martedì 24 novembre 2015

Ma andate all'inferno!

Si continua a parlare della strage di Parigi. E non poteva che essere così. Delle stragi in luoghi lontani, in un qualche modo, riusciamo a farcene una ragione. Pure se tra le vittime ci sono degli europei. Di chi muore vicino a noi no. Ci costringono ad un senso di insicurezza, ci avvisano che il rischio è anche vicino a noi. Che la morte può non essere distante.

Di fronte a tanto sangue viene spontaneo, per certuni, di appellarsi al più becero complottiamo pur di spiegare ciò che non riescono a capire. Pur di trovare una spiegazione logica, almeno per loro stessi. D’improvviso la mano che ha armato i terroristi diventa il Mossad israeliano (date un'occhiata ai commenti di questo articolo...), anzi, ancora meglio: tutta la strage è una grande farsa!! Quale risposta migliore per togliere la paura??

Purtroppo c’è chi ha fatto di meglio. Ci sono i catto-complottari bigotti.
Ok, già una certa stampa italiana ha dato il peggio di sé dimostrando un pressapochismo ed una ignoranza senza pari. Per diverse testate nazionali gli Eagles of Death Metal, il gruppo che suonò quel maledetto venerdì sera al Bataclan, sono un gruppo metal, quando sarebbe bastato dare un'occhiata su wikipedia e vedere alla voce “Generes” per capire che NON fanno metal. Ma tant’è, hanno quella parolina, quel “metal” nel nome e questo deve aver condotto ad associazioni di pensieri un po’ frettolose ed azzardate. Ma Dell’Arti sul Corriere dello Sport e Cazzullo sul Corriere della Sera hanno raggiunto livelli di pressapochismo davvero sconcertante. Per il primo “I musicisti del complesso Eagles of the Death Metal (nome mai apparso tanto cretino come l’altra sera, “Aquile del Metallo Mortale”) se la sono data a gambe levate al primo scoppio e ne sono usciti illesi.”. Tralasciando la penosa traduzione dall'inglese del nome della band, il giornalista li accusa di essere dei codardi e di essere scappati (non di essersi messi in salvo, ma di essere scappati!) alla prima raffica di mitra. Una cosa davvero disumana! Il suo collega Cazzullo, invece, storpia brutalmente il nome della band californiana, che per lui (anzi, grazie a lui) si trasforma in “Eagle of Death, l’Aquila della morte” (ma poi perché questa brutta abitudine di tradurre i nomi dei gruppi??), di cui “si discetta molto in rete”. Su quale rete non è dato sapersi, dato che il gruppo ha un altro nome. Di fronte ad errori così grossolani solo nel riportare gli eventi non si può che essere d’accordo con Galeazzi su Rolling Stone: non sapere sarà anche lecito, ma il silenzio sì, quello è davvero una gradita cortesia.

Come ho detto prima, c’è di MOLTO peggio. Si parte con l’Elefantino su Il Foglio che ci riporta il testo di “Kiss the Devil”, la canzone che la “heavy death metals”  (!!!) stava suonando nel locale quando è iniziata la strage. Per fortuna ci ha risparmiati dalla traduzione del testo, riportato fedelmente nell'articolo in lingua originale, portato come prova della decadenza della civiltà occidentale. In risposta, pochi giorni dopo, si è vista la lettera di ringraziamento dell’onorevole Carlo Giovanardi a Ferrara per averlo edotto dei testi degli Eagles of Death Metal, portandolo a pensare ad una “coincidenza demoniaca”. Interessante notare che il parere di Giovanardi è molto simile a quello del dj antisballo (???) Aniceto. Secondo questo pittoresco soggetto il gruppo inneggiava a morte e sofferenza (si sarà scordato di nominare anche il demonio??) e che di questa cosa non ne abbia parlato nessuno. A sentire il dj e Giovanardi pare quasi che ci sia una cupola satanista che provi in tutti i modi ad impedire di conoscere i testi satanici di questo gruppo. Testi facilmente trovabili in internet!
Purtroppo l’universo di blog e siti di controinformazione complottaro-bigotta, forse eccitata da articoli di questo genere, ha scaldato i motori. Ed i risultati non hanno tardato a mostrarsi. Sul sito “cristianitoday” è apparso un articolo (ora rimosso) dal titolo piuttosto eloquente: “E fu così che inneggiando al demonio si scatenò l’inferno al Bataclan”. Un articolo che, per chi come me, ha avuto la possibilità di leggerlo, ha rivelato risvolti davvero esilaranti. Dalle chitarre “elettroniche” con cui il gruppo produce un fracasso assordante alla canzone “Kiss the Devil” tradotta come “bacia al diavolo”. Il tutto infarcito da richiami complottari di bassa lega tipo il “Coincidenze?”. Come a dire: se non avessero inneggiato al demonio ma avessero suonato delle sigle di cartoni animati probabilmente non sarebbe successo nulla! Se questa teoria fosse corretta cosa dovrebbe succedere ai prossimi concerti di Gorgoroth, Dimmu Borgir, Mayhem? Tutti gruppi che inneggiano davvero al demonio. Sì, perché solo in pochi si sono resi conto che in realtà il brano degli Eagles of Death Metal non era altro che una riproposizione scarna e manieristica del vecchio cliché del rock satanico. Io nella canzone ci ho trovato una vena di humor ed ironia verso il rock stesso e certe sue tematiche luciferine. Quindi è mooolto probabile che gli Eagles of Death Metal non siano una band satanica. Se ne avete voglia e tempo, vi consiglio di farvi la vostra idea. Perché altrimenti altri potrebbero suggerirvi le loro. E potreste anche crederci.
Anche sulla morte di Valeria Solesin nell'attentato al Bataclan si sono sprecati i complottari bigotti. L’elenco delle oscenità pubblicate è lungo. C’è chi si domanda con sospetto se fosse battezzata (ovvio: sarebbe un chiaro segno di satanismo!), chi mette allegramente sullo stesso piano carnefici e vittime.

Non voglio addentrarmi oltre in questi ambienti complottari. Sono sufficientemente schifato.
In conclusione ho alcune considerazioni da fare:
  • dalla vicenda si apprende che alcuni giornalisti italiani hanno davvero delle ottime capacità con la lingua inglese;
  • gli Eagles of Death Metal (o in qualsiasi altro modo vogliate chiamarli) sono una spietatissima band "heavy death metals" che inneggiano nelle loro canzoni al demonio, a satana e a belzebù contemporaneamente. Quando si stancano e vogliono cambiare argomento scrivono canzoni che raccontano quanto siano belle la morte e la sofferenza;
  • il suddetto gruppo suona chitarre elettroniche e con esse produce un fracasso infernale;
  • tutti i fans della band, i loro amici e gli amici degli amici sono satanisti dichiarati;
  • Ferrara è un grande critico musicale ed esperto conoscitore della musica rock.
  • in ultimo, cari complottari bigotti, vi chiedo chiedo gentilmente se voi e le vostre cretinate possiate andarvene allegramente al diavolo!!!




Your paradise doesn't sound too fetching / It's not only your souls which must be lost / Hell is other people / Yes, too right, my hell is you.


lunedì 16 novembre 2015

Sciacalli ed avvoltoi

Sono ancora vivide le immagini di quanto successo a Parigi venerdì scorso.
Di fronte a più di 100 morti le cui uniche colpe sono state quelle di aver deciso di uscire in un venerdì sera qualunque per andare a mangiare fuori, o per andare ad un concerto rock non ci sono parole.
Pure Marine Le Pen, in un primo momento ha twittato che le campagne del FN erano sospese “fino a nuovo ordine”. Ma in Italia, si sa, siamo più avanti dei nostri cugini d’oltralpe, e poco dopo la strage si sono visti i peggiori commenti sui social network. Il punto è che a vomitare odio in rete sono stati politici di livello nazionale (qui trovate un edificante compendio).
Si parte da Salvini. Come non potrebbe, il segretario leghista più social che si sia mai visto, non dire la sua? Si comincia con un bel riassunto del programma elettorale della Lega: barricate alle frontiere, centri di cultura islamica passati al microscopio e rivoltati come calzini. Più l’immancabile blocco degli sbarchi. Poco importa che ormai la propaganda del Daesh passi maggiormente via internet che attraverso imam. Poco importa che sulle nostre coste sbarchino anche siriani in fuga da coloro che hanno voluto e organizzato gli attentati di Parigi. 
Dopo il primo post il Matteone dell’opposizione pare prenderci gusto componendo pure l’equazione “Buonisti=complici” che, perlomeno, meriterebbe delucidazioni su chi sono questi pericolosissimi buonisti. 
Anche altri esponenti leghisti, forse animati dal desiderio di non sfigurare di fornte ai tweet del loro segretario, si sono lasciati andare a dichiarazioni “interessanti”. Uno per tutti, il deputato Gianluca Pini, che ha promesso di prendere “a calci nel culo” chi proverà a parlargli di islam moderato. Già l’uso della violenza per argomentare le proprie idee ha per me quel vago sapore di ventennio; ma il significato del suo post mi lascia perplesso: quindi, per il depuato leghista, tutti gli islamici sono degli spietati tagliagole vogliosi di invadere l’occidente? E come mai tra le vittime dei terroristi in Siria ci siano soprattutto musulmani?
Ed ora passiamo a Maurizio Gasparri. Secondo il senatore di FI dal giorno dopo la strage si sarebbe dovuta iniziare una risposta militare senza pari contro i terroristi, oltre alla chiusura delle frontiere e alla messa sotto controllo di "tutti gli islamici in circolazione". A parte la scarsa originalità in merito alla chiusura delle frontiere (vero  proprio leit-motiv della destra italiana i questi anni ripetuto ossessivamente come un mantra), abbiamo una vera e propria chicca: la messa sotto controllo di tutti gli islamici in circolazione. Gasparri non specifica se con il termine “in circolazione” intenda designare gli islamici in Italia, nel Mondo, o nel quartiere dietro casa sua. In ogni caso i seguaci di Maometto su questo Pianeta pare siano più di 1.300 milioni, mentre in Italia sarebbero circa 850.000. In ogni caso troppi per pensare ad un verosimile sistema di sorveglianza. Quindi o Gasparri pensa a forme di controllo a distanza degne di 007 o quella del senatore è solo una bella sparata per attrarre voti.
Vorrei chiudere questo riduttivo tour dell’odio con la, ormai nota, copertina di Libero di sabato.


Forse è ora di chiederci SERIAMENTE cosa sono diventate la politica italiana ed il giornalismo in questo Paese.