Novità sul fronte grillino, il grande capo, dal sacro blogghe, ha ripreso a prendersela (sai
che novità) con giornali e telegiornali,
rei di “essere fabbricatori di notizie false”.
L’incipit è degno dei migliori siti complottisti. Si parte
con l’affermazione perentoria che tutti i poteri politici di un certo peso si
stanno levando contro internet. Tutti, da Mattarella a Gentiloni, passando per
Renzi e Napolitano (Napolitano pare essere sempre nel cuore di Grillo, vista la
frequenza con cui che lo tira in ballo in ogni questione politica in
Italia...). Non si capisce bene cosa vogliano fare, forse chiudere internet,
oppure sequestrare tutti i computer, smartphone e tablet e bruciarli in piazza.
Chissà. L’unica cosa che emerge aprendo i link da cui rimanda il testo sono le
interviste al guardasigilli Andrea Orlando in cui egli afferma di voler attuare un piano per limitare il diffondersi di messaggi incitanti all'odio mentre nell'altro link si riprende parte del discorso di fine anno di Mattarella in cui il Presidente
della Repubblica afferma che “internet è stata, e continua a essere, una grande
rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe
trasformarla in un ring permanente”. Insomma frasi da far tornare alla mente
1984 di Orwell. Se non vi rendete conto di questa pericolosa deriva autoritaria
anti-internet siete degli sporchi piddini. Punto.
Il resto dello scarno post è ancora meglio. Una volta
solleticato il basso ventre del grillino medio raccontandogli che tutti i
poteri forti italiani professino un odio profondo verso il sacro web, che per
il grillino è sacro come le vacche per gli Indù, si parte con l’assalto ai
media convenzionali. Le prove? Due articoli. Ripeto: DUE. Uno de La Stampa e
l’altro del Giornale. Il primo sullo strano caso del profilo Twitter di Beatrice Di Maio.
Sì, ok, è vero che certe testate hanno ingigantito la storia di questo account Twitter
e dei suoi post palesemente filogrillini, ma non ci vedo nulla di male a
provare a fare un po’ di chiarezza su chi e perché abbia usato questo profilo
senza mai pubblicare una foto personale su di esso (per chi si fosse preso la
fine della storia, Beatrice di Maio pare essere uno pseudonimo della moglie di Brunetta).
Il secondo, essendo stato pubblicato su di un tale “giornale”, penso si
commenti da solo.
Insomma, a causa di due, e ripeto DUE, episodi isolati TUTTI
i giornalisti sono dei venduti al potere e i TG ed i quotidiani dei produttori
industriali di menzogne.
La soluzione: i tribunali del popolo. Sì, avete capito bene.
Nel testo li chiama con il termine un po’ più anglosassone e tranquillizzante
di “giuria popolare”. Ma in essi non c’è ombra di possibili Perry Mason. I
suddetti tribunali, formati da cittadini estratti a sorte (da chi non si sa,
ovvio), dovrebbero verificare la veridicità delle notizie pubblicate e, in caso
esse non si confacciano al vero, di rettifiche immediate con tanto di scuse e
vergogna.
Interessante che una simile polemica appaia proprio in questo
momento. Quando oramai è chiaro a tutti che i penta stellati non siano stati in grado di capitalizzare il risultato del referendum costituzionale.
Quando la presentazione del famigerato codice etico di Grillo ha scatenato
polemiche sia dentro che fuori dal movimento.
Pare, da successive rettifiche (chissà perché?) del
capopopolo grillino, che lo strappo con Mentana sia stato, almeno in parte, ricucito e che il rischio
di finire in tribunale (un tribunale vero, non uno del popolo) sia scongiurato.
Da segnalare che anche parte qualche deputato penta stellato abbia definito la
questione giurie popolari “una provocazione”.
Quindi, per quanto il capitolo sia, anche solo parzialmente,
chiuso, nulla ci impedisce di usare un po’ di fantasia e immaginarci cosa
sarebbe successo se una proposta del genere avesse trovato applicazione in
Italia.
Di certo vivremmo in un paese migliore. In un’Italia più
democratica e libera. Ammettiamo, solo per ipotesi, che un bel giorno questo
splendido organo fosse composto da un antivaccinista, un complottaro
sciachimista terrapiattista e da un mafioso. Immaginate come sarebbe bello
vedere su tutti i giornali la grande notizia che il dottor Tizio laureato in
Scienze di Google e ricercatore presso l’Università della Vita ha scoperto che
i vaccini causano ischemie, ictus, infarti, cancro, morte e Pippo Baudo (magari
non necessariamente in quest’ordine). La sera, accendendo la tv, vi verrebbe
detto che Caio, ricercatore indipendente a caccia della vera verità, ha
scoperto che nelle scie di condensazione degli aerei si nascondono orrendi
veleni che uccidono la nostra anima e chiudono ermeticamente i chakra, dai
quali lui ha avuto l’illuminazione divina per cui la Terra non è tonda o
elissoidica, o geoidica o roba del genere (questi maledetti scienziati, ci
volessero raccontare davvero come stanno le cose senza nasconderle dietro a
termini incomprensibili!!11!!) ma è piatta come una sottiletta e, come una pizza,
rotola nello spazio cosmico. Infine, al TG, vi verrebbe detto che Provenzano e
Riina sono stati riabilitati dalle infamanti accuse di essere mafiosi e sono
stati elevati tra i paladini dell’antimafia, magari specificandovi ben bene che
la mafia non esiste, che solo un’invenzione.
Oppure potremmo avere una bella giuria popolare in stile
Forum. Sì, vi ricordate il programma su Rete 4, amatissimo dalle nonne di tutt'
Italia?
Vi ricordate quella giuria sgangherata formata da vecchietti litigiosi che
votavano con i sassolini e che discettavano una mezz'ora buona degli affaracci
degli altri, con esiti tragicomici nel 100% dei casi? Una giuria che, solo a
pensarci, fa vergognare di essere della loro stessa nazionalità.
In ogni caso prospettive davvero bellissime.