Negli ultimi tempi sembra che
diversi gruppi, per le motivazioni più disparate, pretendano di esprimere le
loro posizioni a suon di bombe carta, molotov e devastazioni assortite.
Le danze le hanno aperte i tifosi
di Juve e Torino per il derby di tre settimane fa. Un gruppo di appassionati
del Toro hanno espresso la loro contrarietà verso i giocatori della squadra
avversaria a suon di sassi contro il bus che stava portando la squadra allo stadio.
Ovviamente a tale gentilezza i tifosi juventini hanno cordialmente risposto con il lancio di bombe carta.
Successivamente, un gruppetto di
anarchici, anarcoidi e affini ha messo a ferro e fuoco il centro di Milano per protestare contro l’apertura dell’EXPO.
I democraticissimi manifestanti hanno causato qualcosa come 3 milioni di euro di danni.
Per finire, il 3 maggio, a
Bologna il premier Matteo Renzi, venuto in città per un comizio alla Festa dell’Unità,
è stato contestato da un gruppo di ragazzi dei collettivi. I suddetti hanno
tentato di sfondare il cordone di polizia che gli impediva di accedere all'area
del comizio e sono partite le manganellate. Bilancio finale: una manifestate con un braccio disarticolato ed un’altra ferita alla testa.
Adesso mettiamo un po’ d’ordine. Partiamo dal primo episodio, gli scontri allo stadio. Come qualcuno ha fatto notare di emergenza violenza negli stadi se ne parla da tanti di quegli anni e, nonostante le belle parole dei politici di turno, non si sono visti cambiamenti sostanziali. Di tanto in tanto ci scappa il morto, segue periodo di controlli più rigidi, ma dopo un po’ sembra che tutto torni, un po’ gattopardescamente, come prima. Lo stadio, per un qualche strano motivo tutto italiano, continua ad essere una zona franca in cui poter esprimere liberamente la propria voglia di violenza e di distruzione. Una bella valvola di sfogo per tutte le tensioni politiche, sociali o altro (sull'argomento un vecchio gruppo punk cantava: “come un branco di salami picchiamo con le mani i poveracci come noi”). Nel secondo caso, gli scontri a Milano, il Ministro degli Interni Angelino Alfano si è dato al contorsionismo politico, definendo una giornata di guerriglia urbana come un grande risultato, frutto di un comportamento impeccabile da parte delle forze dell’ordine. Quindi deduco che lasciare devastare intere vie da gruppi di cretini per cui “se non dai fuoco alla banca sei un coglione” è giusto. Ottimo ragionamento. Però non capisco una cosa. Com'è possibile che a Milano ai violenti è stato lasciato fare tutto quello che volevano e a Bologna non ci sono stati ripensamenti sul caricare un gruppetto di facinorosi che voleva sfondare un cordone di polizia? Non voglio giustificare gli anarcoidi che hanno partecipato agli scontri al parco della Montagnola visto che sono stati loro a provocare cercando di sfondare il cordone di polizia, capisco la volontà di difendere il premier e chi lo stava ascoltando, ma per me si è esagerato.
Riassumendo: se sfasci tutto allo
stadio, in un corteo anarchico o vuoi contestare Renzi potresti avere risultati
molto diversi. In un paio di casi potresti muoverti indisturbato e fare quello che ti pare; nell'altro potresti finire all'ospedale.