venerdì 29 agosto 2014

La Macumba di Calderoli

Una settimana fa l’ex ministro e attuale vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli ha ucciso un serpente di 2metri che gli era entrato in cucina
A noi comuni mortali capita, che ne so, di ammazzare un qualche ragnetto anoressico, una mosca, o magari un fastidioso moscerino che non ci fa dormire la notte. Ma al prode padano è stato chiesto uno sforzo ben più alto per difendere i suoi cari dall’attacco di un siffatto essere. Dalla foto che Calderoli stesso ha messo su facebook il cadavere della bestia pare integro. Dubito che Calderoli si sia armato di elmo, spada e scudo come Alberto da Giussano nel simbolo del suo partito. Forse avrà usato una meno nobile padella per finire l’immondo rettile che ha osato violare il suo maniero.
Lasciando da parte le modalità di uccisione dell’animale (non specificata dallo stesso Calderoli), sorprende che dopo un tale evento si possa aver voglia di immortalare il cadavere della bestia a mo’ di trofeo, manco fosse andato a caccia di ghepardi nella Savana. E ancora di più sorprende che abbia poi pubblicato le foto su facebook. E ancora di più che abbia accusato del misfatto il padre dell’ex ministro per l’integrazione Cecile Kyenge, reo di aver compiuto una terribile macumba su di lui. Secondo il prode padano è sua la colpa di un po’ tutti i mali che lo hanno afflitto negli ultimi anni. Incidenti, problemi di salute e ora pure un serpente in casa! Strano che non lo abbia accusato anche di essere alla base del calo di consensi della Lega o di essere lui la causa dell’immigrazione clandestina in Italia.
Ovviamente l’eurodeputata del PD che il padre, tuttora residente nella Repubblica Democratica del Congo, hannosmentito l’accusa di aver praticato chissà quale rito esoterico. Ma il prode leghista non ci sta, e ribatte che “Le foto e i video di Oggi erano inquietanti: avevano messo una mia foto in mezzo ai termitai. Non è un messaggio amichevole. Dopo quel rito alcuni colleghi napoletani mi regalarono un cornetto di corallo: due giorni dopo, senza una pressione di nessun genere si è spezzato in due”. Di fronte a prove così “scientifiche” non so proprio cosa dire. Probabilmente il fenomeno della rottura dei cornetti napoletani in seguito a macumbe è stata attentamente studiato presso l’Università della Padania Libera. Comunque il rito incriminato era stato fatto (parole di Kikoko Kyenge, padre di Cecile) per liberare Roberto “dai cattivi pensieri e dalle parole offensive”.
Questa vicenda mi sembra solo un triste, patetico e brutto tentativo di far parlare di sé del leader leghista. In conclusione vorrei dire che, secondo il mio parere di piccolo profano, Calderoli dovrebbe stare attento, più che alle foto dei riti magici dell’Africa Nera, ai “riti” del Cerchio Magico del suo partito. E non si tratta di macumbe, ma di politica. Quindi consiglio a Roberto di prendersi una vacanza e, come gli ha consigliato Cecile, andare a visitare i luoghi in cui si pratica la Macumba, giusto per farsi un po’ di cultura, che non guasta mai.

E comunque povero serpente.

AGGIORNAMENTO: Kikoko Kienge, stando a quanto riportato da Repubblica, ha celebrato una contro-macumba. A parte il dover fare un rito per togliere qualcosa che non si è messo, mi ha colpito la frase di padre Kienge che ha dichiarato che adesso Calderoli è suo figlio (e quindi fratello di Cecile, che Roberto aveva paragonato ad un orango) e di non provare odio verso il leader leghista. Il tutto coronato con un invito a pranzo.

Se questa gemiale trovata della macumba doveva, almeno per i piani di Calderoli, permettergli di farsi pubblicità ronfocolando sentimenti razzistoidi, allora il leghista ha fallito nel modo più assoluto. E, se fossi in lui, non racconterei ai compagni di partito di essere diventato il fratello della prima ministro di colore della storia d'Italia. 

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