mercoledì 16 settembre 2015

#freeBeppe!!!

Notizia di ieri, il Beppone nazionale è stato condannato per diffamazione. Stupefacente, per uno che infarcisce i comizi politici di frasi di senso compito tra un insulto e l’altro. Chi ha un po’ di memoria si ricorderà che non è esattamente la prima volta che capitano questi incidenti di percorso al comico genovese. Già nel 2001, con la Montalcini, si era creata una spiacevole situazione dal modico costo di 8mila euro. Ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio... Comunque, il caso Montalcini non è stato né il primo né l’ultimo problema di Grillo con la legge. In effetti la carriera giudiziaria di Grillo si presenta variegatae a tratti sorprendente (soprattutto in ambito edilizio).
Ma torniamo al caso incriminato. Nel maggio del 2011, durante un comizio del M5S Beppe se la prende con il professor Franco Battaglia, docente della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ad Anno Zero di Santoro aveva parlato degli effetti sulla popolazione delle radiazioni dopo i disastri nucleari di Cernobyl e Fukushima. Durante il comizio incriminato il comico genovese, con il suo solito aplomb, ha affermato che “Non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, e mi riferisco a Battaglia che è un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci, ti mando via dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera”. A parte che a denunciare pare sia stato solo il professore, va detto che ildiscorso di Battaglia ad Anno Zero è stato lacunoso e non del tutto vero. Occorre anche dire che egli non è a libro paga di nessuna multinazionale. La denigrazione del nemico politico di turno facendolo apparire come una marionetta dei poteri forti (in questo caso delle cattivissime multinazionali, ma intercambiabile con: massoni, élite politiche, partiti politici o altro ancora a seconda della fantasia e dell’ispirazione) è un’arma politica ampiamente abusata dai penta stellati.
Ovviamente sul sacro blog è partito il piagnisteo grillino. Incredibile! Le condanne, di qualsiasi grado, definitive o meno, degli esponenti politici di qualsiasi partito sono oggetto di beffe, battute o scherno da arte dei grillini. Ma quando ad essere condannato è il Caro Leader, il pronunciamento del giudice assume tutto un altro significato. Diventa come la cicatrice per il lottatore o la medaglia per il generale: fonte di orgoglio.
Il paragone finale con Mandela e Pertini è quanto di più assurdo e, contemporaneamente, esilarante potessi leggere. Esso è entrato di diritto nella mia top ten delle migliori sparate grilline. Penso che ci voglia davvero tanta sfacciataggine per paragonarsi ad un Pertini o ad un Mandela. Specie se ti hanno condannato ad un anno di reclusione per diffamazione. E ancor di più se la condanna NON è definitiva, mancando ancora un grado di giudizio più la Cassazione. Sappiate inoltre che, contrariamente a quanto scritto sul sacro blog di Beppe, difficilmente Grillo finirà dietro le sbarre.
Penso che a fare sparate di questo tipo, che volersi paragonare ai grandi che hanno fatto la Storia, siano un lampante indice della megalomania del soggetto e del suo ormai scarso senso della misura e della decenza.
Ma tanto nel calderone grillino tutto fa brodo. Quello che oggi scandalizza ed indigna i grillini domani sarà dimenticato e rimpiazzato da un altro post sul blog o su TzeTze o su LaCosa con cui scandalizzare e indignare le masse pentastellate.
Ma nel frattempo sul web sarà un fiorire di #freeBeppe. E per non fare un torto a nessuno anche di #freeMandela e #freePertini. E già che ci siamo perché non #freeancheMioCuggino???


P.S.: quasi dimenticavo: #freeMarò e #freeCorona!!!!