Pochi giorni fa il segretario della Lega Nord, Matteo
Salvini, è dovuto fuggire dall’attacco di anarchici, antagonisti e anti-assortiti
a Bologna.
Il segretario del carroccio non si trovava per caso nel
capoluogo emiliano-romagnolo, ma era lì per una “visita di cortesia” al campo
nomadi di via Erbosa. Lo stesso campo in cui, il 3 novembre scorso, la
consigliera comunale della Lega Lucia Borgonzoni
era stata schiaffeggiata,
sempre durante una “
visitina”.
Visti gli atteggiamenti amorevoli e concilianti dei leghisti
verso i nomadi, e visti i recenti fatti, di certo la visita del segretario del
Carroccio non era di certo “di cortesia”. Anzi, lo scopo era ben chiaro, andare
là per solleticare gli istinti razzisti più bassi per raccattar qualche voto in
più alle prossime elezioni regionali. Non ci vuole una grande analisi politica
se il segretario di partito si fa un bel po’ di chilometri per invischiarsi in
quella che è (o almeno era) una faccenda locale.
Questa volta però ,ad attendere Salvini non c’erano degli
agguerriti Sinti, ma i giovani dei centri sociali. Che, appena individuato
Matteo, si sono lanciati contro di lui,
prima mettendolo in fuga a piedi,
e poi
bloccando la sua auto. Si è prodotto un parapiglia con due anarcoidi che
hanno rischiato di venire investiti ed il parabrezza posteriore dell’auto del
segretario leghista fracassato.
Non voglio entrare nel merito della dinamica, ma proprio non riesco a capire
che senso ha urlare “vattene vattene” e contemporaneamente bloccare l’auto di
chi se ne sta andando! Si vede che certe idiozie ideologiche non mi hanno (ancora)
contaminato.
Non avendo potuto instaurare un sereno e civile dialogo con
il segretario leghista, gli anarchici/anarcoidi presenti hanno rimediato
occupandosi di Enrico Barbetti un giornalista del Resto del Carlino. Lo hanno
accerchiato in 15-20, dopo averlo riconosciuto e chiamato per nome e cognome,
l’hanno pestato e gli hanno rotto il gomito sinistro. La motivazione? A quanto
pare qualcuno del gruppetto dei violenti avrebbe detto che “è per colpa tua se
c’è gente in galera”. E io che pensavo che la gente in galera ci finisse dopo
un processo! Con questa frase si capisce benissimo il livello politico e culturale
di questo branco di teppisti.
Anzi, peggio che teppisti. Il teppista agisce da solo o in
branco, spesso in modo disorganizzato e stupido. Qui invece l’organizzazione
c’era. Nel video si sente distintamente una persona urlare “avvisate il
presidio”. Quindi qualcuno stava aspettando.
Sia ben chiaro, io non condivido le idee razziste o pseudo
tali di Salvini. Mi fa schifo che se ne vada in giro a rinfocolare certi
sentimenti anti-immigrati e anti-nomandi per il proprio tornaconto politico. Ma
attaccare un politico, di qualsiasi colore esso sia, in questo modo è da
vigliacchi. Anzi, con il brutale attacco effettuato successivamente ai danni
del giornalista del Carlino hanno mostrato la loro vera natura. Hanno individuato
l’obiettivo ed hanno agito. In gruppo. Perché in gruppo è più facile, ci si fa
forza a vicenda. C’erano altri gruppi che operavano così in Italia. Erano le
squadracce del fascismo.
Ed ora, esposta la vicenda, vorrei fare alcuni complimenti:

in primisi i miei sentiti e vivissimi complimenti vanno agli
antagonisti, anarchici e anarcodi vari presenti là. Bravi, vi nascondete sotto
le parole d’ordine dell’atifascismo, ma agite come le peggiori camicie nere. Attaccate
chi non la pensa come voi e, in mancanza d’altro, anche i giornalisiti vanno
bene. Forse perché certe verità non è bene che vengano scritte sui giornali.
Complimenti per la faccia tosta (davvero incredibile!) che avete avuto nel
riuscire a fare le vittime di fronte alle telecamere perché due dei vostri cari
compagni hanno rischiato di finire sotto la macchina di Salvini. Sì, ci credo
che volevate solo
“contestare” in modo pacifico il leader della Lega.
Probabilmente il vostro intento era di fare qualche carezza ai leghisti, così,
giusto per aiutarli a cambiare le loro idee politiche. Complimenti, deficienti
che non siete altro, con atti del genere
fornite solo voti al movimento chedite di voler combattere.
Ed ora passiamo al sindaco di Bologna, Virginio Merola. Dopo
gli scontri tra Forza Nuova e centri sociali durante la manifestazione delle
Sentinelle in Piedi
aveva tuonato che i militanti di estrema destra (giustamente)
non avevano cittadinanza a Bologna.
Spero che ora abbia la voglia e la volontà politica di dare anche un’occhiatina
approfondita anche altrove. Altrimenti tutti quei bei discorsi sulla civiltà,
la democrazia, ecc... non sono altro che belle storielle da regalare all'elettore.
Ed infine vorrei fare i complimenti agli ideologi,
parrucconi e amanti delle vecchie ideologie. Che, nonostante quello che è
successo, cercano ancora una giustificazione per i ragazzi dei centri sociali.
Le loro armi principali sono due: che l’autista di Salvini non avrebbe dovuto
accelerare in modo così brusco e che il primo a provocare è stato il leader
della Lega con la sua sola presenza. Sulla seconda motivazione stendo un velo
pietoso. È motivazione ridicola che serve solo per legittimare la loro violenza.
Secondo questo ragionamento io domani posso scendere in strada, recarmi ad un
gazebo di chi raccoglie firme per una proposta di legge che non condivido e menare tutti, perché stando lì con il
banchetto mi provocano. Per farla breve: la democrazia è altra cosa. La prima
motivazione la condivido in parte. Capisco che accelerare in modo così brusco da
parte dell’autista di Salvini è stata una scelta pericolosa, oltre che molto
stupida. Ma sfido chiunque in una situazione del genere a mantenere la calma.
Ma temo che questi ragionamenti siano inutili. Per una certa
parte della sinistra, certi kompagni vanno difesi, costi quel che costi. Anche arrampicandosi
sugli specchi. Mentre proprio questo kompagni, difesi strenuamente, dimostrano
con le loro azioni di non hanno ancora capito (o non voler capire...) che cosa
scrisse dei loro simili
Pier Paolo Pasolini dopo gli scontri di Valle Gliuia nel ’68
P.S.: per fortuna qualcuno su fb riesce anche a strapparmi
un sorriso. Ma come ogni buona satira, c’è un fondo di verità... (l’immagine è
stata presa dalla pagina facebook de “
La via Culturale al Socialismo”).