lunedì 2 marzo 2015

Più forte ragazzi!

Qualche giorno fa, alcuni intelligentissimi membri di collettivi bolognesi, di cui avevo già lodato le capacità democratiche , sono riusciti a sorpassare ogni record.
Prendere a sassate l’auto di Salvini in visita ad un campo nomadi era, oggettivamente, un “vinci facile”. Ma fare a botte tra di loro no, per quello occorreva davvero un certo impegno. E i nostri amici kompagni dei collettivi ci sono riusciti!
Ma presentiamo gli attori in scena. I collettivi interessati sono 3: Cua (vicino al centro sociale Crash), Làbas (legato al centro sociale Tpo) e Hobo (responsabili dell’inseguimento e delle sassate all’auto di Salvini).
Le danze le hanno aperte Cua e Làbas che, circa un mese fa, avevano alcune cosucce da chiarire. Ora invece anche quelli di Hobo si sono messi in mezzo alla grande scazzottata anarchica scontrandosi con il Cua presso via Filippo Re.
Ma perché cotanta violenza? Il motivo è presto svelato: il motore (e la benzina) di questi scontri sono (molto semplicemente) i soldi.
Immagino che un qualche simpatizzante di costoro possa esserci rimasto male, ma queste botte non sono effetto delle loro ideologie!
I denari sopra accennati sono quelli che i collettivi ricavano usando a loro piacimento le aule della Scuola di Lettere, in particolare quelle in via Zamboni, per organizzare feste, aperitivi, incontri e quant’altro con l’obiettivo (non troppo nascosto) di autofinanziarsi. In sostanza, come le migliori mafie, i collettivi universitari bolognesi si incontrano e scontrano per il possesso del territorio. Capisco che il ricavato delle loro iniziative venga impiegato per pagare le spese processuali di anarchici e anarcoidi dei rispettivi gruppi con qualche problemuccio con la legge, e che quindi gli organizzatori degli eventi si intaschino relativamente poco (o forse nulla), ma non è giusto che una ristretta minoranza possa ritenersi padrona di aule universitarie e usarle a proprio piacimento, magari causandopure dei danni. E non mi fa davvero ridere quanto dichiarato dai kompagni del Cua, che vedono giochi elettorali per l’elezione del nuovo rettore dell’Università e attacchi all’autogestione degli studenti, tutto per giustificare i loro smerci di alcool a feste che, secondo loro, dovrebbero rientrare dentro a non ben definiti “percorsi culturali”.
Personalmente, di fronte ad ogni nuova iniziativa dei kollettivi in università, non sono né uno di quelli che si straccia le vesti al grido di “usano per loro uno spazio di tutti” né uno che accorre per rimpinguargli le casse. In università anarcoidi e comunistoidi vari e assortiti ci sono sempre stati e, probabilmente, finché esisteranno le università (ed i fuori corso) sempre ci saranno. Ma questi devono ricordarsi che sono un’esigua minoranza rispetto a tutti gli studenti. E per questo non possono considerarsi padroni delle aule universitarie e farne ciò che vogliono.
Comunque, dato che le posizioni dei rispettivi gruppi verso quanto accaduto mi sembrano un pochino “fossilizzate”, l’unico suggerimento che gli posso dare è: “più forte ragazzi”!! Visto che il dialogo mi pare serva a ben poco in queste circostanze, vi invito a metterci più forza e decisione nel dirimere i vostri contenziosi. Però, una volta finito, vi prego di piantarla con queste pagliacciate, visto che perdete tempo e ne fate perdere ad altri.



P.S.: non so se vi ricordate il geniale kompagno di Hobo che era saltato sul cofano della macchina di Salvini che poi aveva gridato al tentato omicidio. Sì, proprio il nostro riccioluto amico ha partecipato agli scontri con i kompagni del Cua in via Filippo Re e ne ha ottenuto la frattura di una mano e 30 giorni di prognosi. A quanto pare ha dichiarato di esserecaduto, mentre per altre fonti, si sarebbe ferito nel tentativo di rompere con il cascodella moto il lunotto posteriore della macchina dei rivali. In tutta sincerità non so che cosa gli convenga raccontare! Se dire di essere “caduto” (la scusa più vecchia del mondo) o dire di essersi fatto male mentre lottava contro un pericolosissimo parabrezza fascorazzista (su cui a suo tempo la pagina Facebook “Lavia culturale al Socialismo” ci ha già illuminato!)  . Però è abbastanza strano che un attivista del Cua possa avere un parabrezza del genere! Che l'abbia acquistata usata la macchina
??