lunedì 8 settembre 2014

A peste, fame et Grillo...

Il primo settembre, sul sacro blogghe di Grillo Igor Gelarda ci informa che il sindacato di polizia di cui è segretario generale ha lanciatouna class acton contro il governo, reo di non garantire la sicurezza sanitaria delle forze dell’ordine impiegate nell’operazione Mare Nostrum.
Igor ci informa che solo gli uomini della marina (i primi a salire sui barconi dei migranti) sono adeguatamente protetti,  per gli altri nada. Guantini e mascherine da dentisti. Tralascio di esprimermi sulla veridicità di queste affermazioni (ho la cattiva abitudine di nono esprimermi su ciò che non conosco...), il resto dell’articolo è tutto un elenco di malattie pericolosissime (es. ebola) di cui potrebbero entrare in contatto i poliziotti. Ma possibile che lo Stato
italiano tratti in modo così diverso i suoi dipendenti? Come a dire, se sei della marina ok, ti diamo tutte le protezioni del caso, mentre se sei un poliziotto sei trattato come un  “pollo da batteria” (così afferma Igor).
Secondo Gelarda ci sono 40 poliziotti positivi al test per la tubercolosi. Oibò, e nessuno ne parla? Nessun TG, giornale (on-line o di carta), nemmeno un blog? Ah sì, un blog sì, quello di Grillo. Solo il sacro blogghe pare avere il coraggio di gridare questa verità. La cosa (per persone dotate di raziocinio, s’intende) fa sorgere ben più di un dubbio.
L’articolo, dopo un’attenta lettura, rivela un paio di strafalcioni davvero notevoli. Poche righe dopo l’inizio dell’articolo scopriamo che “questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi". Salvo poi scoprire la riga dopo che secondo l’OMS “in Italia c’è un morto al giorno per la tubercolosi”. ”. Interessante. Decisamente interessante. In Italia ogni giorno muore una persona per una malattia che in Italia non c’è più. Poco più sotto appare il secondo strafalcione. Il nostro Igor afferma che “il numero di colleghi entrati in contatto con il virus sono diventati tanti”. Il virus di cui si fa riferimento è la tubercolosi, che però È UN BATTERIO! Per la cronaca si chiama Mycobacterium tuberculosis o anche Bacillo di Koch. Bastava fare un giro su wikipedia (abbondantemente citata nell’articolo!!) per evitare uno errore del genere.
Un articolo sul sito della polizia di stato (datato agosto scorso) riporta che nessun agente è mai stato infettato dal BATTERIO della tbc. La class action è comunque partita, ora spetterà alla magistratura appurare i fatti.
E adesso passiamo a Grillo. Il comico genovese ovviamente tenta di sfruttare la vicenda a suo vantaggio rilanciando già il giorno dopo con un post sul suo blog rilanciando che ci sono 50.000 poliziotti a rischio tubercolosi, per poi prendersela con la sinistra radical chic e, in particolare con Laura Boldrini, rea di voler trasformare l’Italia in un paese multiculturale a scapito della salute degli italiani. Che poi è il vecchio slogan di una certa destra “nordica” per cui per la sinistra italiana vengono prima gli immigrati che gli italiani. Ogni riferimento a campagne pubblicitarie e/o di affissione di manifesti razzisti da parte della Lega Nord NON è da considerarsi casuale.
Il fido Di Maio, ovviamente, deve sulla sua pagina facebook dare prova di ortodossia grillina. Il caso della tbc gli fornisce l’occasione per fare un bel copia e incolla dei concetti pressappochisti e poco scientifici esposti dal suo capo. Sì, perché si fa passare il concetto che la tbc si attacchi come l'influenza. E questo è falso. Perché il batterio si trasmette occorre un contatto prolungato con un malato (giorni se non settimane). Anche l’associazione Medici Senza Frontiere, impiegata da sempre con i migranti, invita a non fare allarmismi. Non voglio mettere in discussione il possibile contagio dei poliziotti. Capisco che il contatto con uno o più malati deve essere prolungato, ma nulla evita che le forze dell'ordine siano venute a contatto, seppur breve, con più di un malato. Comunque, come già accennato prima, queste sono cose che chiariranno i giudici. 
Insomma, dopo aver sparso tanta paura di contagi e malattie che cosa rimane? Com’era prevedibile il solito polverone politico all’italiana. Di quelli che durano qualche settimana e poi puf! spariti. Ne rimarrà traccia nei vecchi articoli di giornale e nei post su blog come questo. Probabilmente tra un mese ci domanderemo “ma tbc chi??”.

In conclusione mi piacerebbe che Grillo (o chiunque che con la sua benedizione scriva sul suo blog) provasse a citare fonti un po’ più approfondite di wikipedia. A cercarmi le informazioni lì ero capace anche da solo, grazie. Se si parla di malattie infettive forse c’è qualche pagina un po’ più specializzata e che mi sa dare qualche informazione in più. Inoltre un soggetto positivo al test di Mantoux (usato per individuare i casi sospetti di tbc) non è per forza un malato di tubercolosi. Ci sono altri batteri nno tubercolari che possono dare reazione positiva (dalla pagina di wikipedia citata sul blog di Grillo). Infine vorrei ribadire (per quanto suoni banale, ma apparentemente non lo è...) che con la salute non si scherza, soprattutto se si parla delle nostre forze dell’ordine, e che strumentalizzare le paure del basso ventre degli italiani riguardo ad epidemie e malattie mortali solo per portare a casa un qualche pugno di voti è veramente rivoltante. 

domenica 7 settembre 2014

Libri e sicari

Sul blog di Beppe Grillo oggi c'è una pubblicità davvero singolare. Quello che mi stupisce non è (o almeno non solo) che sul sito del comico genovese venga pubblicizzato un libro di uno dei suo parlamentari di punta, Di Battista (autopubblicità??), o che esso sia pubblicato da una casa editrice legata alla Casaleggio Associati .
Il fatto centrale è che con soli € 5.00 ti puoi comprare un servizio di un scario centroamenricano o comprare il libro di Dibba. E Dibba ti fa risparmiare pure 1 cent!


P.S.:  ho fatto un giro sul sito di questa casa editrice. Mi immaginavo il sito della "Adagio" in perfetto stile grillino, ed invece sono rimasto davvero sorpreso. Sfondo azzurro/blu e addirittura, sotto il logo della ditta, il quieto motto "tempo di lettura". Io mi aspettavo almeno un bel "Vinciamo noi!".Un sito del genere mi pare più consona ad una casa editrice che pubblichi testi sul buddismo, più che i discorsi di Grillo.  E invece niente. Sarà colpa del marketing.