo ed hanno agito. In gruppo. Perché in gruppo è più facile, ci si fa forza a vicenda. C’erano altri gruppi che operavano così in Italia. Erano le squadracce del fascismo.
Ed ora, esposta la vicenda, vorrei fare alcuni complimenti:
in primisi i miei sentiti e vivissimi complimenti vanno agli antagonisti, anarchici e anarcodi vari presenti là. Bravi, vi nascondete sotto le parole d’ordine dell’atifascismo, ma agite come le peggiori camicie nere. Attaccate chi non la pensa come voi e, in mancanza d’altro, anche i giornalisiti vanno bene. Forse perché certe verità non è bene che vengano scritte sui giornali. Complimenti per la faccia tosta (davvero incredibile!) che avete avuto nel riuscire a fare le vittime di fronte alle telecamere perché due dei vostri cari compagni hanno rischiato di finire sotto la macchina di Salvini. Sì, ci credo che volevate solo “contestare” in modo pacifico il leader della Lega. Probabilmente il vostro intento era di fare qualche carezza ai leghisti, così, giusto per aiutarli a cambiare le loro idee politiche. Complimenti, deficienti che non siete altro, con atti del genere fornite solo voti al movimento chedite di voler combattere.
Ed ora passiamo al sindaco di Bologna, Virginio Merola. Dopo gli scontri tra Forza Nuova e centri sociali durante la manifestazione delle Sentinelle in Piedi aveva tuonato che i militanti di estrema destra (giustamente) non avevano cittadinanza a Bologna. Spero che ora abbia la voglia e la volontà politica di dare anche un’occhiatina approfondita anche altrove. Altrimenti tutti quei bei discorsi sulla civiltà, la democrazia, ecc... non sono altro che belle storielle da regalare all'elettore.
Ed infine vorrei fare i complimenti agli ideologi, parrucconi e amanti delle vecchie ideologie. Che, nonostante quello che è successo, cercano ancora una giustificazione per i ragazzi dei centri sociali. Le loro armi principali sono due: che l’autista di Salvini non avrebbe dovuto accelerare in modo così brusco e che il primo a provocare è stato il leader della Lega con la sua sola presenza. Sulla seconda motivazione stendo un velo pietoso. È motivazione ridicola che serve solo per legittimare la loro violenza. Secondo questo ragionamento io domani posso scendere in strada, recarmi ad un gazebo di chi raccoglie firme per una proposta di legge che non condivido e  menare tutti, perché stando lì con il banchetto mi provocano. Per farla breve: la democrazia è altra cosa. La prima motivazione la condivido in parte. Capisco che accelerare in modo così brusco da parte dell’autista di Salvini è stata una scelta pericolosa, oltre che molto stupida. Ma sfido chiunque in una situazione del genere a mantenere la calma.
Ma temo che questi ragionamenti siano inutili. Per una certa parte della sinistra, certi kompagni vanno difesi, costi quel che costi. Anche arrampicandosi sugli specchi. Mentre proprio questo kompagni, difesi strenuamente, dimostrano con le loro azioni di non hanno ancora capito (o non voler capire...) che cosa scrisse dei loro simili Pier Paolo Pasolini dopo gli scontri di Valle Gliuia nel ’68



P.S.: per fortuna qualcuno su fb riesce anche a strapparmi un sorriso. Ma come ogni buona satira, c’è un fondo di verità... (l’immagine è stata presa dalla pagina facebook de “La via Culturale al Socialismo”).

giovedì 6 novembre 2014

Enzo

Sette anni fa se ne andava uno degli ultimi grandi giornalisti Italiani. Uno che ebbe il coraggio di dare lezioni di democrazia ad un presunto aspirante statista, tale Berlusconi Silvio.
Un quasi statista che probabilmente sarà ricordato per quelle di marketing da televenditore più che per le sue idee politiche.
Come disse Biagi nell'ultima puntata del "Fatto", del 18 aprile del 2002, dopo l'editto bulgaro di Silvio che cacciava dalla RAI lui, Santoro e Luttazzi : "Meglio essere cacciati per aver detto qualche verità, che restare al prezzo di certi patteggiamenti".
Ce ne fossero di più di giornalisti con la schiena così dritta.

Non è Stato nessuno

Alcuni giorni fa è stata emessa la sentenza di appello per il caso Cucchi. Nel caso qualcuno soffrisse di memoria corta riassumo la vicenda: il 15 ottobre 2009 viene arrestato il trentunenne Stefano Cucchi perché in possesso di hashish e cocaina. Già il giorno dopo, al processo per direttissima, mostrava già evidenti ematomi e camminava con difficoltà. Le sue condizioni fisiche sono andate via via peggiorando, fino a portare, dopo un primo rifiuto (nonostante ben due fratture alla colonna vertebrale) al ricovero in ospedale. Stefano muore all’ospedale Sandro Pertini di Roma il 22 ottobre 2009. Al momento del decesso il suo corpo pesa 37 chilogrammi rispetto ai 43 di quando è stato arrestato una settimana prima.
Su di lui si sono dette tante scemenze, il premio però va all’allora sottosegretario di stato Carlo Giovanardi, che dopo aver dichiarato che Stefano è morto perché anoressico, sieropositivo e tossicodipendente si è infine scusato con la famiglia. Perché si sa, le cretinate politiche sono “fraintendimenti”.
L’intero caso è avvolto da una impenetrabile barriera di verità a metà, di incredibili errori, il più eclatante è che secondo il verbale d’arresto Stefano era in realtà un albanese senza fissa dimora (tra l’altro casa sua era appena stata perquisita). Tale assurdità portò poi alla custodia cautelare in carcere, che sarà per il giovane l’inizio della fine.
Ebbene, dopo svariate perizia è stato accertato che Stefano è stato pestato durante il periodo di detenzione (come testimoniato da altri detenuti) http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=154951 e che in ospedale è stato lasciato morire di stenti senza essere curato.
Già la Corte d’Assise che ha emesso il verdetto di primo grado ha riconosciuto che Cucchi è morto di fame e di sete, ma non che le botte prese in carcere possono avere contribuito alla morte. Ora la sentenza di appello, con un bel colpo di spugna, ci informa che non è stato nessuno.
Nessuno.
Ma allora se non è stato nessuno come fa ad essere morto? Si sarà suicidato picchiandosi da solo?
Questo caso ci insegna che tutti possono sbagliare, ma che se sei dalla parte “giusta” (leggi lo Stato) puoi uscirne indenne. Qualcuno si è sbagliato a scrivere il verbale dell’arresto, qualcuno ha pestato Stefano più e più volte, qualcuno non ha fatto sapere nulla delle sue condizioni alla famiglia, qualcuno si è pure scordato curarlo, qualcuno si è scordato di nutrirlo.
Qualcuno.
 Si dirà che mancavano le prove. A quanto pare le testimonianze, le perizie sul corpo martoriato e irriconoscibile del giovane non valgono nulla.
Quant’è bella l’Italia, ti rivolgi ai tribunali per avere giustizia e ti ritrovi in una roulette russa. 
Ovviamente le sentenze si rispettano, rispetto anche quegli agenti che mantengono l’ordine pubblico con dignità nonostante la busta paga da fame e gli stipendi bloccati. Ma non rispetto e non rispetterò mai chi blatera a vanvera e usa il caso per portare acqua al suo mulino. Come il segretario delSAP (sindacato autonomo di polizia). Stando a sentire costui Stefano è morto perché non si prendeva cura della sua salute. Immagino che siano stati dei suoi colleghi a insegnargli come prendersi cura di sé.

mercoledì 29 ottobre 2014

A caval donato...

Alcuni giorni fa è avvenuto un terribile misfatto: l’europarlamentare lettone Iveta Grigule ha abbandonato il gruppo EFDD decretandone, di fatto, lo scioglimento. Eh sì, tanta fatica da parte di Grillo, Farage and co. per  tirare su una coalizione il cui unico scopo era riunire tutti gli antieuropeisti di tutte le forme (politiche) possibili e immaginabili.
Insomma tanta fatica e la prima lettone che capita se ne va e facendo mancare la rappresentanza minima di 7 paesi nel gruppo prevista dai regolamenti. In sostanza il gruppo sarebbe evaporato nel nulla condannando i suoi appartenenti alla più totale irrilevanza e inutilità. Apriti cielo! Per il grillino Corrao l’eurodeputata Grigule èstata comprata dal PSE con l’offerta di una poltrona, oppure poverina è stata ricattata dai “poteri forti” dell’europarlamento, come blatera Farage. Una veramente penosa, per cui chi abbandona il mio carro o è un traditore (tipica accusa italiana a chi, a torto o a ragione cambia casacca, in questo i grillini mancano palesemente di fantasia) oppure è colpa di quei cattivoni degli europeisti, tutti concentrati a distruggere l’EFDD.
Poco dopo il sorgere di questo grande polverone, il problema si è risolto nella maniera più sorprendente: al gruppo si è aggiunto l’europarlamentare polacco Robert Iwaszkiewicz. Questo politico polacco, dal cognome che pare uno scioglilingua, ha idee un po’ strane riguardo alla parità dei sessi, tanto che ha apertamente affermato che picchiare la propria moglie è cosa buona e giusta. Il suo partito politico, il Knp, è un partito iperconservatore che in Polonia si schiera su posizioni reazionarie su tematiche etiche e su posizioni liberiste su quelle economiche. Alla faccia dei grillini che in Italia vogliono il reddito di cittadinanza. Ma tanto si sa, l’EFDD campa solo sull’antieuropeismo. E poi il simpatico polacco si è portato in dono ben 4 milioni di euro al gruppo. Come dire: avrà pure i suoi difetti, ma a caval donato non si guarda in bocca, soprattutto se porta con sé un simpatico compenso in denaro per il disturbo arrecato.
Manco a dirlo nessuno tra le file del M5S o del UKIP ha gridato alla compravendita di politici o al ricatto di europarlamentari, anche se gli altri 3 deputati del Knp eletti a Bruxelles non sono entrati nell’EFDD.

 Vedendo i bei figuri che si aggirano per l’EFDD, tra gli estremisti di destra svedesi, populisti inglesi e adesso pure questo polacco che non brilla di certo per la sua opinione sulle pari opportunità, mi viene da dire, sfruttando un vecchio detto popolare, che è veramente meglio essere soli che male accompagnati. Almeno ci si guadagna in dignità.

AGGIORNAMENTO: in un'intervista su di un quotidiano polacco Robert Iwaszkiewicz ha detto, riguardo al suo ingresso nell'EDD: "Dovevo salvarli e sono salito urgentemente a bordo". Sorvoliamo ora sulla spontanea domanda: "ma perché non ci sei salito prima a bordo se ti stavano tanto a cuore??", vorrei sottolineare come per certi ambienti italiani questo soggetto potrebbe diventare un nuovo mito. Eh sì, in Italia siamo riusciti ad avere un capitano di una nave da crocera che prima che era già su di una scialuppa prima che tutti i passeggeri fossero al sicuro. Addirittura gli si è dovuto imporre di tornare a bordo com un perentorio "torni subito a bordo cazzo!". Questo qui sulla barca mezza affondata dell'EFDD ci è salito volontariamente per salvare il vascello! 

sabato 11 ottobre 2014

In poltrona

Questo weekend, per chi ancora non lo sapesse, al Circo Massimo a Roma tutto il Movimento 5 Stelle che conta si ritrova. Ci sarà musica, dibattiti politici, stand… insomma, come se fosse una festa del PD con le bandiere pentastellate. La cosa puzza parecchio di festa di partito, ma non ditelo  ai grillini, potrebbero scatenarsi scene fantascientifiche di arrampicata sugli specchi.
Questa “grande” kermesse, intitolata Italia 5 Stelle (complimenti per la fantasia…) ha preso avvio ieri, venerdì. Ovviamente con un discorso del caro leader Beppe. Che parlerà anche stasera (sabato). E domani in conclusione dell’evento. Insomma ci sarà un grande discorso di Grillo suddiviso in 3 parti con in mezzo un po’ di tutto. In quel po’ di tutto si andrà dai principali politici grillini a livello locale, nazionale ed europeo a Pino Scotto.
Già l’inizio ha soddisfatto le attese. È tornato alla ribalta lo spettro del referendum (consultivo) sull’euro, condito da affermazioni trionfalistiche di vittoria ai prossimi appuntamenti elettorali (come se non avessero perso l’ultimo che c’è stato…).

Insomma, giusto per farci due risate direi che ce ne sarà a sufficienza! Avete preparato i popcorn? E la birra ghiacciata? Aperto la pagina della diretta streaming? Il tutto ha sapore un po’ fantozziano, ma, viste le premesse, le risate sembrano assicurate!



lunedì 8 settembre 2014

A peste, fame et Grillo...

Il primo settembre, sul sacro blogghe di Grillo Igor Gelarda ci informa che il sindacato di polizia di cui è segretario generale ha lanciatouna class acton contro il governo, reo di non garantire la sicurezza sanitaria delle forze dell’ordine impiegate nell’operazione Mare Nostrum.
Igor ci informa che solo gli uomini della marina (i primi a salire sui barconi dei migranti) sono adeguatamente protetti,  per gli altri nada. Guantini e mascherine da dentisti. Tralascio di esprimermi sulla veridicità di queste affermazioni (ho la cattiva abitudine di nono esprimermi su ciò che non conosco...), il resto dell’articolo è tutto un elenco di malattie pericolosissime (es. ebola) di cui potrebbero entrare in contatto i poliziotti. Ma possibile che lo Stato
italiano tratti in modo così diverso i suoi dipendenti? Come a dire, se sei della marina ok, ti diamo tutte le protezioni del caso, mentre se sei un poliziotto sei trattato come un  “pollo da batteria” (così afferma Igor).
Secondo Gelarda ci sono 40 poliziotti positivi al test per la tubercolosi. Oibò, e nessuno ne parla? Nessun TG, giornale (on-line o di carta), nemmeno un blog? Ah sì, un blog sì, quello di Grillo. Solo il sacro blogghe pare avere il coraggio di gridare questa verità. La cosa (per persone dotate di raziocinio, s’intende) fa sorgere ben più di un dubbio.
L’articolo, dopo un’attenta lettura, rivela un paio di strafalcioni davvero notevoli. Poche righe dopo l’inizio dell’articolo scopriamo che “questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi". Salvo poi scoprire la riga dopo che secondo l’OMS “in Italia c’è un morto al giorno per la tubercolosi”. ”. Interessante. Decisamente interessante. In Italia ogni giorno muore una persona per una malattia che in Italia non c’è più. Poco più sotto appare il secondo strafalcione. Il nostro Igor afferma che “il numero di colleghi entrati in contatto con il virus sono diventati tanti”. Il virus di cui si fa riferimento è la tubercolosi, che però È UN BATTERIO! Per la cronaca si chiama Mycobacterium tuberculosis o anche Bacillo di Koch. Bastava fare un giro su wikipedia (abbondantemente citata nell’articolo!!) per evitare uno errore del genere.
Un articolo sul sito della polizia di stato (datato agosto scorso) riporta che nessun agente è mai stato infettato dal BATTERIO della tbc. La class action è comunque partita, ora spetterà alla magistratura appurare i fatti.
E adesso passiamo a Grillo. Il comico genovese ovviamente tenta di sfruttare la vicenda a suo vantaggio rilanciando già il giorno dopo con un post sul suo blog rilanciando che ci sono 50.000 poliziotti a rischio tubercolosi, per poi prendersela con la sinistra radical chic e, in particolare con Laura Boldrini, rea di voler trasformare l’Italia in un paese multiculturale a scapito della salute degli italiani. Che poi è il vecchio slogan di una certa destra “nordica” per cui per la sinistra italiana vengono prima gli immigrati che gli italiani. Ogni riferimento a campagne pubblicitarie e/o di affissione di manifesti razzisti da parte della Lega Nord NON è da considerarsi casuale.
Il fido Di Maio, ovviamente, deve sulla sua pagina facebook dare prova di ortodossia grillina. Il caso della tbc gli fornisce l’occasione per fare un bel copia e incolla dei concetti pressappochisti e poco scientifici esposti dal suo capo. Sì, perché si fa passare il concetto che la tbc si attacchi come l'influenza. E questo è falso. Perché il batterio si trasmette occorre un contatto prolungato con un malato (giorni se non settimane). Anche l’associazione Medici Senza Frontiere, impiegata da sempre con i migranti, invita a non fare allarmismi. Non voglio mettere in discussione il possibile contagio dei poliziotti. Capisco che il contatto con uno o più malati deve essere prolungato, ma nulla evita che le forze dell'ordine siano venute a contatto, seppur breve, con più di un malato. Comunque, come già accennato prima, queste sono cose che chiariranno i giudici. 
Insomma, dopo aver sparso tanta paura di contagi e malattie che cosa rimane? Com’era prevedibile il solito polverone politico all’italiana. Di quelli che durano qualche settimana e poi puf! spariti. Ne rimarrà traccia nei vecchi articoli di giornale e nei post su blog come questo. Probabilmente tra un mese ci domanderemo “ma tbc chi??”.

In conclusione mi piacerebbe che Grillo (o chiunque che con la sua benedizione scriva sul suo blog) provasse a citare fonti un po’ più approfondite di wikipedia. A cercarmi le informazioni lì ero capace anche da solo, grazie. Se si parla di malattie infettive forse c’è qualche pagina un po’ più specializzata e che mi sa dare qualche informazione in più. Inoltre un soggetto positivo al test di Mantoux (usato per individuare i casi sospetti di tbc) non è per forza un malato di tubercolosi. Ci sono altri batteri nno tubercolari che possono dare reazione positiva (dalla pagina di wikipedia citata sul blog di Grillo). Infine vorrei ribadire (per quanto suoni banale, ma apparentemente non lo è...) che con la salute non si scherza, soprattutto se si parla delle nostre forze dell’ordine, e che strumentalizzare le paure del basso ventre degli italiani riguardo ad epidemie e malattie mortali solo per portare a casa un qualche pugno di voti è veramente rivoltante. 

domenica 7 settembre 2014

Libri e sicari

Sul blog di Beppe Grillo oggi c'è una pubblicità davvero singolare. Quello che mi stupisce non è (o almeno non solo) che sul sito del comico genovese venga pubblicizzato un libro di uno dei suo parlamentari di punta, Di Battista (autopubblicità??), o che esso sia pubblicato da una casa editrice legata alla Casaleggio Associati .
Il fatto centrale è che con soli € 5.00 ti puoi comprare un servizio di un scario centroamenricano o comprare il libro di Dibba. E Dibba ti fa risparmiare pure 1 cent!


P.S.:  ho fatto un giro sul sito di questa casa editrice. Mi immaginavo il sito della "Adagio" in perfetto stile grillino, ed invece sono rimasto davvero sorpreso. Sfondo azzurro/blu e addirittura, sotto il logo della ditta, il quieto motto "tempo di lettura". Io mi aspettavo almeno un bel "Vinciamo noi!".Un sito del genere mi pare più consona ad una casa editrice che pubblichi testi sul buddismo, più che i discorsi di Grillo.  E invece niente. Sarà colpa del marketing.

venerdì 29 agosto 2014

La Macumba di Calderoli

Una settimana fa l’ex ministro e attuale vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli ha ucciso un serpente di 2metri che gli era entrato in cucina
A noi comuni mortali capita, che ne so, di ammazzare un qualche ragnetto anoressico, una mosca, o magari un fastidioso moscerino che non ci fa dormire la notte. Ma al prode padano è stato chiesto uno sforzo ben più alto per difendere i suoi cari dall’attacco di un siffatto essere. Dalla foto che Calderoli stesso ha messo su facebook il cadavere della bestia pare integro. Dubito che Calderoli si sia armato di elmo, spada e scudo come Alberto da Giussano nel simbolo del suo partito. Forse avrà usato una meno nobile padella per finire l’immondo rettile che ha osato violare il suo maniero.
Lasciando da parte le modalità di uccisione dell’animale (non specificata dallo stesso Calderoli), sorprende che dopo un tale evento si possa aver voglia di immortalare il cadavere della bestia a mo’ di trofeo, manco fosse andato a caccia di ghepardi nella Savana. E ancora di più sorprende che abbia poi pubblicato le foto su facebook. E ancora di più che abbia accusato del misfatto il padre dell’ex ministro per l’integrazione Cecile Kyenge, reo di aver compiuto una terribile macumba su di lui. Secondo il prode padano è sua la colpa di un po’ tutti i mali che lo hanno afflitto negli ultimi anni. Incidenti, problemi di salute e ora pure un serpente in casa! Strano che non lo abbia accusato anche di essere alla base del calo di consensi della Lega o di essere lui la causa dell’immigrazione clandestina in Italia.
Ovviamente l’eurodeputata del PD che il padre, tuttora residente nella Repubblica Democratica del Congo, hannosmentito l’accusa di aver praticato chissà quale rito esoterico. Ma il prode leghista non ci sta, e ribatte che “Le foto e i video di Oggi erano inquietanti: avevano messo una mia foto in mezzo ai termitai. Non è un messaggio amichevole. Dopo quel rito alcuni colleghi napoletani mi regalarono un cornetto di corallo: due giorni dopo, senza una pressione di nessun genere si è spezzato in due”. Di fronte a prove così “scientifiche” non so proprio cosa dire. Probabilmente il fenomeno della rottura dei cornetti napoletani in seguito a macumbe è stata attentamente studiato presso l’Università della Padania Libera. Comunque il rito incriminato era stato fatto (parole di Kikoko Kyenge, padre di Cecile) per liberare Roberto “dai cattivi pensieri e dalle parole offensive”.
Questa vicenda mi sembra solo un triste, patetico e brutto tentativo di far parlare di sé del leader leghista. In conclusione vorrei dire che, secondo il mio parere di piccolo profano, Calderoli dovrebbe stare attento, più che alle foto dei riti magici dell’Africa Nera, ai “riti” del Cerchio Magico del suo partito. E non si tratta di macumbe, ma di politica. Quindi consiglio a Roberto di prendersi una vacanza e, come gli ha consigliato Cecile, andare a visitare i luoghi in cui si pratica la Macumba, giusto per farsi un po’ di cultura, che non guasta mai.

E comunque povero serpente.

AGGIORNAMENTO: Kikoko Kienge, stando a quanto riportato da Repubblica, ha celebrato una contro-macumba. A parte il dover fare un rito per togliere qualcosa che non si è messo, mi ha colpito la frase di padre Kienge che ha dichiarato che adesso Calderoli è suo figlio (e quindi fratello di Cecile, che Roberto aveva paragonato ad un orango) e di non provare odio verso il leader leghista. Il tutto coronato con un invito a pranzo.

Se questa gemiale trovata della macumba doveva, almeno per i piani di Calderoli, permettergli di farsi pubblicità ronfocolando sentimenti razzistoidi, allora il leghista ha fallito nel modo più assoluto. E, se fossi in lui, non racconterei ai compagni di partito di essere diventato il fratello della prima ministro di colore della storia d'Italia. 

martedì 26 agosto 2014

Di Battista e l'ISIS



Ho aspettato, lo ammetto. Ho atteso, un po’. Non che non avessi voglia di scrivere, ma un po’ perché in questi giorni non ne ho avuto il tempo ed il modo e un po’ perché mi pareva di vedere un film. Un bel filmone, di quelli che alla fine del primo tempo proprio non riesci a capire come possono andare a finire. Purtroppo era l’attualità politica in Italia. Il tutto è iniziato il 16 agosto con il post di Di Battista sul blog di Grillo con le ormai famose esternazioni sulla questione irachena. Un articolo lungo, ma che anche dopo diverse letture lascia quel sapore amarognolo di dibattito da bar, di quei discorsi con i conversanti un po’ ciucchi e con il proprietario imbestialito perché non riesce a buttarli fuori per poter chiudere il locale. Si comincia con un’affermazione forte, cioè che in Iraq ci sono, minoranze a parte, “tre popolazioni profondamente diverse tra loro: i curdi, gli sciiti e i sunniti” denota già un livello di geopolitica più abbastanza imbarazzante... più o meno come scrivere “squola con la q” come diceva qualche giorno fa Merlo su Repubblica qualche giorno fa.

Non vi nego che, anche se non ho nessuna simpatia per il M5S, gli attacchi a Di Battista dei giorni successivi mi hanno schifato. Sì, proprio schifato. Per quanto le idee di Dibba sono (giustamente) criticabili, lui non ha appoggiato o legittimato il terrorismo islamico in alcun modo. Il passaggio, ad onore del vero è intriso di dialettica grillina; si colpisce per poi ritrarre la mano. Inizia con “dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano.  E' triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana” per poi aggiungere subito dopo: “non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire”. Anche io sto provando a capire. Com’è possibile che prima mi si spieghi con fior di esempi i collegamenti tra terrorismo e la politica estera americana e subito dopo mi venga detto che si sta cercando di capire? Mah, io probabilmente ho un QI più basso di Dibba, dato che proprio non capisco. Come si fa a dire che si sta cercando di capire quando la risposta a tutto mi viene fornita nella riga sopra? Vabbe’, lasciamo da parte questi discorsi e torniamo sul brano. Capisco che il parlamentare pentastellato si sia divertito molto a scrivere un passaggio davvero al limite della legittimazione del terrorismo, però non l’ha fatto. Non ha legittimato gli attentati. Lo ha pure affermato, per lui la via è la nonviolenza. In quest’ottica la decisione di votare contro all’invio di armi ai curdi è coerente. Quello di cui però il grillino si scorda è che per dialogare occorre essere in due. Non solo ci deve essere la voglia di dialogare da parte di una fazione, ma lo stesso desiderio deve essere anche dell’altra. E stando alla situazione attuale non mi pare che dall’altra parte ci siano i presupposti per un sereno dialogo. Il dialogo senza un interlocutore non è più dialogo, è solo un cantarsela ed un suonarsela da soli. E scriverlo su di un sito che è l’organo ufficiale di un partito politico (so che a questo punto i grillini insorgeranno dicendo che non è un partito, bene, chiamatelo movimento, non partito, non movimento, torta di ciliegie, ma per me rimane un partito!) diventa solo un becero tentativo di tirare acqua al proprio mulino politico. Inoltre ai parlamentari grillini consiglio di leggersi qualcosa sulla nonviolenza, che mi paiono poco coerenti. Quando parlano di politica interna è tutto un circo di insulti e minacce. L’avversario non è solo uno che la pensa diversamente, è un nemico da annientare, distruggere, spazzare via. Quando si parla della scena internazionale sono tutti bene o male dietro alla linea politica del dialogo e della nonviolenza. Caro Dibba, non puoi essere pacifista quando ti fa comodo. O lo sei o non lo sei. E se lo sei dovresti sapere che “ne uccide più la lingua che la spada”, e che il linguaggio usato dai 5 stelle è quanto di più “guerrafondaio” si possa immaginare. Parlare di chi la pensa diversamente in ambito politico come di un nemico, di noi o loro è un linguaggio guerrafondaio. Ed il tuo partito da quando è nato ha basato tutta la sua propaganda su questo.

Il resto dell’articolo sono dietrologie politiche sullo stile di “quant’era bello l’Iraq con Saddam”, affarismi nascosti, le sette sorelle e risvolti iracheni dietro la morte di Mattei. La causa della nascita dei gruppi terroristici viene spiegata in maniera sbrigativa addossando tutta la colpa all’interventismo americano, al colonialismo europeo  ed alla povertà derivata da essi. Per il nostro amico Dibba tutti i gruppi terroristici prendono legittimazione dalla povertà e dallo sfruttamento effettuato dalle corporazioni straniere. Tutti, nessuno escluso. Pure Boko Haram. Cito testualmente: “Il fatto che in Africa nera la prima causa di morte per i bambini sotto i 5 anni sia la diarrea ha qualcosa a che fare con l'insicurezza mondiale o con il terrorismo di Boko Haram?”. E no, è troppo facile così. Non si può pretendere di spiegare così facilmente un fenomeno così complesso come il terrorismo. In questo modo gruppi diversissimi e che agiscono in parto lontanissime del Mondo risultano essere praticamente uguali. Vi informo che anche i fattori culturali, sociali e religiosi hanno il loro peso. Perché allora i terroristi dell’ISIS dovrebbero avercela tanto con gli sciiti? Mica fanno i collaborazionisti con gli americani!

Scusate ma io mi aspettavo qualcosa di più. Dal vicepresidente della commissione affari esteri si deve pretendere di più. Almeno un po’ di più dei succitati discorsi da bar. Almeno un’analisi un po’ più fine, un’idea (almeno abbozzata!) su come concretamente uscire dalla situazione. E invece nulla di nuovo sotto questo tiepido sole di agosto.