La sera del 31/12 si avvicina. Un altro anno se ne va. Ma se volete farvi un'ultima risata con le peggiori (o miglio, dipende dal punto di vista) panzane politiche potete andare qui. Scoprirete concezioni geopolitiche avveniristiche ottenute da fonti notoriamente certissime (wikipedia), potrete toccare con mano il provincialismo italiano (tra l'altro su di un tema banale come la distribuzione geografica dei beni protetti dall'UNESCO) e vi stupirete scoprendo che in Scozia sono tutti notoriamente cattolici. Ovviamente non potevano mancare i commenti stupidamente catastrofisti o ripieni solo di vuoto ottimismo sulla nostra economia.
Infine potrete scoprire il vero volto dell'Europa. Non l'unione di stati sovrani, ma una struttura formata da grigi e cattivissimi burocrati che allungheranno le mani, oltre che nelle vostre tasche, anche verso il vostro tostapane!
Fatevi una bella risata e, se vi va, e votate la panzana migliore.
Io nel frattempo mi tengo ben stretto il mio tostapane DOPPIO...
lunedì 29 dicembre 2014
domenica 23 novembre 2014
It's time... for elections
E finalmente ci siamo. Oggi si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna. La campagna elettorale degli scorsi mesi è stata una delle più insignificanti e assenti che si ricordino.
Solo un Salvini contestato dagli anarcoidi ed un Renzi un po' berlusconizzato al Paladozza sono riusciti ad accendere un po' di curiosità negli elettori.
Tra i partiti, il M5S spera in un flop non troppo pesante, specie in una regione in cui i grillini ha avuto il suo primi grandi risultati; il PD spera che i propri elettori abbiano problemi di amnesia e che in cabina elettorale non si ricordino dei casi giudiziari riguardanti Errani e le spese pazze dei consiglieri regionali. Infine la Lega Nord spera di aver solleticato abbastanza i bassi istinti degli emiliano-romagnoli, aiutati (e non poco) dai collettivi.
Se non sapete proprio chi votare vi lascio un suggerimento musicale...
P.S.: dai primi dati pare che l'affluenza alle 12 di oggi sia stata appena sopra al 10%, un risultato piuttosto scarso, se confrontato con quelli passati. Ma da una campagna elettorale così cosa ci si poteva aspettare??
Solo un Salvini contestato dagli anarcoidi ed un Renzi un po' berlusconizzato al Paladozza sono riusciti ad accendere un po' di curiosità negli elettori.
Tra i partiti, il M5S spera in un flop non troppo pesante, specie in una regione in cui i grillini ha avuto il suo primi grandi risultati; il PD spera che i propri elettori abbiano problemi di amnesia e che in cabina elettorale non si ricordino dei casi giudiziari riguardanti Errani e le spese pazze dei consiglieri regionali. Infine la Lega Nord spera di aver solleticato abbastanza i bassi istinti degli emiliano-romagnoli, aiutati (e non poco) dai collettivi.
Se non sapete proprio chi votare vi lascio un suggerimento musicale...
P.S.: dai primi dati pare che l'affluenza alle 12 di oggi sia stata appena sopra al 10%, un risultato piuttosto scarso, se confrontato con quelli passati. Ma da una campagna elettorale così cosa ci si poteva aspettare??
martedì 11 novembre 2014
Tu chiamali se vuoi squadristi
Pochi giorni fa il segretario della Lega Nord, Matteo
Salvini, è dovuto fuggire dall’attacco di anarchici, antagonisti e anti-assortiti
a Bologna.
Il segretario del carroccio non si trovava per caso nel
capoluogo emiliano-romagnolo, ma era lì per una “visita di cortesia” al campo
nomadi di via Erbosa. Lo stesso campo in cui, il 3 novembre scorso, la
consigliera comunale della Lega Lucia Borgonzoni era stata schiaffeggiata,
sempre durante una “visitina”.
Visti gli atteggiamenti amorevoli e concilianti dei leghisti
verso i nomadi, e visti i recenti fatti, di certo la visita del segretario del
Carroccio non era di certo “di cortesia”. Anzi, lo scopo era ben chiaro, andare
là per solleticare gli istinti razzisti più bassi per raccattar qualche voto in
più alle prossime elezioni regionali. Non ci vuole una grande analisi politica
se il segretario di partito si fa un bel po’ di chilometri per invischiarsi in
quella che è (o almeno era) una faccenda locale.
Questa volta però ,ad attendere Salvini non c’erano degli
agguerriti Sinti, ma i giovani dei centri sociali. Che, appena individuato
Matteo, si sono lanciati contro di lui, prima mettendolo in fuga a piedi,
e poi bloccando la sua auto. Si è prodotto un parapiglia con due anarcoidi che
hanno rischiato di venire investiti ed il parabrezza posteriore dell’auto del
segretario leghista fracassato.
Non voglio entrare nel merito della dinamica, ma proprio non riesco a capire
che senso ha urlare “vattene vattene” e contemporaneamente bloccare l’auto di
chi se ne sta andando! Si vede che certe idiozie ideologiche non mi hanno (ancora)
contaminato.
Non avendo potuto instaurare un sereno e civile dialogo con
il segretario leghista, gli anarchici/anarcoidi presenti hanno rimediato
occupandosi di Enrico Barbetti un giornalista del Resto del Carlino. Lo hanno
accerchiato in 15-20, dopo averlo riconosciuto e chiamato per nome e cognome,
l’hanno pestato e gli hanno rotto il gomito sinistro. La motivazione? A quanto
pare qualcuno del gruppetto dei violenti avrebbe detto che “è per colpa tua se
c’è gente in galera”. E io che pensavo che la gente in galera ci finisse dopo
un processo! Con questa frase si capisce benissimo il livello politico e culturale
di questo branco di teppisti.
Anzi, peggio che teppisti. Il teppista agisce da solo o in
branco, spesso in modo disorganizzato e stupido. Qui invece l’organizzazione
c’era. Nel video si sente distintamente una persona urlare “avvisate il
presidio”. Quindi qualcuno stava aspettando.
Sia ben chiaro, io non condivido le idee razziste o pseudo
tali di Salvini. Mi fa schifo che se ne vada in giro a rinfocolare certi
sentimenti anti-immigrati e anti-nomandi per il proprio tornaconto politico. Ma
attaccare un politico, di qualsiasi colore esso sia, in questo modo è da
vigliacchi. Anzi, con il brutale attacco effettuato successivamente ai danni
del giornalista del Carlino hanno mostrato la loro vera natura. Hanno individuato
l’obiettivo ed hanno agito. In gruppo. Perché in gruppo è più facile, ci si fa
forza a vicenda. C’erano altri gruppi che operavano così in Italia. Erano le
squadracce del fascismo.
Ed ora, esposta la vicenda, vorrei fare alcuni complimenti:
in primisi i miei sentiti e vivissimi complimenti vanno agli
antagonisti, anarchici e anarcodi vari presenti là. Bravi, vi nascondete sotto
le parole d’ordine dell’atifascismo, ma agite come le peggiori camicie nere. Attaccate
chi non la pensa come voi e, in mancanza d’altro, anche i giornalisiti vanno
bene. Forse perché certe verità non è bene che vengano scritte sui giornali.
Complimenti per la faccia tosta (davvero incredibile!) che avete avuto nel
riuscire a fare le vittime di fronte alle telecamere perché due dei vostri cari
compagni hanno rischiato di finire sotto la macchina di Salvini. Sì, ci credo
che volevate solo “contestare” in modo pacifico il leader della Lega.
Probabilmente il vostro intento era di fare qualche carezza ai leghisti, così,
giusto per aiutarli a cambiare le loro idee politiche. Complimenti, deficienti
che non siete altro, con atti del genere fornite solo voti al movimento chedite di voler combattere.
Ed ora passiamo al sindaco di Bologna, Virginio Merola. Dopo
gli scontri tra Forza Nuova e centri sociali durante la manifestazione delle
Sentinelle in Piedi aveva tuonato che i militanti di estrema destra (giustamente)
non avevano cittadinanza a Bologna.
Spero che ora abbia la voglia e la volontà politica di dare anche un’occhiatina
approfondita anche altrove. Altrimenti tutti quei bei discorsi sulla civiltà,
la democrazia, ecc... non sono altro che belle storielle da regalare all'elettore.
Ed infine vorrei fare i complimenti agli ideologi,
parrucconi e amanti delle vecchie ideologie. Che, nonostante quello che è
successo, cercano ancora una giustificazione per i ragazzi dei centri sociali.
Le loro armi principali sono due: che l’autista di Salvini non avrebbe dovuto
accelerare in modo così brusco e che il primo a provocare è stato il leader
della Lega con la sua sola presenza. Sulla seconda motivazione stendo un velo
pietoso. È motivazione ridicola che serve solo per legittimare la loro violenza.
Secondo questo ragionamento io domani posso scendere in strada, recarmi ad un
gazebo di chi raccoglie firme per una proposta di legge che non condivido e menare tutti, perché stando lì con il
banchetto mi provocano. Per farla breve: la democrazia è altra cosa. La prima
motivazione la condivido in parte. Capisco che accelerare in modo così brusco da
parte dell’autista di Salvini è stata una scelta pericolosa, oltre che molto
stupida. Ma sfido chiunque in una situazione del genere a mantenere la calma.
Ma temo che questi ragionamenti siano inutili. Per una certa
parte della sinistra, certi kompagni vanno difesi, costi quel che costi. Anche arrampicandosi
sugli specchi. Mentre proprio questo kompagni, difesi strenuamente, dimostrano
con le loro azioni di non hanno ancora capito (o non voler capire...) che cosa
scrisse dei loro simili Pier Paolo Pasolini dopo gli scontri di Valle Gliuia nel ’68
P.S.: per fortuna qualcuno su fb riesce anche a strapparmi
un sorriso. Ma come ogni buona satira, c’è un fondo di verità... (l’immagine è
stata presa dalla pagina facebook de “La via Culturale al Socialismo”).
giovedì 6 novembre 2014
Enzo
Sette anni fa se ne andava uno degli ultimi grandi giornalisti Italiani. Uno che ebbe il coraggio di dare lezioni di democrazia ad un presunto aspirante statista, tale Berlusconi Silvio.
Un quasi statista che probabilmente sarà ricordato per quelle di marketing da televenditore più che per le sue idee politiche.
Come disse Biagi nell'ultima puntata del "Fatto", del 18 aprile del 2002, dopo l'editto bulgaro di Silvio che cacciava dalla RAI lui, Santoro e Luttazzi : "Meglio essere cacciati per aver detto qualche verità, che restare al prezzo di certi patteggiamenti".
Ce ne fossero di più di giornalisti con la schiena così dritta.
Un quasi statista che probabilmente sarà ricordato per quelle di marketing da televenditore più che per le sue idee politiche.
Ce ne fossero di più di giornalisti con la schiena così dritta.
Non è Stato nessuno
Alcuni giorni fa è stata emessa la sentenza di appello per il caso Cucchi. Nel caso qualcuno soffrisse di memoria corta riassumo la vicenda: il 15 ottobre 2009 viene arrestato il trentunenne Stefano Cucchi perché in possesso di hashish e cocaina. Già il giorno dopo, al processo per direttissima, mostrava già evidenti ematomi e camminava con difficoltà. Le sue condizioni fisiche sono andate via via peggiorando, fino a portare, dopo un primo rifiuto (nonostante ben due fratture alla colonna vertebrale) al ricovero in ospedale. Stefano muore all’ospedale Sandro Pertini di Roma il 22 ottobre 2009. Al momento del decesso il suo corpo pesa 37 chilogrammi rispetto ai 43 di quando è stato arrestato una settimana prima.
Su di lui si sono dette tante scemenze, il premio però va all’allora sottosegretario di stato Carlo Giovanardi, che dopo aver dichiarato che Stefano è morto perché anoressico, sieropositivo e tossicodipendente si è infine scusato con la famiglia. Perché si sa, le cretinate politiche sono “fraintendimenti”.
L’intero caso è avvolto da una impenetrabile barriera di verità a metà, di incredibili errori, il più eclatante è che secondo il verbale d’arresto Stefano era in realtà un albanese senza fissa dimora (tra l’altro casa sua era appena stata perquisita). Tale assurdità portò poi alla custodia cautelare in carcere, che sarà per il giovane l’inizio della fine.
Ebbene, dopo svariate perizia è stato accertato che Stefano è stato pestato durante il periodo di detenzione (come testimoniato da altri detenuti) http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=154951 e che in ospedale è stato lasciato morire di stenti senza essere curato.
Già la Corte d’Assise che ha emesso il verdetto di primo grado ha riconosciuto che Cucchi è morto di fame e di sete, ma non che le botte prese in carcere possono avere contribuito alla morte. Ora la sentenza di appello, con un bel colpo di spugna, ci informa che non è stato nessuno.
Nessuno.
Ma allora se non è stato nessuno come fa ad essere morto? Si sarà suicidato picchiandosi da solo?
Questo caso ci insegna che tutti possono sbagliare, ma che se sei dalla parte “giusta” (leggi lo Stato) puoi uscirne indenne. Qualcuno si è sbagliato a scrivere il verbale dell’arresto, qualcuno ha pestato Stefano più e più volte, qualcuno non ha fatto sapere nulla delle sue condizioni alla famiglia, qualcuno si è pure scordato curarlo, qualcuno si è scordato di nutrirlo.
Qualcuno.
Quant’è bella l’Italia, ti rivolgi ai tribunali per avere giustizia e ti ritrovi in una roulette russa.
Ovviamente le sentenze si rispettano, rispetto anche quegli agenti che mantengono l’ordine pubblico con dignità nonostante la busta paga da fame e gli stipendi bloccati. Ma non rispetto e non rispetterò mai chi blatera a vanvera e usa il caso per portare acqua al suo mulino. Come il segretario delSAP (sindacato autonomo di polizia). Stando a sentire costui Stefano è morto perché non si prendeva cura della sua salute. Immagino che siano stati dei suoi colleghi a insegnargli come prendersi cura di sé.
mercoledì 29 ottobre 2014
A caval donato...
Alcuni giorni fa è avvenuto un terribile misfatto:
l’europarlamentare lettone Iveta
Grigule ha abbandonato il gruppo EFDD decretandone, di fatto, lo scioglimento.
Eh sì, tanta fatica da parte di Grillo, Farage and co. per tirare su una coalizione il cui unico scopo
era riunire tutti gli antieuropeisti di tutte le forme (politiche) possibili e
immaginabili.
Insomma tanta fatica
e la prima lettone che capita se ne va e facendo mancare la rappresentanza minima di
7 paesi nel gruppo prevista dai regolamenti. In sostanza il gruppo sarebbe
evaporato nel nulla condannando i suoi appartenenti alla più totale irrilevanza
e inutilità. Apriti cielo! Per il grillino Corrao l’eurodeputata Grigule èstata comprata dal PSE con l’offerta di una poltrona, oppure poverina è stata
ricattata dai “poteri forti” dell’europarlamento, come blatera Farage. Una veramente
penosa, per cui chi abbandona il mio carro o è un traditore (tipica accusa italiana a chi, a torto o a ragione cambia casacca, in questo i grillini mancano palesemente di fantasia) oppure è colpa di quei cattivoni degli
europeisti, tutti concentrati a distruggere l’EFDD.
Poco dopo il sorgere
di questo grande polverone, il problema si è risolto nella maniera più
sorprendente: al gruppo si è aggiunto l’europarlamentare polacco Robert
Iwaszkiewicz. Questo politico polacco, dal cognome che pare uno scioglilingua, ha
idee un po’ strane riguardo alla parità dei sessi, tanto che ha apertamente
affermato che picchiare la propria moglie è cosa buona e giusta. Il suo partito politico,
il Knp, è un partito iperconservatore che in Polonia si schiera su posizioni
reazionarie su tematiche etiche e su posizioni liberiste su quelle economiche.
Alla faccia dei grillini che in Italia vogliono il reddito di cittadinanza. Ma tanto
si sa, l’EFDD campa solo sull’antieuropeismo. E poi il simpatico polacco si è
portato in dono ben 4 milioni di euro al gruppo. Come dire: avrà pure i suoi
difetti, ma a caval donato non si guarda in bocca, soprattutto se porta con sé un
simpatico compenso in denaro per il disturbo arrecato.
Manco a dirlo
nessuno tra le file del M5S o del UKIP ha gridato alla compravendita di
politici o al ricatto di europarlamentari, anche se gli altri 3 deputati del
Knp eletti a Bruxelles non sono entrati nell’EFDD.
Vedendo i bei figuri che si aggirano per l’EFDD,
tra gli estremisti di destra svedesi, populisti inglesi e adesso pure questo polacco
che non brilla di certo per la sua opinione sulle pari opportunità, mi viene da
dire, sfruttando un vecchio detto popolare, che è veramente meglio essere soli
che male accompagnati. Almeno ci si guadagna in dignità.
AGGIORNAMENTO: in un'intervista su di un quotidiano polacco Robert Iwaszkiewicz ha detto, riguardo al suo ingresso nell'EDD: "Dovevo salvarli e sono salito urgentemente a bordo". Sorvoliamo ora sulla spontanea domanda: "ma perché non ci sei salito prima a bordo se ti stavano tanto a cuore??", vorrei sottolineare come per certi ambienti italiani questo soggetto potrebbe diventare un nuovo mito. Eh sì, in Italia siamo riusciti ad avere un capitano di una nave da crocera che prima che era già su di una scialuppa prima che tutti i passeggeri fossero al sicuro. Addirittura gli si è dovuto imporre di tornare a bordo com un perentorio "torni subito a bordo cazzo!". Questo qui sulla barca mezza affondata dell'EFDD ci è salito volontariamente per salvare il vascello!
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sabato 11 ottobre 2014
In poltrona
Questo weekend, per chi ancora non lo sapesse, al Circo
Massimo a Roma tutto il Movimento 5 Stelle che conta si ritrova. Ci sarà
musica, dibattiti politici, stand… insomma, come se fosse una festa del PD con
le bandiere pentastellate. La cosa puzza parecchio di festa di partito, ma non
ditelo ai grillini, potrebbero
scatenarsi scene fantascientifiche di arrampicata sugli specchi.
Questa “grande” kermesse, intitolata Italia 5 Stelle
(complimenti per la fantasia…) ha preso avvio ieri, venerdì. Ovviamente con un
discorso del caro leader Beppe. Che parlerà anche stasera (sabato). E domani in
conclusione dell’evento. Insomma ci sarà un grande discorso di Grillo suddiviso
in 3 parti con in mezzo un po’ di tutto. In quel po’ di tutto si andrà dai
principali politici grillini a livello locale, nazionale ed europeo a Pino
Scotto.
Già l’inizio ha soddisfatto le attese. È tornato alla
ribalta lo spettro del referendum (consultivo) sull’euro, condito da
affermazioni trionfalistiche di vittoria ai prossimi appuntamenti elettorali
(come se non avessero perso l’ultimo che c’è stato…).
Insomma, giusto per farci due risate direi che ce ne sarà a
sufficienza! Avete preparato i popcorn? E la birra ghiacciata? Aperto la pagina
della diretta streaming? Il tutto ha sapore un po’ fantozziano, ma, viste le premesse, le risate sembrano assicurate!
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